Cronaca

Sfodera l’accetta e lo colpisce alla schiena: i maranza seminano il panico in piazza

Follia a Pergine Valsugana durante una festa di Paese: arrestati due magrebini, sono in carcere

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Una serata di festa si è trasformata in pochi istanti in un episodio di violenza che ha scosso l’intera comunità di Pergine Valsugana. Due giovani tunisini di circa 25 anni, già noti alle forze dell’ordine, sono stati arrestati dopo aver aggredito due uomini in piazza Gavazzi utilizzando anche un’accetta. I due si trovano ora nel carcere di Spini di Gardolo. L’episodio è avvenuto attorno alle 22.30 di sabato sera. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, i due aggressori, arrivati da Levico Terme, avrebbero prima infastidito alcuni avventori dei locali della zona. Successivamente la situazione è precipitata quando avrebbero tentato di investire con l’auto alcune persone presenti in piazza, per poi passare all’aggressione fisica.

Nel mirino sono finiti due uomini, uno di circa 50 anni residente a Pergine Valsugana e uno più giovane residente a Monteforte d’Alpone, nel Veronese. Entrambi facevano parte di una comitiva di motociclisti. Nell’impatto con l’auto alcune moto sono finite a terra riportando danni. L’intervento dei carabinieri è stato immediato. I militari della stazione di Levico Terme, che si trovavano nelle vicinanze, hanno bloccato e ammanettato i due aggressori. Sul posto sono poi confluiti anche i carabinieri di Pergine Valsugana, un’altra pattuglia proveniente da Levico Terme e i militari del Nucleo Radiomobile di Borgo Valsugana e Castel Ivano.

La tensione in piazza è salita rapidamente. Circa duecento persone si sono radunate attorno all’area dell’aggressione. Lo shock iniziale ha lasciato spazio alla rabbia e tra i presenti non sono mancati coloro che avrebbero voluto intervenire direttamente. La situazione è rimasta estremamente delicata fino a quando le forze dell’ordine non hanno riportato la calma. Durante le operazioni i carabinieri hanno anche perquisito la vettura utilizzata dai due giovani. All’interno sono stati trovati e sequestrati tre coltelli oltre all’accetta impiegata durante il pestaggio. Gli investigatori stanno valutando ulteriori contestazioni oltre a quelle già formulate di lesioni aggravate e rissa. Tra queste potrebbe esserci anche il porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere.

Secondo quanto emerso, i due arrestati avrebbero inoltre chiesto supporto ad alcuni connazionali, giunti anch’essi a Pergine nelle fasi successive dell’episodio. I due feriti sono stati soccorsi sul posto dal personale sanitario e successivamente trasferiti all’ospedale Santa Chiara di Trento. Dopo gli accertamenti medici sono stati dimessi con una prognosi di dieci giorni. Le conseguenze, tuttavia, avrebbero potuto essere ben più gravi.

L’accaduto ha immediatamente acceso il dibattito politico locale e provinciale. A nome della maggioranza comunale è intervenuta l’assessora del Patt Roberta Bergamo, che ha parlato di una comunità “scossa e indignata per un’aggressione feroce nata dal nulla, che ha messo a rischio la sicurezza di passanti che non c’entravano nulla”. Bergamo ha inoltre ringraziato le forze dell’ordine per il rapido intervento e ha rilanciato la richiesta di un rafforzamento della presenza dell’Arma sul territorio, sostenendo la necessità di elevare la stazione di Pergine a Tenenza dei Carabinieri con un presidio operativo permanente.

Dal Consiglio provinciale è intervenuto anche il capogruppo della Lega Mirko Bisesti, che ha collegato l’episodio al tema della sicurezza e della realizzazione di un Centro di permanenza per i rimpatri in Trentino. Sulla stessa linea si è espresso l’assessore provinciale del Patt Simone Marchiori, secondo il quale “davanti a questa violenza serve concretezza, a partire dalla certezza della pena”. Marchiori ha inoltre ribadito che, qualora gli autori di simili reati non siano in possesso dei requisiti necessari per restare sul territorio nazionale, dovrebbero essere trasferiti in un CPR in attesa dell’eventuale rimpatrio.

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