Politica

Referendum, scheda elettorale e carta d’identità: come votare

Domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026 si tiene il referendum costituzionale sulla riforma del sistema giudiziario italiano,

Referendum e vipponi Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026 si tiene il referendum costituzionale sulla riforma del sistema giudiziario italiano, promosso dal governo guidato da Giorgia Meloni e dal ministro della Giustizia Carlo Nordio. Questo referendum confermativo permette ai cittadini di approvare o bocciare le modifiche a sette articoli della Costituzione (87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110) già approvate dal Parlamento. Non è previsto un quorum, quindi il risultato dipenderà dalla maggioranza dei voti validi, indipendentemente dall’affluenza.

Quando, dove e come si vota

I seggi saranno aperti domenica 22 marzo dalle 7:00 alle 23:00 e lunedì 23 marzo dalle 7:00 alle 15:00. Per votare, è necessario portare con sé un documento d’identità valido e la tessera elettorale. Se quest’ultima è smarrita, deteriorata o ha esaurito gli spazi per i timbri, è possibile richiederne una nuova presso l’ufficio elettorale del proprio Comune, anche durante gli orari straordinari di apertura previsti nei giorni di voto. Il seggio di appartenenza può essere trovato tramite il numero e l’indirizzo riportati sulla tessera elettorale.

Come si vota

L’elettore riceverà una scheda e una matita copiativa. Sulla scheda saranno presenti due opzioni prestampate: “Sì” per approvare la riforma, “No” per respingerla. Per esprimere il voto, è sufficiente tracciare un segno nella casella corrispondente alla propria scelta, facendo attenzione a non uscire dal riquadro. È importante non aggiungere segni o scritte, poiché ciò potrebbe rendere la scheda nulla. In caso di errore, il voto viene annullato e non incide sul risultato finale.

I contenuti della riforma

La proposta prevede diverse modifiche al sistema giudiziario. Uno dei punti principali è la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti: giudici e pubblici ministeri avranno percorsi distinti e non sarà possibile cambiare ruolo. Inoltre, il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) sarà diviso in due organi distinti: uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri. Verrà istituita una nuova Alta Corte disciplinare per valutare il comportamento dei magistrati. Infine, alcuni componenti degli organi di autogoverno saranno scelti tramite sorteggio, per ridurre il peso delle correnti interne.

Il voto per i fuorisede e i rappresentanti di lista

I cittadini italiani che vivono lontano dal loro Comune di residenza hanno avuto difficoltà a partecipare al voto. La normativa attuale non consente il voto fuori sede, se non nella veste di rappresentanti di lista. Questi possono votare presso il seggio dove svolgono attività di monitoraggio, indipendentemente dal loro Comune di iscrizione elettorale. Sono state presentate migliaia di richieste per rivestire questo ruolo, ma i posti disponibili restano limitati. Ciò ha sollevato dibattiti e richieste per una riforma strutturale del voto fuori sede.

Dettagli pratici per il giorno del voto

Per prevenire irregolarità, i presidenti di seggio seguono specifiche procedure per annotare i voti di rappresentanti di lista o di altri elettori che votano in seggi diversi. Ai seggi saranno presenti quasi 51,5 milioni di elettori, tra cui 5,5 milioni di italiani residenti all’estero che hanno ricevuto il plico elettorale per il voto per corrispondenza. Gli scrutatori e i presidenti di seggio hanno affrontato defezioni significative, con alcune città come Roma e Firenze che hanno dovuto sostituire una percentuale rilevante del personale previsto.

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