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Sorpresa: gli ucraini stanno fuggendo in Russia

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A più di 160 giorni dall’inizio del conflitto tra Russia e Ucraina i problemi da fronteggiare sembrano sempre maggiori. La via diplomatica sembra non portare i frutti sperati, la crisi economica sta mettendo a dura prova il mondo e i bombardamenti continuano a generare morti e feriti. Un altro aspetto da tenere in considerazione è l’elevatissimo numero di persone che da inizio guerra hanno deciso di lasciare l’Ucraina, scappando dalla guerra e cercando protezione in altri paesi.

A tal riguardo l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite ha redatto un report sui numeri dei rifugiati: al 3 agosto, come si legge nel documento, sono stati registrati oltre 6 milioni di ucraini in tutta Europa. Sebbene il tema umanitario sia stato affrontato innumerevoli volte, anche dall’Italia – non più di qualche giorno fa è stata presentata proprio un’interrogazione parlamentare sulla situazione dei bambini ucraini arrivati in Italia – questo report è passato inosservato a tutta la macchina dell’informazione italiana, che non ne ha dato notizia.

Dai dati riportati emerge il numero di rifugiati ucraini che ogni paese, vicino o meno vicino all’Ucraina, ha oggi sul proprio territorio e al quale “in linea con gli standard internazionale viene data assistenza umanitaria”, come si legge sul documento delle Nazioni Unite. I primi tre leader assoluti dell’ondata migratoria post conflitto sono la Russia, che si aggiudica il primato con quasi due milioni di rifugiati ucraini (1,97), la Polonia con quasi un milione e mezzo (1,26) e la Germania con 915mila. L’Italia, al primo agosto, presentava poco più di 157mila rifugiati.

Da quanto riportato si evince che un rifugiato su tre ha scelto la Russia, e cioè il paese aggressore, come luogo in cui scappare. Dalla cartina interattiva si può vedere infatti che i quasi due milioni di ucraini si concentrano principalmente della zona di Mosca e nelle vicine periferie.
Se da una parte il numero delle persone che sono state costrette a lasciare abitazioni, famiglie, quotidianità e vita sia spaventoso, dall’altra stupisce il dato che la Russia risulti il primo paese scelto dalla popolazione ucraina. La chiave di lettura va inevitabilmente, quindi, oltre ai numeri e ci spinge a una riflessione sulla concezione che il popolo ucraino, a prescindere dalle dichiarazioni dei potenti e dalle strategie belliche-economiche messe in atto in questi mesi, ha del paese aggressore.

È interessante sicuramente il lavoro svolto dalle Nazioni Unite che mediante questa analisi ci spinge a mettere in discussione la visione di una Russia come principale nemica dell’Ucraina. O meglio, se nei palazzi lo scontro è brutale, non è necessariamente così tra le persone. Quelle persone che nella capitale di Putin hanno cercato e trovato riparo dopo l’aggressione dello stesso.
Lasciamo agli esperti di geopolitica le conclusioni, ma teniamoci almeno il beneficio del dubbio di pensare che se questa analisi fosse stata fatta prima, se i “maestri del potere” avessero pensato prima al popolo e poi a giocare a risiko sulla pelle delle persone, probabilmente questa guerra poteva essere evitata, o probabilmente no.

Ciò che c’è di sicuro è che le vittime sono sempre e comunque gli uomini e le donne schiave della smania di potere e questi numeri sono la diretta dimostrazione che sulle strade dove esplodono le bombe e nelle abitazioni dove arrivano i missili non c’è carnefice o vittima per eccellenza, ma c’è solo la paura che porta a fuggire nel posto considerato più sicuro, in questo caso la Russia.

Probabilmente, però, quei dei due milioni di ucraini che hanno trovato riparo dal cattivissimo ultimo imperatore infastidisce qualcuno: motivo per cui anche un documento targato Nazioni Unite diventa carta straccia.

Bianca Leonardi, 8 agosto 2022