Politica

Sesso e consenso, la toga choc svela l’orrore: “Stupro? La prova c’è già”

Il presidente del Tribunale di Milano dimostra che la legge in discussione è pericolosa: "L'uomo farà meglio ad astenersi"

Elly Schlein e Giorgia Meloni legge consenso
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Che l’azzardato provvedimento (lo chiarisce oggi su “la Ragione” Luca Ricolfi contestando una interpretazione dell’art. 2 Cost su cui si basa al limite del paranoico, comunque forzata a livelli insostenibili: potremmo venire ingabbiati tutti con qualsiasi pretesto sociale) di confisca dei figli della coppia green dal giudice minorile de l’Aquila sia difeso dall’ANM non stupisce come non stupisce che la stessa ANM sostenga a spada tratta la dissennata legge GiorgiaLella, prima firmataria Boldrini, una garanzia, per considerare stupratore juris et de jure l’uomo esclusivamente bianco patriarcale cristiano di destra. Ma con l’uscita del presidente del Tribunale di Milano, nientemeno, siamo oltre lo stupor mundi e c’è davvero di che preoccuparsi se non spaventarsi. Dice a Repubblica, what else?, il capo dei giudici di Milano, testuale: “Se io fossi un pm, davanti a una donna che mi dice d’aver subito violenza, la prova c’è già. Poi naturalmente andrà valutata nel dibattimento… (bonta sua). Diciamo che se l’uomo non è sicuro del consenso della donna, farà meglio ad astenersi. Cosa vogliamo che prevalga, il testosterone o il rispetto?”.

La prova c’è già”? Stiamo scherzando o cosa? Non sono parole in libertà, sono parole pericolose, minacciose, ostentatamente repressive. Assurde tanto più da un magistrato. Siamo oltre la presunzione di colpevolezza e oltre l’inversione dell’onere della prova, oltre la distopia, oltre il garantismo e oltre lo stesso diritto. L’uscita sul testosterone, poi, più che provocatoria suona eccessiva, volgare, non ha fondamento, non ha senso. Piace parlare a questo giudice Roia e piace, per diretta ammissione, “che si parli di me, come paladino delle donne” abbiamo letto, ma questa non è tutela di nessuno, è rappresaglia, è regolare la legge degli uomini secondo una realtà fantastica che mette paura come la mettono gli incubi, come la mette un romanzo di Kafka. “In ogni momento si può dire no, sarà più facile essere credute”. In ogni momento? Da quando, fino a quando? Sarà più facile essere credute? Davvero? In base a quali convinzioni, quali evidenze? Siccome “se una mi dice che ha subito violenza la prova è questa”? Al giudice Roia potrà anche piacere questa sorta di castrazione preventiva ma non si vede perché il genere maschile – perché è chiaro che la faccenda marcia in un solo senso – dovrebbe seguirlo sulla strada senza ritorno e senza uscita del giudizio senza prove, della condanna per sentito dire; e rinunciare ad essere uomo, maschio in vita è peggio della sedia elettrica. Altro che astensione. Altro che testosterone.

Per questo alto magistrato la sciagurata legge GiorgiaLella sarebbe un adattamento alla società e invece è l’esatto opposto, è la rinuncia ad ogni società intesa come reticolo di relazioni, di rapporti, di responsabilità, anche di poteri se vogliamo scomodare Foucault che pure la democrazia occidentale, garantistica, capitalista la avrebbe volentieri travolta con la rivoluzione. Non al punto, però, da arrivare ad una simile aberrazione. Perché la è, aberrazione. Abbiamo già descritto, più volte, dove in modo sarcastico, dove con fondamenti più analitici, le conseguenze, catastrofiche, cui porterà questa norma e il nostro sconcerto libertario di fronte ad una decisione condivisa da sinistra a destra; ma è ammissibile, è tollerabile che un magistrato esterni secondo un simile tenore, così eccessivo, così greve? Mancava solo che invitasse l’uomo-maschio a tenerselo nelle mutande.

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Questa regolamentazione di Stato del sesso per via giudiziaria fa molto Unione Sovietica, Cina maoista o luminoso regime cambogiano, le dimensioni liberticide e ferocemente liberticide che tanto appassionavano i vari Sartre, Terzani e gli altri coglioni altisonanti del conformismo comunista; volendo, una via di fuga, e abbiamo scritto fuga, ci sarebbe pure, con le stesse armi del woke che fa maturare certi semi del male: io uomo mi dispongo a giacere con una donna – con tutti i consensi notarili e audiovisivi del caso, e ho scritto caso, se poi quella “in ogni momento” potrà dire no ovvero ripensarci, ricredersi, ripercepirsi, magari dopo una serata alcolica con amiche sue pari, o con amici lievemente interessati e loschi, o semplicemente caduta in un rimorso davanti allo sguardo del marito che ha capito tutto, beh, non mi resterà che percepirmi donna a mia volta: a quel punto nessuno potrà dirmi più niente e men che meno potrà giudicarmi, nemmeno tu, presidente del tribunale di Milano. I precedenti ci stanno e garantiscono benefit non da poco: il sostegno incondizionato del mondo woke, una bruciante carriera mediatica, un posto da opinionista nei telesalottini piddini, una candidatura, con chi poi è irrilevante, tanto stiamo serenamente nello stesso regime GiorgiaLella.

Fuori dalle provocazioni, che tali sono fino a un certo punto, resta una domanda: può un giudice armato di simili convinzioni restare al suo posto? Ci rivolgiamo particolarmente alla presidente del Consiglio e al Guardasigilli, certi di non ottenere risposta ma non per questo pacificati, diciamo che la domanda la facciamo per dovere d’ufficio, per impulso professionale, per decenza di cittadini. Va bene, non spetterà a loro decidere ma almeno dissociarsi sì e a noi pare lievemente allarmante che un giudice suggerisca, per così dire, al pm la linea di condotta da tenere, peraltro oltre Torquemada: “Se io fossi un pm, davanti a una donna che mi dice d’aver subito violenza, la prova c’è già”. Ripetiamo: testuale.

Altro che separazione delle carriere. C’è una cosa ancora più raggelante ed è che una simile uscita magistrale non abbia fatto cascare il cielo, nessuno l’ha ripresa, nessuno l’ha sindacata: evidentemente siamo assuefatti a tutto, catafratti a tutto. Oppure, da italiani, pensiamo ma sì, la sparassero pure come gli pare, tanto alla fine succederà niente e tutto continuerà come sempre. Invece no, perché già adesso la caccia all’uomo è aperta, se passa questa legge ci pensa il giudice Roia a spiegarci come va a finire. Male, molto male, perché il testosterone è come la libertà, se ti seccano la fonte non è più vita, non vivi più.

Max Del Papa, 25 novembre 2025

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