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Scanzi, l’ex negazionista, si vaccina grazie a una lista riservata

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La Toscana a guida Pd è l’ultima regione in Italia per numero di vaccinati con più di 80 anni di età. Solo il 27,8% è stato vaccinato (a fronte del 65,6% di Bolzano) ma in compenso è la regione in cui si è vaccinato Andrea Scanzi accedendo a una lista di riserva che fino a ieri la Asl Toscana non aveva reso pubblica. I dubbi sulle modalità con cui Scanzi ha avuto accesso al vaccino sono molteplici come sottolinea il sito Tpi: “Sembra assai strano che tra i pochi vaccini AstraZeneca avanzati ieri ad Arezzo (lo ha detto Scanzi), con tutte quelle priorità si sia arrivati a un giornalista di 46 anni in buona salute con genitori molto fragili, dunque presumibilmente già vaccinati”.

È lui stesso a raccontare in un post le modalità con cui ha avuto accesso al vaccino parlando “di un responsabile vaccinale che lo ha chiamato al telefono per invitarlo ad andare a vaccinarsi”. Si chiede sempre Tpi: “Chi sarebbe questo responsabile e perché esistono liste di riserva che i comuni cittadini non conoscono, a cui non hanno accesso? Perché non sono pubbliche?”. Dopo le polemiche scaturite dalla sua vaccinazione, l’azienda sanitaria si è affrettata a diffondere le modalità di accesso alla cosiddetta “lista dei panchinari” ma è lecito chiedersi: se non ci fosse vaccinato Scanzi la Asl Toscana avrebbe reso pubblica questa lista?

Fa discutere non solo l’opportunità di accedere alla lista di riserva con modalità poco chiare (specie quando quasi il 70% degli over ottanta non si è vaccinato) ma anche la sfacciataggine con cui si è pavoneggiato pubblicamente. D’altro canto Scanzi non è nuovo a rumorose cadute di stile, ormai (tristemente) celebre il suo video dello scorso anno in cui affermava: “È solo un raffreddore, ma quale pandemia?”.

Salvo poi pubblicare un libro (forse autobiografico) intitolato I cazzari del virus. Al giornalista aretino non manca la faccia tosta, emblematico il caso del suv parcheggiato occupando due parcheggi per i disabili.