Salvini vs Levy, tutto lo scontro epico

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Nell’ultima puntata di Quarta Repubblica, è andato in onda un confronto molto “vivace” tra Matteo Salvini e il filosofo francese di sinistra Bernard-Henri Levy, tanto da aver avuto molto eco nei giornali e nei media dei giorni seguenti. Dall’Unione Europea agli immigrati, tante le differenze tra i due. Ecco i momenti salienti dello scontro.

Dalla puntata del 27 luglio 2020

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16 Commenti

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  1. «Positivo “evade” da Covid Hotel Poi rientra da solo».
    Quanti italiani si possono permettere di soggiornare al San Paolo Palace: Albergo 4 stelle di Palermo. Eppure questa gente appena mette piede a terra comincia a protestare per questo e per quell’altro che pretendono subito, e le prefetture, tra Covid – 19 importato e le moltissime richieste da soddisfare, hanno il loro ben da fare. Domanda: ma tutto ciò non è incostituzionale? Perché una cosa è pacifica, al di là e al di qua se sono migranti economici o rifugiati politici, questi extracomunitari non possono avere più diritti degli italiani. E su questo non ci piove. Tuttavia se un italiano (giallo, rosso, nero, bianco o di qualsivoglia colore di pelle possibile) va in prefettura a chiedere una scheda per il cellulare, e qualche spicciolo per mettere insieme colazione e cena per un paio di giorni, viene semplicemente denunciato per accattonaggio, con tutto quello che segue.
    A questo si aggiunga che ‘nel secondo trimestre del 2020 si stima che il Pil, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, sia crollato del 12,4% rispetto al trimestre precedente e del 17,3% in termini tendenziali’. E questo significa che la percentuale delle famiglie in condizioni di povertà assoluta è da fare rizzare i capelli in testa: mentre la maggior parte (il 56,1% del totale) di coloro che vivono in condizioni di povertà assoluta risiede nel Mezzogiorno.
    E si è solo all’inizio.
    Ma Conte e la Lamorgese, con il sorriso compiacente dell’inquilino del Quirinale, spendono e spandono come se fossero dei re Mida. O avessero scoperto le miniere di re Salomone. Lontano anni luce come sono dalla sua saggezza e sapienza.

  2. Talune opinioni espresse a proposito dell’opportunità o meno di invitare Levy a confrontarsi con Salvini, ritenendo che l’antipatia suscitata dal delirante personaggio fosse sufficiente per giocare a favore del capitano, trascurando che, al contrario, potesse risultare vincente la sua irruente teatralità a fronte della compostezza di Salvini, sembra porre il dilemma che spesso si presenta non solo in televisione ma anche sulla stampa, quando vediamo riportati in modo asettico i fatti e/o le dichiarazioni di soggetti di campo opposto, che alla fine appaiono non come le tesi “avversate” dal mezzo che ce le riferisce, bensì come cose “positive e condivisibili”! Ci si chiede, allora, “ma questa tv o questo giornale, informandomi in questo modo ed omettendo commenti e valutazioni proprie, cosa mi avrà voluto dire?”. E’ un po’ quello che mi sembra accaduto con questo Levy, lasciato a far da padrone in Quarta Repubblica. Solo che qui siamo in TV e la semiotica delle immagini è ben diversa dai mezzi di stampa: conta in modo decisivo il tecnicismo dell’espressione. Del Levy non conta quello che ha detto (una montagna di sciocchezze, insulti, luoghi comuni), ma “come” lo ha detto: un profluvio dialogico, una convinzione, un gesticolamento contagioso che doveva subito mettere sull’allerta Porro, farlo intervenire in uno degli infiniti modi possibili. Qui si è rivelata purtroppo tutta l’inadeguatezza del Salvini, per non dire altro. Mi spiace, Porro, ma in questo caso non ti capisco.

  3. Tutti bravi a parlare Però nessuno disposto ad ospitare immigrati nelle loro lussuose ville così come Papa Bergoglio nel suo lussuoso Vaticano

  4. Codesto Levy non dimostra nei toni, nel livore contro l’interlocutore, nell’accesa iterazione di parole (Salvini, “ha perso, ha perso, ha perso” ) di saper argomentare in modo razionale, equilibrato e distaccato.
    Non lo giudicherei filosofo, ma solo un arrabbiato arruffapopolo di sinistra che intende solo ridicolizzare l’avversario.
    Codesto francese Levy è nullo ad esempio al nostro Cacciari che, pur irato e scomposto a volte, dimostra livello culturale ed equilibrio ammirevoli.

  5. No, voglio fare il bravo, voglio ingabbiare il mio istinto, voglio sopportare tutto senza reazioni scomposte, tutte le mie forze per contenermi. Prometto. però lasciatemi dire che mi sento come una bomba pronta ad esplodere. Non ne posso più e credo di non essere il solo in queste condizioni. aspetto di vedere cosa succederà “dopo”, quando finite le ferie”si ritornerà alla normalità. Posti di lavoro? Negozi che chiuderanno per fallimento? Gente inferocita coi forconi in mano? Popolo giubilante in piazza al grido W l’Italia e pure Mattarella? Voi cosa credete.

    • settembre sarà, credo, un mese cruciale per molti motivi, dal lavoro, alla scuola, alle regionali… forse e dico forse, si potrà cambiare qualcosa solo da li, altrimenti dovremmo trovare altre soluzioni, così non si può andare avanti.

  6. Ma qualcuno mi vuol spiegere cosa voleva dire con la frase che è grazie agli immigrati che si troverà il vaccino?
    Nel senso che gli immigrati li usano come cavie per testarlo, oppure che grazie alle loro grandi capacità scientifiche riusciranno a trovarlo prima delle case farmaceutiche? O qualcos’altro? Qualcuno è riuscito a capirlo o ha altre fonti di riferimento dove il filosofo, o pseudo tale spiega la sua tesi?

    • Non significa proprio un bel niente, mi puzza della tipica frase degli ultrasinistroidi per sembrare virtuosi. Poi si sorprendono della popolarità di figure come Salvini o Meloni.

  7. I servizi psichiatrici dei “cugini” francesi lasciano a desiderare se fanno andare a spasso da solo, e pure all’estero, uno che si crede un filosofo: domani magari si mette in testa lo scolapasta e dice di essere Napoleone. Insomma la grandeur transalpina rischia la solita figura demmerda !
    P.S. Porro, ma chi ha garantito per ‘sto matto, Macron ?

    • Lo scontro epico….. Salvini vs Levy 0-1…..
      Imbarazzante come Salvini faceva “melina” (campagna elettorale) invece di affondare e “attaccare ” sulle tematiche che Levy avanzava . Che poi Salvini non sappia più cosa succede in Francia significa che ha in vuoto di memoria visto che fino a qualche giorno fa faceva il paragone sulle misure restrittive ed economiche anti Covid adottate q1dalla Francia (molto positive) rispetto all’Italia (negative)…..Ma mi faccia il piacere…

      • non per contraddirla, ma se siamo nella “cacca” non è certo per le misure restrittive ed economiche prese da Salvini. Poi per me, il francesino pane e vino sembrava un Pedullà in versione estera, tanta aria fritta

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