
Le elezioni rumene dalla farsa finiscono in tragedia. Vi ricordate? Vi ricordate la clamorosa decisione della Corte costituzionale di Bucarest che ha annullato il primo turno delle presidenziali vinte, a sorpresa, da uno sconosciuto candidato filorusso? Bene. Oggi Calin Georgescu è stato arrestato per strada proprio mentre stava per presentare la sua nuova candidatura per le prossime elezioni. La procura generale lo ha incriminato per “istigazione ad azioni contro l’ordine costituzionale”, “comunicazione di informazioni false”, “costituzione di un’organizzazione di natura fascista, razzista o xenofoba” e “dichiarazioni false sulle fonti del finanziamento della sua campagna elettorale”.
L’annuncio del fermo è stato dato dallo staff del candidato filo-russo.”Circa 30 minuti fa, è stato fermato nel traffico ed è stato portato a un interrogatorio presso l’ufficio del Procuratore generale. Dov’è la democrazia, dove sono i partner che devono difendere la democrazia?”. Stando ai media locali, i pm avrebbero spiccato il mandato di arresto nei confronti del candidato chiedendo anche di perquisire le sue abitazioni e quelle dei suoi collaboratori. In totale sono 47 le perquisizioni svolte, incluse la guardie del corpo, dove sono state trovate ingenti somme di denaro, armi e munizioni nascoste sotto al pavimento in una stanza segreta. Nella casa di Horatiu Potra, bodyguard di Georgescu, sono stati trovati 900mila euro.
I pm hanno iscritto nel registro degli indagati, in totale, 27 persone. Secondo l’esponente filo-russo, che di fronte ai poliziotti ha dichiarato di non aver ricevuto alcun finanziamento e ha negato qualsiasi illecito nella sua campagna elettorale, l’arresto e le perquisizioni servirebbero solo a bloccare la sua candidatura. Alla fine la Procura Generale ha annunciato di averlo sottoposto a controllo giudiziario per 60 giorni: verrà sottoposto a sorveglianza, non potrà lasciare il Paese, dovrà comunicare il cambio di residenza e non creare/utilizzare account su piattaforme social online su cui siano pubblicati contenuti di natura legionaria, fascista, antisemita, razzista e xenofoba.
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La Romania, Paese Nato e membro dell’Ue, è dunque sempre più nel caos. Pochi giorni fa il presidente Klaus Iohannis è stato costretto a dimettersi (pena il rischio di impeachment) dopo la proroga del suo mandato dovuta proprio al clamoroso esito della tornata presidenziale. Georgescu, ottenuto il 23% al primo turno, avrebbe dovuto affrontare al secondo turno la riformista Elena Lasconi, ma non è stato possibile: pochi giorni prima del ballottaggio, con una decisione più che controversa, i giudici hanno annullato tutto. Secondo la Corte costituzionale, pur senza alcuna sentenza definitiva e basandosi solo su banali sospetti e documenti di intelligence, il voto sarebbe stato truccato da una presunta (presunta) operazione russa volta ad influenzare il risultato. Sotto la lente erano finiti alcuni post di TikTok, le sempreverdi “ingerenze russe” e un presunto finanziamento occulto a favore di Georgescu.
Anche la liberale Lasconi, europeista e tutt’altro che filo-Mosca, ha più volte criticato la decisione della Corte. Dopo le dimissioni di Iohannis è tornata a chiedere: “Perché hanno annullato le elezioni? Come ci proteggiamo dai giochi russi e dalla manipolazione? Possiamo garantire la sicurezza delle prossime elezioni?”.
Le nuove elezioni dovrebbero tenersi il prossimo 4 maggio, con il ballottaggio previsto per il 18 maggio. Ma non è detto che le cose fileranno lisce. I sondaggi dicono che, se permetteranno a Georgescu di partecipare, al primo turno non ci sarà storia: i dati lo danno al 37-38% (15 punti in più di quanto preso la volta precedente), contro il 20-25 dei due contendenti al secondo posto (il popolare Antonescu e il liberale Nicusor Dan). L’ex europarlamentare romeno del Ppe Cristian Preda, ora politologo all’Università di Bucarest, parlando con Repubblica qualche giorno fa ipotizzava che la Corte costituzionale potrebbe “eliminare” dalla corsa il filo-russo quando il 15 marzo dovrà pronunciarsi sull’autorizzazione alla sua candidatura: “A novembre Georgescu era sconosciuto e per la Corte non rappresentava un problema, ma ora sarà diverso. Vedremo che cosa succederà”.
La risposta sembra essere arrivata con l’arresto di oggi. “Il sistema comunista-bolscevico continua i suoi odiosi abusi”, ha scritto Georgescu sui social, “cercano di fabbricare prove per giustificare brogli elettorali facendo di tutto per bloccare la mia nuova candidatura presidenziale”. E ancora: “Io a nome dei miei elettori ma anche di coloro che sebbene abbiano altre opzioni politiche vogliono una Romania democratica e libera sto combattendo questo sistema di sicurezza che ci vuole in schiavitù. Viviamo nel comunismo, non c’è nulla di libero e legale in tutto ciò che sta accadendo. Non mi arrenderò, faccio affidamento sul vostro sostegno, su tutti e vi aspetterò sabato in Piata Victorei”.
Anche Elon Musk, su X, ha commentato l’arresto: “Hanno appena arrestato la persona che ha ottenuto più voti alle elezioni presidenziali rumene. Questa è una cosa assurda”. Pochi giorni fa, durante la Conferenza sulla sicurezza di Monaco, il vicepresidente Usa, J.D. Vance aveva apertamente criticato la decisione della Corte di annullare le libere elezioni vinte da Georgescu.
Franco Lodige, 26 febbraio 2025
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