
“Ma tu hai mai voluto, pensato, creduto in qualcosa che nessuno ha mai voluto, pensato, creduto?”. Peter Thiel, magnate della Silicon Valley, poneva questa domanda prima di assumere qualcuno. Più che una domanda, una sfida inaspettata alla libertà.
Di certo è capitato a tutti di elaborare un’idea mai pensata, controcorrente, alternativa, ma i più preferiscono non osare prenderla sul serio, cedendo quote di libertà, in cambio di una conformata tranquillità, nonostante sia proprio quell’ispirazione prerazionale che permette la nostra piena esistenza. È infatti novità nostra, che racconta di noi e del nostro portato unico e andrebbe presa dunque sul serio, come hanno fatto i grandi artisti e come possono fare tutti, perché ideare, scegliere, creare è una prerogativa dell’uomo o, meglio, di tutti gli uomini liberi.
Riccardo Manzotti, ingegnere e professore di filosofia teoretica allo IULM di Milano, alla Ripartenza di Bari ci parla proprio della libertà come caratteristica esistenziale dell’uomo che, a differenze delle macchine, sceglie anche senza un perché e, così facendo, apre uno spazio nuovo dentro di sé, una dimensione, prima inesistente, in cui si muove, poi, la ragione.
Chi crede a questo moto spontaneo di sé e sceglie di osservarlo da vicino, decide dunque, si mette in gioco e si prede la responsabilità di quell’ispirazione fino a renderla creazione.Alcuni innovatori presenti al teatro Petruzzelli per l’evento di Nicola Porro hanno testimoniato proprio questo: una caparbia affezione alla propria unicità, una fiducia nel proprio talento, un esercizio di libertà.
Un esempio è la startup pugliese AraBat che ha sviluppato un innovativo processo di riciclo delle batterie al litio esauste, utilizzando le bucce d’arancia per estrarre metalli preziosi. Raffaele Nacchiero, con l’energia dei suoi 27 anni, ha irradiato agli astanti la forza di una libera scelta creativa che non si arrende di fronte agli ostacoli e decide di affrontarli, agendo, tentando, perché è solo così, nell’agire, che esplicitiamo un valore nostro, spesso controcorrente, ed esistiamo per davvero. Dare inizio a una scelta libera non necessita di una giustificazione razionale, per il semplice fatto che, a dispetto di quello che gli scientisti ci hanno inculcato, non siamo solo ragione. Se infatti tutto ciò che facciamo potesse essere spiegato solo come una catena di deduzioni, ci ricorda Manzotti, potremmo essere sostituiti da un processo, ma noi non siamo solo il risultato di una regola! Anzi, il valore esclusivo dell’uomo è proprio quello di aggiungere qualche cosa che prima non c’era, scegliendo qualcosa di imprevedibile, non misurabile con nessun parametro.
Il bello di una scelta libera è che cambia chi la fa, ci caratterizza, come quando ci innamoriamo e scegliamo di amare. Non basta tuttavia che lo facciamo una volta sola, dobbiamo riscegliere, decidere di scegliere nel qui e ora se vogliamo perseguire il nostro valore, esprimerci, come fossimo una cattedrale in perenne costruzione. Tale atteggiamento ci rende capaci di reiventarci completamente e ci restituisce quella indefinitezza che spiega il dinamismo, l’energia, la vitalità e la proiezione in avanti degli uomini. Questa capacità ininterrotta agita nella storia dagli uomini è quella che ha permesso di creare la penna d’oca e lo Starlink. E chissà quante meravigliose creazioni attendono di essere ideate dall’uomo che, come l’Ulisse dantesco, libero si mette “per l’alto mare aperto” dell’esistenza.
Fiorenza Cirillo, 17 luglio 2025
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