Caffè avvelenato

Raoul Bova e le (a)mantidi religiose

Ogni giorno un po' di veleno sulle cose del mondo

Raoul Bova e il tradimento con Martina Ceretti
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Qui al bar, siamo onesti, il tema più battuto non è esattamente l’impatto dei dazi sul Made in Italy. In attesa che passino le burrasche, torni il solleone e arrivino le ferie d’agosto (forse chiuderemo anche noi qualche giorno, chissà…), il Paese reale parla di Raoul Bova. Delle corna, dei porno-ricatti, di Fabrizio Corona, della Milano da postare e soprattutto delle ragazzine che sognano la fama e cercano di ottenerla a tutti i costi. Amanti, o (a)mantidi religiose, che ingurgitano i loro partner dopo averli sfruttati. Tra i clienti c’è sempre il moralista, quello che “ai miei tempi…”; e c’è sempre il relativista, quello che si ricorda le arrampicatrici sociali anche quando sedurre e abbandonare costava veramente lo stigma sociale. C’è chi se la prende con Bova (è un “morto di figa” come tutti noi, dicono alcuni avventori) e c’è chi se la prende con Martina, la modella di 23 anni dagli “occhi spaccanti”; chi evoca la legge del contrappasso su Rocio (già “sfasciafamiglie” quando Raoul stava con la prima moglie) e chi si meraviglia che esistano queste figure, tipo il pr Monzino, che prosperano sul degrado morale del capoluogo lombardo. Io mi limito a osservare che i social e Internet sono davvero un’opportunità per le signorine. Leggo il peana di tale Giulia Salemi, che piange perché i maschilisti snobbano il suo podcast (in realtà, se invitato, qualcuno le risponde: non è in linea con i nostri interessi, e ci vuole davvero tanta fantasia per leggerlo come un insulto sessista). La donna resa famosa dalla sua bellezza grazie al Web si lamenta perché quelle come lei devono “lavorare il doppio per essere prese sul serio”. Chissà se un giorno non spunterà pure la Ceretti a lagnarsi per il trattamento che le ha riservato una parte di opinione pubblica. Chissà se anche lei capirà che, per far parlare di sé, il metodo migliore non è fare le (a)mantidi ma fare le vittime. Io, dal canto mio, continuo a preparare caffè. E a sperare che il bar, ad agosto, chiuda per qualche giorno. Quanto mi piacerebbe lavorare il doppio come queste signorine…

Il Barista, 31 luglio 2025

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