Scusate, qualcuno ricorda una canzone di Morgan?

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Chi si ricorda una canzone di Morgan alzi la mano. Nella vicenda che sta interessando tutte le televisioni, la lite a Sanremo tra Morgan e Bugo sta diventando, anche per la condivisione social del testo cambiato da Morgan con picchi di centinaia di migliaia di accessi, il simbolo di un’arte che non esiste più.

O meglio: oggi la maggior parte degli artisti sono con parte ma senza arte. Esattamente quello che rappresenta Morgan. Potrà anche essere un validissimo musicista, polistrumentista, genio della musica ma cosa arriva a noi ascoltatori? Il nulla. Non ci arriva una nota, non ricordiamo, e non per ignoranza una sua canzone che non sia una cover di Battiato o di De Andrè o di Tenco. Del suo talento, che indubbiamente possiede, manca il genio. E del genio manca completamente il talento.

La scusa di non essere commerciali non regge più: oggi ti devi adattare ad un nuovo format discografico che ti costringe a commercializzarti per uscire. Certo Morgan lo sa bene, lui tra i presentatori di tanto diversi ‘X-Factor’, ha orecchio senza dubbio ma di lui cosa ci arriva: un Beethoven ossigenato, uno che la moglie gli ha sequestrato la casa perché non pagava il dovuto, un polemista che non ha neanche il mestiere di Mughini o di una Parietti. Un parlatore a vanvera che rischia di appiattire ancor di più il mondo musicale.

Perché se c’è Selvaggia Lucarelli a giudicare della gente che balla o Rula Jebreal a farci un sermone sulla violenza sulle donne allora è colpa di Morgan e dei tanti talenti sprecati come lui. Penso ad un altro autentico genio: Gianluca Grignani che ormai è andato a rotoli, contratto stralciato dalla Sony pubblicamente, disco auto prodotto, Sanremo: non accettato.

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11 Commenti

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  1. La mia prima esperinza di musca fu ascoltando Ktreisler su u vecchio fonografo di famiglia, anni fa mi annoiai quano mi trascinarono ad ascoltare Wagner all’Opera di Roma e pure quando andai ad ascoltasre la Messa di Papa Marcello. La rivelazione fu l’ascotare la Ssettima di Beethoven diretta da Franco Ferrara e i I colmo fu ascoltare il secondo ,ovimnto dell’Iinverno suonato dai Musici.

    Imparai quello che si diceva in Italia, LA MUSICA É BALLO O É CANTO, ma ció che si svede a SanRemo é pura porcheria.

  2. Una canzone di Morgan? Altrove. Considerata dalla rivista Rolling Stones la più bella canzone di sempre! Invece chi si ricorda di cosa abbia scritto il signor Gian Paolo Serino, a parte le boiate del presente articolo?

    • Ho scritto per 15 anni su Il Mucchio Selvaggio e 5 su Rolling Stone. Chiaramente il mio è un articolo su MOrgan di oggi

        • Ha “scritto per 15 anni su Il Mucchio Selvaggio e 5 su Rolling Stone”. Ha detto “su” non “per”. Nel senso che probabilmente comprava le riviste e ci scriveva sopra! Ora si spiegano un po’ di cose 😀

      • Signor Gian Paolo Serino ma nei 15 anni al Mucchio e i 5 a RS ha scritto sempre a questo livello infantile? Ma roba da matti…

  3. Mi scusi Signor Gian Paolo Serino,

    Lei ha scritto: “Il nulla. Non ci arriva una nota, non ricordiamo, e non per ignoranza una sua canzone che non sia una cover di Battiato o di De Andrè o di Tenco.”

    “Non ricordiamo”??? Ma non ricordiamo… chi??? Parli per lei. Evidentemente non le ricorda lei e quelli che lei frequenta che, ovviamente, non rapprensentano il resto del mondo, e neanche solo l’Italia.

    “Voi tutti” quindi non conoscete Altrove o Crash o The baby? Veramente tutto l’album Canzoni dell’appartamento. Così come le canzoni di Da A ad A. Se poi lei per conoscere una canzone intende solo che debba essere passata un milione di volte sulle radio commerciali (che trasmettono chi paga, non chi ha talento e basta), allora fa bene ad accendere la sua radiolina ed ascoltare, senza offesa alcuna all’artista, il primo Tommaso Paradiso che passa perchè la canzone è orecchiabile. Scomettiamo che si ricorda un sacco di canzoni – e non mi dica che quelle invece sono frutto di genio e talento – di Cesare Cremonini?

    E non sto volutamente parlando dei Bluvertigo per quanto non vedo perchè non vadano considerate visto che sono sue. E lì l’elenco si spreca.

    Signor Gian Paolo Serino, ho letto il suo articolo per caso e non so neanche cosa faccia di mestiere. Di certo, mi auguro, non il critico musicale. Ma si e ci faccia un favore. Non scriva al plurale, anche a nomi di altri, poichè nessuno le ha mai dato il diritto di parlare per tutti. Di certo non io a parlare anche per me.

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