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Ricchi e chiedono più tasse

“Rinuncio, ma al 90%”. Che ipocrisia la finta ereditiera francescana

Marlene Engelhorn rinuncia all’eredità della multinazionale tedesca Basf. Ma solo al 90%

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Sai quelle facce che ti stanno sui coglioni a pelle. Che le guardi e pensi: che faccia da formaggino scaduto, e non ci pensi più. Bruttine, ma curatissime, la vanità della mestizia, la falsa semplicità di chi non può permettersi nessuna avvenenza e la butta sul vittimistico, senonché è nata col culo nel burro e non può liberarsene. Una così è questa Marlene Engelhorn, che si vergogna della sua sfacciata fortuna ma fino a un certo punto; e, siccome si annoia e non ha niente da fare, ha deciso di rinunciare a una paccata di milioni ma fino a un certo punto; e, sempre siccome non sa come passare le giornate, ha convocato la stampa di mezzo mondo – i soldi, quando servono ad esigere attenzione, non schifano più – e, con dubbio gusto, ha annunciato che alla morte della della vecchia, nonna Traudl, 94 anni, farà il gran rifiuto e darà via tutto, ma fino a un certo punto, in beneficenza. Al 90%, tanto è talmente tanta roba che pure col 10 nominale può camparci dieci vite.

Faccia da formaggino non è una qualunque, è una ragazza Basf, primo gruppo chimico al mondo, multinazionale tetesca ti Cermania; siccome cova alcuni problemi nevrastenici, ma enormi, ha cofondato un movimento sadomaso, Tax me now, dove dice che quelli come lei vogliono essere scudisciati dagli stati (mente, ovviamente: comunque, venga qui in Italia che i suoi compagni Letta, Fratoianni, Bonelli e, diciamolo pure, Draghi sapranno farla godere come merita). Dove c’è un raduno di ricchi, dove sente la puzza di soldi, Davos, Bilderberg, quello di Jovanattila, lei c’è, però per dire che la puzza di soldi le fa schifo, però fino a un certo punto.

“Tassami adesso”, e intanto scatta la fondazione benefica esentasse. E su, Marlena, ma ti pare che sei la prima a fare il gioco delle tre carte di credito? Come Bill Gates, che quando fa qualcosa “di sociale” lo sa subito tutto il mondo, anzi il pianeta, come lo chiama Greta, una del club (quando invece va a sollazzarsi con le ninfette di quel cannibale di Epstein, cala la mannaia della censura). Quanti ne abbiamo visti, quanti ne vedremo e son sempre gli stessi paraculi.

Marlena poteva benissimo incassare e devolvere, senza rompere i coglioni al pianeta, seguendo l’esempio della vecchia Traudl, che, mai vergognandosi del suo ruolo, di cause benefiche ne ha alimentate a pioggia. Ma no, lei deve riempirci delle sue cazzate psicomuniste, “non ho fatto niente per meritare la ricchezza”, “mi sento a disagio”, “i soldi non danno la felicità” (figuriamoci senza, le avrebbe risposto quell’armatore della Repubblica marinara di Genova). Così Marlena, pugno chiuso e manina aperta, miss 10%, pretende e ottiene le copertine, le interviste e l’aureola di martire sociale: così si fa, megaricche ma col patè d’animo, dalla parte giusta, in una umile magione a Vienna dove gioca col cane amico di quello della Cirinnà. “Mi turba che ogni grande fortuna abbia contorni opachi”, scandisce: essendo poco acculturata, non sa che Balzac aveva detto la stessa cosa in modo più icastico: “Dietro ogni grande fortuna c’è un crimine”. Forse, dietro quello della Basf c’è la costruzione di Auschwitz, dove veniva prodotto lo Ziklon B che serviva a sterminare gli ebrei.

Ma che c’entra lei? Difatti non le interessa, fa solo scena, il suo non è un cuor d’oro ma di chimica e comunque la multinazionale che la mantiene a vita e sempre la manterrà, le piaccia o non le piaccia (ma le piace…), ha fatto anche molte altre cose. Ma con una che segue l’odore dei soldi con un cartello con scritto “in tax we trust”, che vuoi discutere? Squilibrata o furbastra che sia, è inutile. E a noi non resta che concludere nella mestizia per cui chi vorrebbe sempre più tasse son sempre i ricchi, sapendo di dirottarle sui poveri; gli “inferiori” non si sognano proprio, ne vorrebbero meno, per ragioni storicamente conclamate. Marlena crede nelle tasse e rinuncia all’eredità, però fino a un certo punto e quando sarà: lunga vita a nonna Traudl, possa campare altri cent’anni, che se la Basf finisce in mano alla nipote, non dura neanche una settimana.

(p.s. Cara Marlena, io avrei giusto un bisogno impellente di un due trecentomila euro, per te è niente, non te ne accorgi neppure ma io ci farei alcune cose che mi stanno proprio a cuore, se vuoi prendere nota, poi ti garantisco che ti ringrazio al 90%, ti faccio pure il panegirico e non aspetto neppure il tuo decesso, te lo squaderno caldo caldo, fragrante come il cornetto bio che ti ingolli la mattina nella tua gigantesca cucina viennese. Se mi leggi, contattami sui social, sto ovunque: starò meglio io e starai meglio tu).

Max Del Papa, 9 agosto 2022