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Sanchez è nei guai: ora vieta ai socialisti di andare a prostitute

La crisi del leader spagnolo e idolo di tutte le sinistre: dopo la corruzione, ora gli scandali sessuali

spagna © AndrewLinscott tramite Canva.com
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Il governo di Pedro Sánchez è travolto da una serie di scandali che stanno scuotendo il panorama politico spagnolo. In meno di un mese, il Partito Socialista Operaio Spagnolo (PSOE) si è visto coinvolto in accuse di corruzione, traffico di influenze e molestie sessuali. Al centro del ciclone c’è Santos Cerdán, ex numero 3 del partito, finito in custodia cautelare senza possibilità di cauzione il 30 giugno 2025. Le accuse ruotano attorno a sospetti di tangenti per un valore stimato di oltre 620mila euro e irregolarità nella gestione di appalti pubblici. Un’inchiesta che tocca anche figure come l’ex ministro dei Trasporti, José Luis Abalos, e il suo consigliere Koldo García Izaguirre.

Dimissioni e malcontento interno

Gli effetti di questa ondata giudiziaria si riflettono anche all’interno del partito. Francisco Salazar, dirigente socialista, si è dimesso dopo le accuse di molestie sessuali, alimentando ulteriori tensioni nell’organizzazione. Alcune donne lo hanno infatti accusato di commenti sessisti sul loro corpo e sul loro modo di vestire, oltre a presunti inviti a cena o richieste di incontri a casa fuori dall’orario di lavoro. Le dimissioni sono avvenute proprio mentre il Partito stava cercando di ristrutturare la sua segreteria e mettere in atto misure per rigenerare la trasparenza e la fiducia all’interno del PSOE. Nel frattempo, Sánchez ha annunciato nuove misure di controllo che includono dichiarazioni obbligatorie sui beni e l’espulsione immediata degli iscritti implicati in comportamenti contrari agli ideali del partito.

Lo scandalo è stato alimentato anche dall’ex ministro José Luis Abalos e il suo assistente Koldo Garcia, pizzicati in alcuni audio mentre parlano di scambiarsi delle prostitute. Secondo il Psoe, la prostituzione sarebbe un’espressione della violenza contro le donne. Dunque da bandire. “Assieme a questi casi di corruzione abbiamo ascoltato audio che hanno rivelato un machismo incompatibile con i nostri valori”, ha detto Sánchez durante la riunione del Comitato federale del partito in Calle Ferraz: “Per i socialisti, il femminismo non è un atteggiamento, ma un modo di essere, un impegno reale che esige di vivere come di pensa”.

Un dubbio sostegno tra gli alleati

La situazione è resa ancora più critica dagli equilibri precari della maggioranza di governo. I partiti nazionalisti baschi e catalani, partner cruciali per la coalizione, attendono le spiegazioni di Sánchez in Parlamento, programmate per i prossimi giorni. Commenti duri sono arrivati anche dalla leader di Sumar, Yolanda Díaz, che ha sottolineato come il PSOE debba prendere misure concrete per rigenerare le istituzioni e combattere la corruzione. Díaz ha ribadito che “la cittadinanza vuole un cambiamento radicale e trasparente” nella gestione politica, lasciando intendere che la fiducia nel governo è appesa a un filo.

I sondaggi e il malessere tra i cittadini

Un recente sondaggio, condotto tra il 27 e il 30 giugno 2025, ha rivelato che solo il 21% della popolazione spagnola sostiene che Sánchez debba rimanere in carica fino al termine della legislatura. Il 41,2% ritiene che debba indire elezioni anticipate, mentre il 17,6% suggerisce le sue dimissioni e la nomina di un altro leader socialista per portare avanti il governo. Parallelamente, i socialisti crollano nei consensi, toccando il 27%, il peggior risultato dopo le elezioni del 2023. Le tensioni politiche crescono anche all’interno dell’opposizione, con il leader del Partito Popolare, Alberto Núñez Feijóo, riconfermato alla guida del partito e pronto a capitalizzare questa crisi per spingere verso elezioni anticipate.

La difesa di Sánchez e le promesse per il futuro

Nonostante il clima di crisi, il premier spagnolo ha ribadito la sua intenzione di non dimettersi, sottolineando il suo impegno contro la corruzione con misure di “tolleranza zero”. In un intervento alla direzione del partito, Sánchez ha dichiarato: “Sconfiggeremo la corruzione dentro e fuori il Partito Socialista”. Ha promesso 13 nuove misure di trasparenza per contrastare episodi simili in futuro, ma non è chiaro se basteranno a ristabilire la fiducia tra cittadini ed elettori.

Intanto, l’opposizione si compatta. Feijóo ha ribadito la necessità di un cambio di governo: “Siamo qui per ricostruire la Spagna e fermare questo progressivo deterioramento democratico”. Nel frattempo, il crescente consenso per il partito di estrema destra Vox, ora al 15,2%, aggiunge ulteriore pressione al PSOE, rendendo il clima politico spagnolo ancora più teso.

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