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Salvini e la svolta di Piazza del Popolo

Il leader della Lega e ministro Matteo Salvini poco fa ha parlato in piazza di “sogno europeo” tradito. Ci penserà proprio la Lega, dopo le elezioni di maggio, a riportare l’Unione europea sulla retta via. Dare un volto alle istituzioni di Bruxelles e legittimarle sul piano democratico è impresa da far tremare i polsi a chiunque. Vedremo se Salvini, indicato da molti come il futuro leader europeo, sostenuto dagli altri Paesi “critici”, sarà capace di portare a termine una impresa titanica.

Sul piano interno, la notizia è un’altra. La Lega completa la sua trasformazione. Da movimento del Nord a partito nazionale, da movimento libertario a partito identitario, da movimento antieuropeista (almeno negli anni di Salvini) a partito europeista, a modo suo. Chissà se tutti i vecchi elettori della Lega saranno soddisfatti di questa evoluzione.

Senz’altro Salvini, presentandosi come volto umano delle istituzioni europee, erode ancora un po’ di terreno elettorale al centro dove Forza Italia, per non lasciarsi inghiottire dalla Lega, ha cercato di differenziarsi proprio ponendosi come forza responsabile ed europeista. Ma ora su questo tema trova sulla sua strada un ostacolo inatteso: il sempre più ingombrante alleato (?) leghista.

Alessandro Gnocchi, 8 dicembre 2018

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13 Commenti

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  1. Per me, Salvini può fare quello che vuole. Se la sua idea politica è quella di riformare l’Italia, lo faccia pure, visto i risultati che ha. Ma credo che non porterà un cambiamento a lungo termine, se non si arriva ad una politica federalista.
    La storia insegna. Noi Italiani, non siamo una nazione, la vediamo ogni giorno.
    Ma di questa materia, c’è ne da parlare, per cui mi fermo qua, altrimenti….
    Saluti!

  2. Non c’è modo per legitimare gli “istituzioni” sopranazionali e antidemocratichi sul piano demodratico, la sola vera democrazia è all’ livello nazionale,  non c’è nessuna possibilità per condividere o estendere la democrazia su degli istituzioni soprazionali.
    Tutti si aspettano che Salvini e gli altri sovrannisti difendano i popoli, certo non di creare, rinforzare o legittimare degli “istituzioni” che non dovrebbero nemmeno esistere. Fare questo sarà firmare la sua fine politica, perché oggi i popoli sono ogni giorno più radicalizati, non che non vogliono più di “questa Europa”, ma di NESSUNA Europa sopranazionale, ne che non vogliono più degli immigrati clandestini, ma di NESSUN IMMIGRATO, PUNTO…

  3. Non c’è modo per legitimare gli “istituzioni” sopranazionali e antidemocratichi sul piano demodratico, la sola vera democrazia è all’ livello nazionale, non c’è nessuna possibilità per condividere o estendere la democrazia su degli istituzioni nazionali. Tutti si aspettano che Salvini e gli altri sovrannisti difendano i popoli, certo non di creare, rinforzare o legittimare degli istituzioni che non dovrebbero nemmeno esistere. Fare questo sarà firmare la sua fine politica, perché oggi i popoli sono ogni giorno più radicalizati…

  4. Io però mi chiedo, lui è stato per molto tempo in Europa e mi piacerebbe sapere come mai non si è mosso, lo ha fatto qualche mese prima delle elezioni.forse sono io che non mi fido più di nessuno.

    • Evidentemmente Sandra non l”hai mai seguito, ha sempre fatto una forte opposizione al parlamento Europeo. Ma secondo te in termini numerici aveva sufficiente forza per cambiare le cose???

    • Ha ragione artemide.
      In europa ci si muove o con i numeri o mettendosi con la Komissione. Comunque come in tutti gli stati. Anche se l’euro… pa, non è uno stato, ma un insieme di stati che dovrebbero, almeno in teoria essere uguali su ogni piano politico, economico e sociale, cosa, che se siamo arrivati a quello che vediamo, sia in Spagna con la “rivolta” della Catalogna, che in Francia, con i giubbini (gilet) gialli, che in Germania con l’affermazione della AFD, in alcuni paesi, con la creazione di višegrad, senza contare quello che sta succedendo in Italia, la cosa, non funziona. Bisogna rifare questa europa antidemocratica. E punto.

