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Sgarbi: “Perché inviterò i no vax al pranzo di Natale”. Gelo in studio

Il critico d’arte a Cartabianca contro l’emergenza continua: “I no vax sono un rischio per loro stessi”

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Mentre si moltiplicano le richieste di discriminare a Natale i no vax, manco fossero appestati, Vittorio Sgarbi va controcorrente. Ci ha abituati. Ma stavolta è stato chiaro: lui al cenone della vigilia o al pranzo coi cappelletti farà sedere a tavola anche chi ha scelto, legittimamente, di non farsi inoculare Pfizer, Moderna e Atrazeneca.

Sgarbi coi no vax a Natale

Il motivo? Non certo perché non creda nell’utilità dei vaccini anti Covid. Anzi. “Soltanto chi non crede nei vaccini può continuare con l’emergenza”, dice. Il ragionamento è chiaro: se ci fidiamo della scienza, e noi ci fidiamo, non possiamo costringere gli immunizzati a farsi un tampone per entrare in Italia o per andare al cinema. “I non vaccinati sono un rischio per loro stessi, non per i vaccinati”, insiste Sgarbi. Dunque: se hanno scelto di rischiare, perché lasciarli a stecchetto durante le feste?. “Io al pranzo di Natale – spiega il critico d’arte – inviterò dei non vaccinati, lo farò per amore cristiano”.

La cabina di regia

Intanto in queste ore il governo sta pensando di inasprire le misure di contenimento della pandemia (e delle libertà). La cabina di regia di oggi dovrebbe portare novità sul fronte delle mascherine all’aperto, obbligatorie per tutti, sulla durata del green pass (da ridurre a sei mesi), l’obbligo di super green pass per andare al lavoro e test ai vaccinati con due dosi per partecipare ad alcune iniziative. Il Natale, che Draghi e tanti altri ci avevano promesso presto “normale”, sarà probabilmente tutt’altro che come un tempo. Non solo per i no vax, ma anche per i vaccinati. E mentre gli “esperti” continuano a chiedere di lasciare alla porta i parenti non immunizzati, Sgarbi rilancia: “No alle discriminazioni. Siate buoni cristiani. A Natale fate un’azione caritatevole: invitate un no vax in ogni famiglia”.