Con grande strombazzamento di giornali di area, Elly Schlein ha trionfalmente annunciato la fine, dopo ben otto anni, della cassa integrazione per i dipendenti del Partito democratico.
Come riporta la Repubblica, la segretaria pasionaria ha così divulgato il lieto evento: “Possiamo finalmente annunciare l’uscita definitiva dagli ammortizzatori sociali per le lavoratrici e i lavoratori del Pd nazionale. Un traguardo non scontato e comunque molto impegnativo. Sin dall’inizio abbiamo intrapreso un percorso di accompagnamento, un percorso che ha posto al centro le lavoratrici e i lavoratori, con la volontà precisa di non lasciare indietro nessuno. Abbiamo evitato che, dopo anni di servizio generoso e competente, molti rischiassero di perdere il proprio posto di lavoro.”
Non paga di raccontare al mondo questa epica impresa, la nostra ha inteso entrare più nei particolari dell’ardita operazione di salvataggio: “Nel dettaglio – spiega la segretaria tra gli applausi dei presenti nella sala del Nazareno – è stato un lavoro complesso, delicato, pieno di ostacoli, ma la determinazione ci ha consentito di raggiungere l’obiettivo. Abbiamo iniziato con una dotazione organica di 95 lavoratrici e lavoratori in forze. Dopo due anni siamo riusciti a portare questo numero a 57 dipendenti in forze per mezzo di incentivi all’esodo e ricollocazioni. È stato uno sforzo collettivo. Il record nel 2×1000, il recupero dei crediti e il pagamento di tutti i debiti, il contenimento della spesa e il sostegno dei nostri gruppi parlamentari; tutto ha concorso al risultato che oggi annunciamo.”
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Ebbene, nel ringraziare i principali attori per questo immane sforzo collettivo, che qualche nostalgico di “Baffone” potrebbe quasi paragonare alla mitica costruzione della metropolitana di Mosca, la Schlein sembra essersi dimenticata del sempre bistrattato, soprattutto dalla sinistra radicale, Pantalone, alias contribuente ignoto.
Quest’ultimo, in particolare, è quella sorta di “egoista sociale”, quando svolge una qualche attività imprenditoriale, che ha dato il suo apporto decisivo alla realizzazione della medesima operazione di salvataggio. Lo ha fatto remunerando, analogamente ai loro colleghi degli altri partiti, i parlamentari dem, e finanziando la lunga cassa integrazione dei citati dei loro dipendenti, oltre a farsi carico degli eventuali prepensionamenti.
Insomma, cari amici e compagnucci della parrocchietta, anche in questo caso mi permetto di ricordarvi che è sempre assai facile fare i signori con i quattrini degli altri. Il compianto Antonio Martino definiva “altruisti” i membri di questa diffusissima categoria di politici, mentre chiamava “propristi” coloro i quali intendevano fare del bene con, per l’appunto, i propri soldi.
Claudio Romiti, 25 settembre 2025
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


