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Salvini-Di Maio, governo in 7 mosse

Quelli dell’establishment li conosco bene, molti sono miei amici, molti sono persone perbene, purtroppo sono stati, prima affascinati, poi rovinati, in questo quarto di secolo, da uno pseudo riformismo d’accatto com’è il ceo capitalism. Costoro non si erano ancora riavuti dalla batosta popolare del 4 dicembre 2016 (legge truffa) ed è arrivato il 4 marzo 2018.

Non hanno dimostrato alcuna capacità di analisi critica, hanno tirato fuori dall’armamentario linguistico gli ormai stucchevoli termini “populisti, xenofobi, fascisti, sovranisti” in realtà questi epiteti si stanno trasformando in tanti boomerang.

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Poi, una sfiga totale: dall’altra parte dell’Oceano è emerso, come rappresentante del vecchio establishment industrial-militare americano, il Principe dei buzzurri. Sparate tutte le fake news istituzionali, sono loro restate poche carte a disposizione. Una su tutte: l’atomica europea per bocciare un governo voluto dai cittadini, mostrando come esempio da seguire il panda Tsipras.

Come ex esperto di strategie aziendali e conoscitore di quella fauna, a titolo di puro divertissement, provo a disegnare uno scenario alternativo:

1) Tutto l’establishment, Bruxelles, Berlino, Parigi, Francoforte compresi sono pronti ad abbattere qualsiasi proposta del nuovo governo che abbia implicazioni economiche. Poi il Presidente della Repubblica, l’ha già fatto capire, sarà molto occhiuto sulle coperture e sul rispetto dei vincoli europei. I media di regime sono incattiviti, pronti all’alzo zero su qualsiasi proposta di costoro, valida o meno poco importa. Non parliamo delle polemiche che nasceranno non appena saranno noti i nomi del premier e di ministri e sottosegretari. È sufficiente aprire un giornale, tutti, salvo un paio, e qualsiasi talk show, sembrano tanti plotoni di fucilieri in posizione, pronti ad abbattere i due “buzzurri” non appena varcheranno la soglia di Palazzo Chigi.

2) Se vogliono salvare la pelle Luigi Di Maio e Matteo Salvini devono pagare ogni prezzo venga loro richiesto, baciare le pantofole (anche le più sgradevoli) che gli richiederanno, pur di essere insediati.

3) Appena insediati raccontare ai cittadini tutto il processo che hanno vissuto e la scelta (responsabile) di non fare (rimandandole) nessuna delle tre riforme strategiche che li avevano connotati in campagna elettorale: a) eliminazione della Monti-Fornero; b) reddito di cittadinanza; c) Flat tax al 15%. Spiegando che se lo facessero verrebbero spazzati via dal sistema. Sull’immigrazione invece andare a Bruxelles e chiedere, con molto garbo, di essere trattati come la Germania, i paesi dell’Est e gli scandinavi. Cioè applicare al canale libico-italico le stesse modalità usate per il canale turco-balcanico che ha così ben funzionato per i paesi del centro-nord Europa.

4) Garantire Bruxelles che la loro stella polare è la stessa di Angela Merkel e di Emmanuel Macron: puntuta difesa dell’interesse nazionale nel quadro delle regole europee, euro compreso.

5) Fare leggi che non abbiano implicazioni con le regole europee, tipo conflitto di interesse e tutte quelle ad alto impatto mediatico, purché a costo zero. C’è da sbizzarrirsi.

6) Spiegare ai cittadini di subordinare l’avvio del programma politico a una due diligence a tappeto sullo stato dell’arte dei conti del paese, necessaria per capire se ci sono le risorse per implementare le riforme senza sforare i parametri europei. Per fare una due diligence come Dio comanda ci vorranno sei mesi (le elezioni europee sono la loro polizza di assicurazione sulla vita). Nel frattempo ci sarà un uso diffuso di Data Room sia fisiche che virtuali. Questa modalità offrirà ai due “giovani buzzurri” una serie di conoscenze per capire come hanno gestito il Paese i loro predecessori, quindi ci sarà una loro crescita professionale, per non fare gli stessi errori.

7) Una due diligence di questo tipo fornirà, specie se fatta risalire dal governo NapolitanoMonti in giù una gran massa di informazioni utili per implementare le tre riforme strategiche, quando i fucilieri di sistema saranno stati messi a riposo. E i parlamentari dell’opposizione li supporteranno, sempre e comunque,  pur di rimanere vivi l’intera legislatura.

Riccardo Ruggeri, 13 maggio 2018

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