Col fascismo non si discute? Ma se non fai altro Scurati, se non fate altro voi mozzorecchi della sottocultura organica di sinistra, voi censori, voi firmaioli alle fiere dei libri dove non volete concorrenza. Ma se campate di pregiudiziale antifascista, ossessionati da tutto l’armamentario, il duce, i labari, perfino il razionalismo architettonico di Piacentini, tutto è buono per maledire e spremere soldi, affari. Ma se non sapete fare altro, tu Scurati, tu Zerocalcare, che vedere il fascismo dappertutto e firmare e latitare alle fiere della vanità, lasciando i vostri servi agli stand, ai firmacopie per procura, alle vetrine a pagamento.
Non c’è gente più ossessionata di voi e per ottime ragioni, il fascismo è il vostro core business, senza siete finiti, non avete niente da dire. Non lo discutete, ma lo fatturate coi vostri libri e albi incommestibili sempre sulla stessa ossessione e finta ossessione, nella vostra intolleranza grottesca, nella vostra sottocultura abborracciata e infantile come quando citate il Pertini peggiore, il più ipocrita: “Si discutono tutte le idee tranne quella fascista”. Applausi rincoglioniti in studio, ma i voti dei fascisti per diventare presidente Pertini li gradiva però, li cercava, andava alle commemorazioni dei fascisti ammazzati per ingraziarsi l’MSI, cosa che i conformisti stupidi di Che tempo che fa non sospettano, non ricordano e se ricordano, rimuovono. Abbiamo scritto, scriviamo continuamente della mediocrità di questi propagandisti di regime, dagli Zoro agli Zero(calcare), ma è “nuttata persa e figlia femmena”, questi non cambiano di un millimetro, si riproducono clonati come la pecora Dolly, prede della loro coazione a ripetere e della loro voracità da mendicanti. Giorgia Meloni, arrivata al potere, ha capito presto la lezione del potere: blandirli, cooptarli, tirarli dentro al ballo, tutti ad Atreju e se uno manca subito si lamenta, come la Lilli Gruber cui subito viene risposto: ma vieni, ti aspettiamo, c’è posto per tutti. E gli invasati dell’antifascismo si mettono in fila, per una volta Pertini e tutta la mercanzia della retorica più balorda possono essere messi da parte, che ad Atreju “se magna bè”.
E dove altro dovrebbe andare certa guitteria che senza riflettori è perduta, non avendo uno straccio di pensiero, solo luoghi comuni e comunisti, solo frasi fatte e quella volgarissima propensione al guadagno? L’intervista di Fazio allo Scurati di M, che sta per Mussolini ma volendo anche per Meloni, o chissà pure Musk, è desolante, avvilente per carenza di contenuti, di spessore, di serietà. Sembra di sentire una assemblea studentesca dove sbraitano solo i più somari, come quando si parla della fatal Gaza a senso unico, con una prosopopea infarcita di “comedire” che è la vaselina di chi non sa cosa dire, di chi mente e lo sa. Quando Scurati definisce, con trombonesca enfasi, Gaza il peggior crimine contro l’umanità commesso da uno Stato democratico, sa, o dovrebbe sapere, numeri alla mano, che non è vero, la sola Dresda lo smentisce, lo smentiscono Hiroshima e Nagasaki. Ma leggono qualcosa questi, oltre a scrivere da grafomani patologici? Così, poi, senza soffermarsi sulle responsabilità di Hamas, sulla propaganda palestinese che è spasmodica.
Gli Scurati fanno propaganda, per usare una locuzione a loro cara, “per raggiungere i loro scopi politici” che coincidono con quelli mediatici che coincidono con quelli affaristici. Le loro cosiddette riflessioni sono pedanti, pesanti, ma del tutto inconsistenti, prescindibili. Ma come fanno quelli che seguono Che tempo che fa? Va bene che non seguirebbero Che tempo che fa, sono trinariciuti inclini a qualsiasi martellata sui coglioni. E parlano di morale! Fazio e Scurati che parlano di morale è al confine del surreale, stanno facendo della propanda piddina, ad usum, e parlano di etica?
Ovviamente giù, addosso a Musk e Trump che definiscono l’Europa quarto reich, non Michele Reich in arte Zerocalcare, no, proprio quella roba là, il nazismo risorgente, non c’è fascismo senza nazismo nell’etica pubblicitaria degli Scurati: posizioni, quelle dei miliardari al potere americano, che sicuramente velano mire, interessi inconfessati anche personali, puntano a sbloccare situazioni geostrategiche al confine col business planetario, questi sono mercanti globali che si sono messi in tasca la politica: disgraziatamente, per quanto possano essere finalizzati, simili attacchi corrispondono a verità; e ci vuole la faccia da Merkel del presidente Costa nel dire che l’Europa è la patria della libertà e della democrazia di opinione: dove? Nel Belgio islamizzato? Nel continente dove se esprimi una critica dall’Islam ad Hamas, dall’ambiente al gender, ti piombano le polizie in casa all’alba?
L’Europa è Greta e Francesca Albanese, è l’ONU infarcita di terroristi, è la catastrofe dell’automotive, dell’industria, del pensiero, dell’espressione, dell’autodifesa, di qualsiasi dignità nazionale, di qualsiasi identità non necessariamente di stampo fascista, di qualsiasi libertà residua; l’Europa è il presepe di Bruxelles col Cristo omosessuale che fa le orge coi neri africani sui quali sta crocifisso: la difendono, grottescamente, i vescovi felloni e i comunisti anti Nato e antisistema che con l’America hanno il solito atteggiamento ambiguo: odiare ma esigere, l’America deve stare fuori dalle palle ma quando serve deve intervenire subito, deve consentire all’Europa di trastullarsi con le fantasie pacifiste, deve fare la voce grossa con la Russia mentre la mafia di Bruxelles continua a farci affari. E adesso che scatta il riarmo tedesco, la voglia di guerra tedesca che è sempre il solito incubo della Storia, si rotolano in terra se si prendono del nuovo reich.
Curiosi però questi compagni alla Scurati: detestano di default l’occidente, non sopportano l’Europa quale camera di compensazione della grande industria, dei potentati e delle lobby finanziarie e “sioniste”, esecrano l’Italia capitalista e liberalconsumistica, ma scattano a difenderle così come stanno appena le sentono dipingere per quelle che sono; allora scomodano “lo spirito di Ventotene”, che è un’altra mappazza del conformismo autoritario e cialtronesco, alla Benigni, a velare una matrice al tempo filosovietica, e la chiamano difesa della democrazia, finanche delle radici. Quali? Quelle recise dell’Islam di conquista senza neppure osare un fiato? Ha dichiarato uno dei loro, il piddino Zingaretti: “La destra indebolisce l’Unione Europea a ci rende irrilevanti”. Tradotto: rischiamo di non poter più mangiare come prima.
Max Del Papa, 8 dicembre 2025
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