Ancora non si conoscono tutti i retroscena delle due sorelle ritrovate in appartamento di Formia, ma per quel sappiamo sembra trattarsi di una delle tante storie in cui le autorità preposte hanno svolto un ruolo decisivo nella fuga o nel rapimento – questo eventualmente lo stabilirà il Tribunale nel caso di un rinvio a giudizio – di Sarah e Alisya.
Fatto sta che le due minori, di 16 e 12 anni, si sono trovate all’interno di una situazione di conflitto tra i due genitori. Una situazione che in una prima fase aveva visto prevalere il padre, al quale era stato dato l’affidamento esclusivo delle figlie, per poi vederselo revocare – mantenendo la capacità genitoriale – con la conseguenza che quest’ultime da due anni vivevano nella casa famiglia di Civitella Alfadena in Abruzzo. Già questo non depone molto bene per la scelta operata dalle istituzioni minorili, visto che tale località è distante oltre 100 km da Minturno, il luogo in cui vivono i due genitori, i quali solo per poterle incontrare dovevano sobbarcarsi almeno due ore di macchina.
Altra cosa sconcertante, inoltre, l’ha rivelata il padre dopo il ritrovamento delle figlie, interpellato in un lungo collegamento dall’inviata di Storie Italiane, in onda su Rai1. Da quanto egli ha raccontato, secondo il programma previsto dalle autorità prima della loro scomparsa, le minori sarebbero dovute rimanere, testualmente, ancora un anno e mezzo o due nella casa famiglia prima di essere ricongiunte con il signor Stefano Di Giacinto.
Un rivelazione che lascia spazio a molte congetture, dato che non si comprende come si possa dare una scadenza al pieno recupero delle funzioni genitoriali. Come dire: oggi lo Stato ritiene che tu le abbia, ma è certo che in un determinato periodo le riacquisterai.Francamente si fa una gran fatica, sempre che sia corretto ciò che ha dichiarato il padre, a comprendere la ratio di questo delicato passaggio.
In ultima analisi, da modesto osservatore, mi è sembrato eccessivo il capo di imputazione formulato nei riguardi dei presunti responsabili di questa fuga/rapimento, ovvero la mamma, il suo compagno e il nonno materno: sequestro di persona aggravato in concorso. Anche perché, confermato dalle dichiarazioni raccolte dai carabinieri che le hanno ritrovate, le due ragazze hanno da tempo espresso l’intenzione di voler stare con la madre.
D’altro canto, anche gli ospiti del citato programma Rai1 non hanno lesinato aspre critiche ai presunti autori del misfatto, realizzando esattamente ciò che la conduttrice, Eleonora Daniele, aveva appena stigmatizzato nei riguardi del caso di Garlasco, ovvero una sorta di processo mediatico in cui, a mo’ di plotone d’esecuzione, si è televisivamente deciso che gli indagati sono colpevoli. Comunque, in conclusione, resta da vedere quale sarà il destino delle due sorelle, che sono state allontanate dai due genitori separati senza che vi fossero violenze o abusi.
Claudio Romiti, 23 giugno 2026
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