Il 30 settembre 2025, dopo oltre undici ore di accese discussioni, il Consiglio Comunale di Milano ha approvato la vendita dello Stadio San Siro e delle aree circostanti ai club di calcio Inter e Milan. L’approvazione è arrivata alle 3:46 del mattino, con 24 voti favorevoli, 20 contrari e due consiglieri che non hanno partecipato al voto. Nessun astenuto. Questo risultato segna la fine del lungo dibattito su uno degli impianti sportivi più iconici d’Italia.
Peso politico e contrasti interni
La decisione non è stata priva di conseguenze politiche. La maggioranza guidata dal sindaco Beppe Sala ha perso il supporto di alcuni membri, tra cui Marco Fumagalli, capolista della lista Sala, che ha scelto di non votare a favore. Modifiche strategiche sono arrivate da Forza Italia, che ha deciso di non partecipare al voto, abbassando così il quorum necessario per l’approvazione. La posizione del partito è stata giustificata con l’obiettivo di garantire lo sviluppo di un’area strategica per Milano. “Un progetto che farà bene alla città”, ha affermato Paolo Scaroni, presidente del Milan.
I dettagli dell’accordo e le prossime tappe
Il passaggio di proprietà dello stadio avverrà per un valore complessivo di 197 milioni di euro. L’accordo prevede la demolizione dell’attuale stadio San Siro e la costruzione di un nuovo impianto moderno nell’area precedentemente occupata dal palasport. Il rogito dovrà avvenire entro il 10 novembre 2025, data in cui entrerà in vigore il vincolo della Soprintendenza sul secondo anello dello stadio. Questo vincolo renderebbe più difficoltosa e lunga la demolizione, poiché richiederebbe l’avallo dell’ente.
Divisioni tra i cittadini e proteste
La vendita del Meazza ha diviso non solo i rappresentanti politici, ma anche i cittadini. La scelta ha scatenato proteste in Piazza della Scala, dove i comitati contrari alla vendita hanno espresso dissenso definendo il progetto “una svendita di un simbolo storico”. Allo stesso tempo, alcuni tifosi e organizzazioni ritengono che un nuovo stadio possa rappresentare un’evoluzione necessaria per il calcio milanese e per la città nel suo complesso.
Gli emendamenti approvati e l’impatto ambientale
Durante la seduta sono stati approvati sette emendamenti. Tra questi, l’obbligo per Milan e Inter di scegliere imprese non a rischio di infiltrazioni mafiose, e la realizzazione di opere che minimizzino l’impatto ambientale del progetto. Alcuni consiglieri hanno espresso preoccupazioni sulle possibili conseguenze ambientali legate alla demolizione del Meazza e alla costruzione del nuovo stadio. La discussione su questi punti è terminata alle 2:30 del mattino, con momenti di tensione tra le parti coinvolte.
Un patrimonio storico destinato al cambiamento
San Siro, inaugurato originariamente nel 1926, ha ospitato momenti leggendari nella storia del calcio e non solo. L’ultimo grande evento sarà la cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina, prima della sua demolizione che sarà completata entro il 2032, in tempo per i Campionati Europei di calcio.
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