Risparmi a rischio, se la banca è tedesca l’aiuto di Stato vale

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Pagano solo i risparmiatori italiani. Le regole europee sul fallimento delle banche, il famoso bail-in sembrano non valere per tutti, sembrano non valere soprattutto per la Germania che, con l’avvallo di Bruxelles, salva le proprie banche con denaro pubblico. L’episodio, passato come sempre sotto traccia, non sfugge però al Financial Times. Dal quotidiano inglese arrivano dure critiche per il salvataggio pubblico di Nord Bank, Istituto di credito tedesco. Nell’articolo si legge:

“I vecchi vizi muoiono duramente. Esistono semplicemente troppe lacune nei regolamenti che le autorità nazionali possono sfruttare. Alcuni paesi possono cavarsela. Gli altri non possono. Ne è un esempio la recente approvazione di Bruxelles di una nuova iniezione di denaro dei contribuenti nella banca regionale tedesca NordLB. NordLB ha eroso il proprio capitale perdendo miliardi di euro in prestiti di spedizione tossici e ha bisogno di fondi per la ricapitalizzazione. I gruppi di private equity si erano offerti di acquistare una partecipazione, subordinata al sostegno pubblico, ma i governi regionali proprietari della maggior parte della banca hanno optato per una soluzione pubblica che coinvolgesse solo i proprietari esistenti, comprese le banche di proprietà comunale. La conseguenza, tuttavia, è un maggiore contributo complessivo da parte del settore pubblico. Non è così che dovevano essere fatte le cose nel nuovo mondo coraggioso dell’unione bancaria europea. E non è così che i politici tedeschi normalmente richiedono che si facciano cose quando si tratta di gestire banche di panieri nell’Europa meridionale”.

Perché le autorità europee non hanno valutato la redditività della banca in base alle regole che richiedono che gli obbligazionisti contribuiscano prima che possa essere investito denaro pubblico, così come è accaduto per le banche italiane nel corso degli anni passati? Due pesi e due misure che non possono essere sempre accettati con leggerezza. Del resto il quotidiano finanziario in rosa continua in maniera durissima la sua filippica contro la pratica usata per NordLB. “La decisione rafforza la comparsa di doppi standard nella zona euro. Le denunce tedesche relative a problemi bancari italiani irrisolti hanno da tempo ostacolato i progressi verso l’unione bancaria e una più ampia integrazione della zona euro. In realtà, ci sono tanti scheletri nell’armadio bancario tedesco. Quest’ultima dimostrazione di protezione politica estesa a una banca tedesca non farà che peggiorare le condizioni per i compromessi politici che devono essere raggiunti tra Germania, Italia e altri paesi dell’Ue”.

Sin qui il Financial Times. Ora ci si chiede. Come si porrà il governo italiano rispetto a tutto quello che è successo in Germania? I risparmiatori italiani hanno dovuto pagare per una legge, quella del Bail-In, andata in vigore con effetto retroattivo rispetto alle scelte dei sottoscrittori di obbligazioni subordinati. Nessuna deroga è stata fornita per le quattro banche fallite nel 2015 e neanche per le due venete. Mentre i tedeschi impongono le loro regole nel silenzio generale. È giusto?

Leopoldo Gasbarro, 13 dicembre 2019

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