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La corsa al voto

Sondaggi, tracollo Di Maio: “Voti dispersi”. Un problema per Letta

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Finché sondaggio va, lascialo andare. Visto che tra poco non si potranno più pubblicare le rilevazioni sulle intenzioni di voto, è bene sfruttare l’occasione. Questa volta tocca a Youtrend per Skytg24, dai cui numeri emergono due particolari interessanti. Primo, il centrodestra ha un vantaggio sul centrosinistra di 19 punti (praticamente, una debacle per Letta se si verificasse). Secondo, Luigi Di Maio rischia non solo di scomparire del tutto, ma anche di prendere i suoi voti e di gettarli nel cestino

Partiamo dalle coalizioni. La prima “supermedia” dei sondaggi di Youtrend, che peraltro è successiva al deposito delle liste, dei simboli e delle coalizioni, dice chiaramente che al centrodestra dovrebbe andare il 48,5% dei voti mentre il centrosinistra non andrebbe oltre il 29,5%. Il M5S, che corre da solo, viene dato invece al 11,1%. Piccola curiosità: se anche Letta fosse davvero riuscito a mettere insieme il cosiddetto “campo largo” con i grillini, non sarebbe comunque riuscito a togliere il primato a Meloni, Salvini e Berlusconi. Il Terzo Polo di Renzi e Calenda, invece, per ora viene dato al 5,3%. Vedremo se le urne confermeranno le aspettative.

Discorso simile per quanto riguarda i singoli partiti. In testa c’è Fratelli d’Italia, con il   24,1% dei voti. Subito dietro il Pd, fermo al 22,7%. Poi la Lega (13,8%), il M5S (11,1%) e Forza Italia (8,7%). Altre curiosità riguardano ItalExit, il movimento di Gianluigi Paragone, che per ora si ferma al 2,5% sotto la soglia di sbarramento del 3%. Ancora più curioso invece il gruppetto di possibili trombati, i quali probabilmente entreranno in Parlamento solo grazie a diritti di tribuna, collegi uninominali e architetture simili. +Europa di Emma Bonino è data al 2,9%. Ancora più interessante il dato di Impegno Civico di Luigi Di Maio e Bruno Tabacci: le ultime rilevazioni lo danno all’0,7%, in calo rispetto all’1,1% di qualche giorno fa e all’1,5% di tre settimane fa. Un crollo verticale, con un effetto inatteso.

In che senso? Semplice: secondo la legge elettorale, il Rosatellum, se un partito non sfonda la soglia dell’1% i suoi voti sostanzialmente vanno dispersi. Il complicato calcolo prevede infatti che i partiti abbiano due sbarramenti: al 3% le singole liste a livello nazionale, di coalizione invece al 10%. Le liste coalizzate che prendono tra l’1% e il 3% non superano la soglia di sbarramento, ma “riversano” i loro voti alle altre liste della stessa coalizione che hanno superato la soglia. I voti delle liste che restano invece sotto l’1% vengono di fatto persi. In sintesi: se davvero Di Maio resta allo 0,7%, i suoi voti non andranno a sommarsi al totale della coalizione messa in piedi da Letta. Direbbe Renzi: “Ciaone Luigino”. Oppure: “Enrico stai sereno”.