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Sorpresa: il Venezuela disbosca più Amazzonia di Bolsonaro

Ogni giorno uno sguardo esclusivo sul tutto il mondo sudamericano: oggi Venezuela, Brasile e Messico

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Il Venezuela è il paese che più disbosca l’Amazzonia, più di BolsoNero

Un rapporto dell’ONG Clima21 ha indicato che, nel periodo 2016-2020, la foresta ha perso 157.307 ettari, che equivale a più di tre volte l’area dell’Area Metropolitana di Caracas. L’ONG ha denunciato che il Venezuela è “il paese con la maggiore perdita di foreste naturali dell’intera regione “davanti a Colombia, Bolivia e Brasile” nel suo rapporto “Forests in Disappearance: Deforestation in Venezuela 2016-2021”. Nel periodo 2016-2020 il disboscamento ha raggiunto il 35% del totale in Amazzonia, secondo il rapporto.

L’inflazione scende ancora in Brasile e chiuderà con al 6%, tra le più basse al mondo (Esteri o Economia)

Per il secondo mese consecutivo i prezzi al consumo sono scesi in Brasile, grazie a una politica di tagli fiscali e di riduzione del costo del carburante attuata dal governo Bolsonaro, in corsa per la rielezione presidenziale. Il nuovo calo dei prezzi in agosto è una buona notizia per il presidente Bolsonaro, che cerca di essere rieletto alle elezioni del 2 ottobre e basa il suo discorso sul miglioramento dell’economia brasiliana dopo la pandemia. Il PIL del Brasile è cresciuto dell’1,2% nel secondo trimestre rispetto ai tre mesi precedenti, dopo un aumento dell’1,1% nel primo trimestre. Questo impulso all’economia ha avuto un effetto immediato sulla popolazione.

Messico: AMLO militarizza la Guardia Nazionale. Dure reazioni di ONU e Amnesty International

Amnesty e l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani hanno respinto “categoricamente” ieri l’approvazione al Senato messicano della riforma che, a loro dire, genererà più violazioni dei diritti umani nel paese. “Amnesty International respinge categoricamente la decisione dei senatori di legalizzare la militarizzazione del Messico”. L’affidamento della Guardia Nazionale alla SEDENA, ufficializzandone il carattere militare “rappresenta un atto atroce che mette a rischio la garanzia dei diritti umani in Messico”. Da parte sua, anche l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ad interim, Nada Al-Nashif, ha detto che “è preoccupante che le riforme approvate non includano alcuna disposizione che garantisca il controllo civile del ministero della Difesa, sollevando ulteriori preoccupazioni sui diritti umani”.

I partiti di opposizione presenteranno ricorsi in tribunale. “La sicurezza pubblica non si ottiene violando lo stato di diritto, violando la Costituzione”, ha affermato la senatrice Claudia Anaya Mota, del Partito Rivoluzionario Istituzionale. AMLO ha risposto con rabbia alle critiche, dicendosi “sorpreso dall’atteggiamento di alcuni legislatori conservatori, dal loro livello di ipocrisia e cretinismo” e affermando che “le organizzazioni internazionali pro diritti umani che hanno taciuto come complici durante tutto il periodo di massacri e torture, e la protezione della criminalità organizzata, ora sono preoccupati per la militarizzazione in Messico. Ipocriti”.

Paolo Manzo 13 settembre 2022

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