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Fine emergenza mai

Speranza arruola Fauci, il Ricciardi americano

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Il ministro della Salute, Roberto Speranza, appena tornato da una missione negli Stati Uniti, ha trionfalmente annunciato l’arruolamento di Anthony Fauci, il controverso Ricciardi americano, nella nostra armata Brancaleone in guerra perenne con il coronavirus. A quanto pare, il noto immunologo di origine italiana ha offerto la propria disponibilità a collaborare con l’hub anti pandemico che si realizzerà a Siena.

Con queste stupefacenti parole Speranza ha riferito la cosa ai giornalisti: “Noi investiamo 360 milioni (bazzecole dopo i miliardi spesi in mascherine e cotillon da quell’altro genio incompreso di Domenico Arcuri) di euro sul centro di prevenzione che faremo a Siena e Fauci si è detto disposto a collaborare con i nostri scienziati, già al lavoro per questo obiettivo. Ci fa molto piacere perché consideriamo Fauci una delle principali personalità a livello mondiale nella lotta alla pandemia.” 

Sembra che il patto d’acciaio tra i due esponenti della paura virale sia avvenuto nell’ambasciata italiana a Washington, dove Fauci ha pubblicamente elogiato il politico italiano per la nostra altissima percentuale di vaccinati, oltre il 90% sopra i dodici anni, rispetto al 73,8% del suo Paese, definendo ciò “un lavoro fenomenale.” Dopodiché il Savonarola d’oltreoceano ha dimostrato di trovarsi abbastanza il linea con la visione dell’incertezza perenne del suo ospite lucano. Predicando prudenza, Fauci ha dichiarato che “dopo l’uscita dalla fase critica della pandemia di Covid-19 non sappiamo per certo cosa succederà”. E in effetti, oltre all’imponderabile arrivo di altri virus del terrore, potremmo ricevere la visita di qualche indesiderato meteorite proveniente dallo spazio. 

Ma battute a parte, l’immunologo, probabilmente conscio che nel suo Paese le misure liberticide hanno vita breve – emblematica la protesta contro i blandi, rispetto ai nostri, lockdown del 2020 in Michigan, in cui migliaia di persone si sono riversate in strada con i fucili d’assalto – ha detto di ritenere probabile negli Stati Uniti la raccomandazione del secondo booster (o quarta dose) per tutti tra settembre e ottobre. Niente a che vedere, dunque, con il giacobinismo sanitario di Speranza il quale, come ha più volte ventilato, appare sempre più intenzionato ad imporre l’obbligo, nel prossimo autunno, per una ulteriore dose di vaccino a tutti cittadini sopra i cinquant’anni.