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Reza Pahlavi, il discorso del figlio dello Scià di Persia: “Il regime in Iran è sconfitto”

Il principe ereditario invoca una nuova era a Teheran: "Mi cercano per governare". Il suo appello integrale agli iraniani

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Reza Pahlavi, il figlio dell’ultimo Scià di Persia, ha definito la situazione attuale in Iran come “il nostro muro di Berlino”. Durante una conferenza stampa tenuta il 23 giugno 2025 a Parigi, il leader dell’opposizione ha parlato del crollo imminente del regime degli ayatollah, guidato da Ali Khamenei. Pahlavi ha sottolineato che i recenti eventi rappresentano un punto di svolta per la nazione.

Fonti credibili affermano che la famiglia di Khamenei e altri esponenti del regime starebbero preparando la fuga dal Paese. Per Pahlavi, questa è la dimostrazione che il regime è ormai “sconfitto” e “vacillante”. Parlando ai suoi compatrioti, in farsi e in inglese, ha affermato che è tempo di costruire un Iran democratico e libero.

L’appello diretto a Khamenei e al popolo

Nel suo intervento, Pahlavi ha rivolto un messaggio diretto alla Guida Suprema Ali Khamenei, invitandolo a dimettersi. Ha promesso un “processo equo” se dovesse accettare di lasciare il potere: “È molto più di quello che tu abbia mai concesso a un iraniano”. Questa dichiarazione, accompagnata da una forte critica al regime, ha toccato temi come la crisi economica, lo sviluppo di armi nucleari e il saccheggio delle risorse del Paese.

Il leader in esilio ha anche parlato ai membri delle forze armate iraniane, esortandoli a disertare e unirsi al movimento per la transizione democratica. Ha sottolineato che la porta resterà aperta per chi dovesse scegliere di partecipare alla rinascita del Paese, ad eccezione di coloro che si sono macchiati di gravi crimini.

Un piano per la transizione democratica

Durante la conferenza, Pahlavi ha presentato un piano dettagliato per guidare l’Iran verso una democrazia stabile. Il programma prevede la convocazione di un vertice di unità nazionale con attivisti, dissidenti, imprenditori e altri rappresentanti della società civile. L’obiettivo è sviluppare una roadmap per la ricostruzione politica ed economica del Paese.

Sul piano economico, Pahlavi ha annunciato l’istituzione dell’“Iran Prosperity Project”, un piano articolato in tre fasi: emergenza (4-6 mesi), stabilizzazione (18-24 mesi) e normalizzazione a lungo termine. Intende coinvolgere esperti e investitori internazionali per trasformare l’Iran in un mercato competitivo e stabile.

Un futuro incerto per l’Iran

L’Iran si trova a un bivio: il crollo del regime potrebbe portare a una transizione democratica, ma non si esclude il rischio di caos e guerra civile. Pahlavi sostiene che, per evitare scenari di violenza, è fondamentale pianificare una transizione inclusiva e stabile. In un’intervista recente, ha affermato: “Immaginate un Iran libero, democratico e prospero. Questo è il momento per costruirlo insieme”.

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