Ma lo sapevate che a Parigi i marciapiedi sono stati costruiti per gli uomini e non per le donne? Sì, avete capite bene. Secondo una certa cultura di sinistra, anche gli spazi urbani sarebbero stati pensati a misura di maschio e non di femmina. Cemento e asfalto finiscono nel mirino della battaglia ideologica contro il presunto predominio maschile.
Per Barbara Gomes, consigliera municipale di Parigi, e – tanto per cambiare – esponente della sinistra, perfino i celebri marciapiedi della capitale francese sarebbero un simbolo della disparità di genere. Il motivo? A suo dire sarebbero stati progettati per favorire gli uomini più che le donne. Guardando il video pubblicato sui social, però, la prima domanda che viene spontanea è un’altra: qual è, esattamente, il problema?
Gomes si mostra indignata, percorre le strade di Parigi denunciando una presunta ingiustizia e parla di discriminazione. Ma nel concreto non spiega mai perché quei marciapiedi sarebbero inadatti alle donne o in che modo le penalizzerebbero. La denuncia resta sul piano degli slogan, senza arrivare ai fatti. Non a caso, nei commenti al video – migliaia solo su Facebook – la domanda più ricorrente è sempre la stessa: “Ma qual è il problema?”
Chiunque sia stato a Parigi sa che la città è famosa proprio per i suoi ampi boulevard e per marciapiedi che ogni giorno vengono percorsi da milioni di persone: uomini, donne, bambini, anziani, turisti, residenti e persino animali. Pensare che siano stati progettati per favorire un genere piuttosto che un altro appare, quantomeno, difficile da comprendere.
Il punto, forse, è un altro. Una certa sinistra continua a cercare ovunque nuovi motivi di indignazione. È una scelta legittima. Ma se si denuncia una discriminazione, sarebbe utile spiegare con precisione quale sia e su quali elementi concreti si basi. Altrimenti il rischio è che il messaggio finisca per apparire ridicolo.
Cristina de Palma, 31 luglio 2026
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