Cronaca

Ranucci ora è come è kryptonite: “Si deve dimettere da Report”

Il silenzio imbarazzato del Pd, la sparata su Falcone e Borsellino, le critiche del mondo dem: Sigfrido all'angolo?

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Eravamo stati tra i primi a farlo notare. Dopo l’esplosione (in senso metaforico) del caso Lavitola-Ranucci, il silenzio del Pd si è fatto un tantino assordante. Fatta esclusione per Sandro Ruotolo, da più parti sono arrivate critiche al conduttore di Report (vedi Walter Verini) o – peggio mi sento – nessuna dichiarazione in sua difesa, come nel caso di Elly Schlein, che pure dopo la bomba (quella vera) era addirittura arrivata ad accusare i governi di destra di mettere in pericolo la democrazia e il giornalismo di inchiesta.

È vero: la linea ufficiale resta quella di aspettare gli sviluppi giudiziari e tutelare Report, alcuni esponenti dem ritengono ormai difficile che il giornalista possa continuare normalmente a guidare la trasmissione durante questa fase. Il più esplicito è stato Luigi Zanda, secondo cui Ranucci dovrebbe temporaneamente lasciare la conduzione: “Una sospensione dal suo ruolo di primo piano possa aiutare”. L’ex capogruppo Pd considera infatti troppo numerosi gli aspetti ancora da chiarire, dall’attentato ai rapporti con Lavitola fino alle conversazioni e al presunto progetto politico che avrebbe coinvolto il giornalista.

Ad aumentare le distanze ha contribuito anche la scelta di Ranucci di richiamare, parlando della propria vicenda, i nomi di Moro, Piersanti Mattarella, Falcone e Borsellino. Un paragone che ha suscitato reazioni particolarmente dure. Anche nel mondo della magistratura. Per Giuseppe Ayala, «”Ranucci è incommentabile”, mentre Pietro Grasso ha criticato chi utilizza quei nomi “per farsi scudo”. Ancora più tagliente Luciano Violante: “Moro, Mattarella, Falcone, Borsellino non sarebbero andati a cena con Lavitola”. Anche il presidente dell’Anm Giuseppe Tango ha invitato a non utilizzare Falcone e Borsellino come termine di paragone, definendoli figure “per certi versi irraggiungibili per chiunque”.

Ieri sera poi, a 4 di Sera, anche l’ex deputato dem Andrea Romano ci ha messo il carico da 11. “Ranucci dovrebbe lasciare la condizione di Report. L’ho sempre visto come un moralizzatore e penso che i moralizzatori non vadano mai bene, perché per farlo bisogna davvero essere Savonarola”. Inoltre, “questa vicenda ha fatto emergere degli aspetti di Ranucci discutibili”. La sua conduzione di Report il prossimo anno, che la Rai sta cercando di affidare a qualcun altro, anche se non c’è ancora nulla di ufficiale, “fa molto male al giornalismo di inchiesta”. Per Romano, insomma, Sigfrido “deve fare un passo indietro” perché “il giornalismo d’inchiesta non è solo Ranucci”.

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