Politica

Referendum, batosta Schlein e Landini sull’affluenza: il dato finale

Dopo settimane di sparate di ogni tipo, ecco il risultato della sinistra: un flop clamoroso

Schlein Conte Landini Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Elettori in fuga dalle urne. Altro che spallata al governo, Elly Schlein a Palazzo Chigi e totoministri: il referendum è stato un disastro per la sinistra. Dopo il dato bassissimo registrato nella prima giornata ai seggi, ecco il risultato definitivo: affluenza sotto al 30 per cento. Lontano, anzi lontanissimo il quorum. Una Caporetto per Pd e compagnia, con buona pace di chi proverà a raccontare il contrario. E fidatevi, ci sarà.

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Le hanno provate tutte. Dalle polemiche sterili – basti pensare al tormentone TeleMeloni, smentito dai dati dell’Agcom – alla vergognosa strumentalizzazione della manifestazione per Gaza organizzata sabato a Roma, i partiti di opposizione hanno tentato in ogni modo di fare lo sgambetto al governo, che ha invece invitato gli elettori a non votare, come previsto dalla Costituzione e dal buonsenso. I dati finali sono sotto gli occhi di tutti.

Cosa dirà ora Maurizio Landini, ora riunito con la segreteria al completo in una stanza del centro Congresso Frentani, sede del comitato promotore dei referendum sul lavoro? L’aspirante leader della sinistra proverà a giustificare le sue ultime dichiarazioni? Sì, perchè fino a qualche ora fa diceva che il quorum era possibile. E sentenziava, con la consueta sicurezza: “Il governo ha paura perché vede che la gente vuole andare a votare”. Probabilmente la gente vogliosa di votare l’ha vista solo lui.

E che dire dei leader di partito che ci hanno messo la faccia, convinti di poter rifilare uno schiaffo al governo? In primis la Schlein, quella che più si è compromessa. Sì, perché Conte almeno è stato furbo, ha mandato avanti gli altri, anche se la sconfitta porta chiaramente anche il suo nome. I quattro giallorossi hanno sbagliato tutto quello che si poteva sbagliare. Si sono convinti che l’agenda della loro bolla era l’agenda del Paese intero e hanno sfidato la Meloni e il centrodestra, tanto da invocare una caduta del governo. Emblematico il dossier cittadinanza: gli italiani non hanno alcuna intenzione di allargare le maglie, la cronaca spiega perfettamente perché. E avanti così, tra una sparata ideologica e l’altra.

Il furore ideologico ha fallito ed è costato parecchi milioni ai contribuenti. Cosa diranno gli elettori del Pd, che hanno visto la mobilitazione di tutti i circoli per un referendum mirato a correggere gli errori… del Pd? Un boomerang clamoroso. Altro che sfratto a Meloni: qui l’avviso arriva all’opposizione, più camposanto che campo largo…

Pezzo in aggiornamento

Franco Lodige, 9 giugno 2025

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