“Sono iniziate le operazioni via terra in Iran”. Ma i curdi smentiscono

Voci di una operazione militare dei curdi iracheni verso Teheran

9.2k 2
iran

La crisi intorno all’Iran potrebbe entrare in una nuova fase. Nel nord dell’Iraq, dove da anni trovano rifugio e base logistica diversi gruppi dissidenti curdi iraniani, si starebbe preparando una possibile operazione militare oltreconfine.

A riferirlo sono funzionari curdi citati dall’Associated Press, secondo i quali Washington avrebbe chiesto ai curdi iracheni di sostenere le attività dei gruppi armati che intendono muoversi contro Teheran.

Secondo le stesse fonti, la questione sarebbe stata discussa direttamente ai massimi livelli politici. I leader dei principali partiti curdi iracheni avrebbero infatti affrontato il dossier iraniano in colloqui con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Durante questi contatti, afferma un funzionario curdo, il presidente americano avrebbe sollecitato l’apertura del confine per consentire le operazioni e chiesto un sostegno militare ai combattenti curdi.  Una prospettiva che preoccupa profondamente la leadership del Kurdistan iracheno. Il timore principale riguarda infatti una possibile risposta di Teheran, che in passato non ha esitato a colpire le basi dei gruppi curdi oltre il proprio territorio.

I segnali di tensione, del resto, sono già visibili. Nelle ultime settimane diversi attacchi con droni e missili attribuiti all’Iran hanno preso di mira aree del Kurdistan iracheno, causando danni ad abitazioni e interruzioni dell’energia elettrica in alcune zone. Episodi che hanno alimentato la preoccupazione delle autorità locali per un possibile allargamento del conflitto.

Parallelamente anche Baghdad si muove per evitare un’escalation. Il governo iracheno ha rafforzato i controlli lungo il confine orientale e ha promesso di impedire infiltrazioni o operazioni militari che possano trasformare il territorio iracheno in una piattaforma per attacchi contro l’Iran.

Nel frattempo emergono indiscrezioni su movimenti militari già in corso. Un funzionario statunitense ha dichiarato a Fox News che migliaia di combattenti curdi avrebbero lanciato un’offensiva terrestre contro l’Iran. La notizia è stata rilanciata anche dal sito Axios, citando fonti americane secondo cui l’azione sarebbe partita nelle regioni nord-occidentali del Paese. I curdi però smentiscono l’avvio delle operazioni. “Nessuna delle nostre forze è entrata nel territorio dell’Iran”, ha detto una fonte curda. Lo stesso Axios riferisce ora che “ci sono resoconti contrastanti su quanto sta accadendo attualmente nell’Iran nordoccidentale, vicino al confine con l’Iraq. Non è chiaro se un’offensiva terrestre delle milizie curdo-iraniane sia già iniziata o possa essere lanciata nelle prossime ore. Un alto funzionario di una delle fazioni curdo-iraniane ha negato che un’offensiva terrestre sia iniziata”. Il coinvolgimento dei gruppi curdi, storicamente ostili alla Repubblica islamica, rischia infatti di aprire un nuovo fronte nel conflitto e di trascinare ancora di più l’Iraq e l’intero Medio Oriente in una spirale di tensioni.

“L’Iran era una nazione fuori controllo e ci avrebbe attaccato se non lo avessi fatto prima io”, ha detto Donald Trump ad un evento alla Casa Bianca. “Se non lo avessimo fatto noi per primi, lo avrebbero fatto loro a Israele. Se non avessimo colpito entro due settimane, avrebbero avuto un’arma nucleare”.

Intanto l’Iran appare sempre più isolato. Oggi un missile sparato da Teheran, diretto forse a Cipro, stava per sorvolare il territorio turco ed è stato abbattuto da un caccia della Nato. Un “incidente” che non fa di certo piacere a Erdogan, il meno duro nei confronti del regime iraniano. Anche la Lega Araba è sulla stessa linea. Il segretario generale, Ahmed Aboul Gheit, ha definito gli attacchi contro le basi Usa in Paesi arabi “un grave errore strategico” che “spero correggerà interrompendo immediatamente i suoi attacchi”. I missili di Teheran stanno creando “un’ostilità senza precedenti tra l’Iran e i suoi vicini arabi” e rischiano di produrre “una profonda frattura tra l’Iran e il suo vicinato regionale”.

 

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Seguici sui nostri canali
Exit mobile version