La Corte d’Assise d’Appello di Torino ha emesso la sentenza il 3 dicembre 2025, condannando Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour, a 14 anni e 9 mesi di carcere. Roggero, oggi 72enne, è stato riconosciuto colpevole di omicidio volontario, tentato omicidio e porto abusivo di arma da fuoco, per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo durante un tentativo di fuga il 28 aprile 2021. In primo grado, il tribunale di Asti aveva condannato l’imputato a 17 anni di reclusione.
Dinamica dei fatti
Quel giorno, tre malviventi irruppero nella gioielleria di Roggero a Grinzane Cavour. Due di loro, Giuseppe Mazzarino e Andrea Spinelli, furono raggiunti e uccisi dai colpi di pistola sparati dal gioielliere all’esterno del negozio, mentre il terzo, Alessandro Modica, venne ferito a una gamba ma riuscì a scappare in auto. Secondo la Procura, i rapinatori non rappresentavano più un pericolo diretto quando i colpi furono esplosi. Dalle immagini delle telecamere di sorveglianza emerge infatti che i malviventi si stavano allontanando in auto.
Nelle dichiarazioni spontanee rese al processo d’appello, Roggero ha affermato di aver agito per legittima difesa. “Ho avuto paura per la vita mia e quella di mia moglie. Non volevo uccidere, ma nemmeno essere ucciso”, ha spiegato. “Ho agito per legittima difesa, volevo salvare mia moglie e scongiurare il rischio che, sapendo di essere stati visti, tornassero in negozio a ucciderci. Ho solo voluto proteggere la mia famiglia”. Roggero ha anche ricordato la situazione di grande terrore che lo aveva colpito durante la rapina del 2015 nella stessa gioielleria. Un furto di cui i due responsabili vennero arrestati e condannati anche al risarcimento. Che però non è mai arrivato: “Condannati per 95mila euro di danni subiti, 85mila da me e 10mila da mia figlia: sapete quanto ci hanno versato i due rapinatori in cinque anni? Per due volte 50 euro. La mia vita e quella della mia famiglia non sono state più le stesse: continuiamo a vivere nella paura, ogni sconosciuto che entra in negozio ci ricorda quei momenti di terrore”. Il legale di Roggero, l’avvocato Stefano Marcolini, ha sottolineato come lo stato mentale dell’imputato fosse profondamente influenzato dagli eventi del passato, parlando di una possibile sindrome da stress post-traumatico non diagnosticata.
Bisogna ricordare, come si vede bene dai video della gioielleria, che i rapinatori hanno puntato la pistola contro la figlia del gioielliere e l’hanno legata con delle fascette. Due dei malviventi avevano perso anche la maschera con cui celavano il volto. ” Li avevamo visti in faccia e questo ci ha spaventati tremendamente. Leggevo nei loro volti una profonda collera oltre alla consapevolezza, a quel punto, di poter essere successivamente identificati e riconosciuti”, ha ricostruito Roggero. Che ha negato di aver sparato per uccidere, nonostante dai video delle telecamere molti si siano fatti l’idea che – rincorrendo i ladri – abbia di fatto messo in atto una esecuzione in piena regola: “Ho sparato un colpo alla portiera anteriore sinistra per spaventarli, temendo di colpire mia moglie: mai e poi mai avrei sparato ad altezza d’uomo”. A quel punto, ha raccontato, si è accorto che uno dei malviventi gli aveva puntato la pistola addosso: “Ho esploso il colpo per salvarmi la vita, pensavo ci fossimo sparati contemporaneamente”. Roggero temeva che anche gli altri due fossero armati:
Le conclusioni della Procura
Il sostituto procuratore generale Davide Greco ha sottolineato invece che i colpi sparati da Roggero sono stati intenzionali, parlando di “giustizia privata”. Greco ha ricostruito i fatti attraverso i video delle telecamere di sorveglianza. Tra i colpi esplosi, uno ha ferito Modica al ginocchio, mentre altri due hanno ucciso Mazzarino e Spinelli. Secondo l’accusa, la ricostruzione fornita da Roggero risulta contraddittoria rispetto alle immagini e ai tempi in cui si sono svolti i fatti.
Il legale di Roggero ha già annunciato l’intenzione di ricorrere ulteriormente in Cassazione. Secondo Marcolini, infatti, la sentenza non avrebbe adeguatamente considerato il contesto psicologico e il pericolo percepito da Roggero al momento della rapina. Intanto, Roggero ha commentato la condanna dicendo che “la vera vittima è la mia famiglia, che vive nel terrore ogni giorno a causa di questi eventi”. “Aspettiamo di leggere le motivazioni della sentenza, poi vedremo cosa succederà in Cassazione”, ha detto. “Non hanno avuto coraggio. stata legittima difesa, se il rapinatore non avesse alzato l’arma non avrei sparato. Le vere vittime siamo noi, nessuno dei familiari ha chiesto scusa per avere un figlio degenere”. Tanti per lui in aula: “L’affetto in cui speravo è arrivato, ho visto miei ex compagni di scuola che non mi aspettavo di vedere, tanti lavoratori tosti sono venuti perdendo un giorno di lavoro, mi ha fatto piacere”.
Anche Salvini, fanno sapere fonti della Lega, ha espresso personalmente solidarietà al gioielliere. Il vicepremier ha poi scritto sui social: “Come si può condannare al carcere chi si è difeso dall’assalto dei criminali? Un abbraccio a Mario e alla sua famiglia. Determinati a rendere ancora più chiara la legge che garantisce la Legittima Difesa alle persone perbene”.
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