  5. Il leader della Lega e ministro Matteo Salvini poco fa a parlato in piazza di “sogno europeo” tradito.

    Rileggi bene cosa ti sei dimenticato???

    a con l’acca

  6. Finalmente ha capito, se l’Europa non si unisce questo continenete sará la vittima delle super potenze come Cina USA Russia India Giappone in questa atmosfera economica di GATT e Libero Commercio. Trattati questi che hanno avuto conseguenze stravolgenti per la rapiditá con cui sono avanzate le tecnologie a cui tutti i politici meno Cina non hanno fatto caso. Siamo rimasti indietro e ció ha colpito lo standard di vita dei nostri paesi e lo abbiamo esportato a paesi con standards inferiori , vedi Cina e Arabia Saudita., situazione ben compresa ora da USA a cui Trump sta cecando di porre rimedi. La vista degli industriali tedeschi che vanno a Washington, cappello in mano a trattare é una vergogna per l¡Europa, a trattare da paese a paese ci devono essere due rappresentanti ufficiali, noi, come europei non neabbiamo, abbiamo solo una maschera nella Mogherini e poi pellegrinaggi a Washington come quello di Conte che non portano nulla a casa.
    Se questo continente di 500 milioni di consumatori vuole entrare in lizza con le potenze sopra menzionate per proteggere e avanteggiare la sua economia+e il benestare dei suoi cittadini non puo aspettare un minuto piu in piccole insensate faide e deve trovare un largo accordo che permetta l’esistenza de un forte esecutivo ed una autonomia degli stati..
    Il problema se lo posero im questi termini gli americani al costruire la costitzione della loro Federazione e sono ben spiegati nei “Federalist Papers”, si pensa scritti principalmente da Hamilton prima della approvazione della Costituzione americana ma pubblicati dopo.
    La differenza in linguaggio non é oggi con la traduzione simultanea un ostacolo, anche volendo si potrebbe usare una lingua di scelta; le differenze economiche possono essere superate come quelle tra il Nord e il Sud negli stati americani e le differenze religiose anche in un spirito laico.
    NON SI PUO PIU ASPETTARE altrimenti da manovra in amnovra ds austeritá a recessione diventeremo sempre piu poveri.
    Le parole d’ordine sono:
    1Modificare il trattato di Lisbona per cominciare a costruire la Federazione Europea e creare una forma di esecutivo provvisorio appoggiato ca un piccolo consiglio di ministridegli esteri ,per trattare a livello internazionale
    2.Uscire dal GATT , dal WTO per affrontare accordi bilaterali a livello di grandi potenze.
    3.Ignorare iniziative dell’ONU come il Global Compact che anche se proclamato non vicolante non lo é per la semplice ragione che la burocrazia dell’ONU non ci avrebbe speso tanto tempo a farlo, e poi che alcuni articoli includono obbligazioni. Potremmo9 avere una maggioranza di paesi del terzo mondo che vogliono disfarsi di popolazione dettarci come accettare e trattare i migranti ed educare i nostri piccoletti a capire parole che saranno definite chiaramente da questa maggioria.
    Infinequalsiasi patto elaborato dall’ONU puo essere pericoloso anche se non vincolante al che rspondo con le parole del califfo Omar quando gli chiesero cosa fare con i libri della biblioteca di Alessandria:Se sono impii bruciali de son daccordo con il Corano sono superflui, bruciali. La Lega sta daccordo in non firmare come gli USA e la Svizzera ed altri stati, il M5S tentenna perché sono cretini e un governo di cretini é la rovina della patria..

    • Fantapolitica, quest’europa è inguaribile e destinata a finire. Studiata male e non per sbaglio, tra l’isolamento e l’UE si possono trovare svariate alternative più efficienti. L’euro e l’UE devono estinguersi, un futuro migliore si potrà costruire solo dopo questo evento che trovo inevitabile, dalle sue macerie rinascera’ anche il nostro paese. Bene fa salvini a proporsi come colui che la cambierà perché il solo tentativo contribuirà ad accelerare la fine del drammatico fallimentare esperimento.

  7. La situazione attuale ha bisogno di leader autorevoli e credibili, magari pure incazzati, non “estremisti” ma certamente non “moderati”, termine che viene ormai percepito come sinonimo di inclini al compromesso per pavidità o convenienza. Berlusconi, pur avendo il merito di essere inclusivo (a volte troppo, vedi i Casini, Fini, Renzi etc.), non ha capito che in questa Italia chi si definisce moderato parte già con l’handicap. Auguriamoci che Salvini possa interpretare con intelligenza il ruolo di leader autorevole perché credibile, ma “non moderato”.

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