Cronaca

Sempio, assassino o sprovveduto?

Assassino o uno sprovveduto molto sfortunato Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI
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Sul caso di Garlasco continuano ad emergere elementi a carico di Andrea Sempio, molti dei quali legati ad intercettazioni apparentemente auto-incriminanti. Cominciano ad essere tanti gli elementi indiziari che dimostrano che l’indagato, che per noi comuni cittadini resta innocente fino a sentenza definitiva, se non è colpevole appare senz’altro come un personaggio assai maldestro e sfortunato come pochi.

Infatti, non bastavano alcune, seppur contestate, prove scientifiche a collocarlo sulla scena del crimine, non bastavano i suoi citati e piuttosto imbarazzanti soliloqui, e non bastava il sospetto di un falso alibi piuttosto pasticciato. Ci si mette pure un viaggio presso un’isola ecologica, situata ad alcuni chilometri dalla sua abitazione, avvenuta quando ancora non sapeva di essere indagato. Era il 26 febbraio del 2025. Nella spazzatura, che venne immediatamente requisita dagli agenti che lo seguivano a sua insaputa, sono stati poi rinvenuti alcuni fogliettini scritti a mano. Uno di questi, in particolare, potrebbe dire tutto o non dire nulla: “da cucina a sala”, “cane”; “colpi da…”; “campanello”, “finestra da fuori” e una, invece, inequivocabile: “assassino”. Foglietto che Gianluigi Nuzzi ha rivelato essere molto probabilmente un appunto per inviare a lui un audio che sarebbe finito nel suo spettacolo teatrale.

Bisogna poi aggiungere che Sempio, dopo aver ricevuto l’informazione di garanzia, si rifiutò di sottoporsi al prelievo per l’accertamento del Dna. Tant’è che egli fu costretto a farlo solo dopo una ordinanza del Giudice per le indagini preliminari.

Insomma, per farla breve, sarà pur vero che parecchi degli elementi della nuova indagine, che l’informazione – sempre in caccia di titoli ad effetto – enfatizza, sembrano frutto di suggestione. Tuttavia, alcuni fatti appaiono abbastanza imbarazzanti. Fatti che, vorrei sottolineare, in chi osserva professionalmente il caso non dovrebbero mai portarlo a trarre conclusioni definitive, bensì, come modestamente cerco sempre di fare nel mio piccolo, a limitarsi di valutarne l’effettivo peso logico e fattuale in relazione ai capi d’accusa. Saranno poi gli eventuali giudici, nel caso di un processo, a stabilire la colpevolezza o meno dell’imputato.

La somma dei fatti emersi sin qui, tuttavia, fa quantomeno sorgere un dubbio: se Sempio non è il nuovo assassino, quei soliloqui e il resto degli indizi raccolti fanno almeno sorgere il dubbio che sia molto sfortunato o quantomeno sprovveduto.

Claudio Romiti, 13 maggio 2026

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