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La corsa al voto

Speranza attacca la destra. Ma non se lo fila nessuno

Il ministro della Salute in un comizio a Firenze. Ad ascoltarlo poche persone sedute ai tavolini

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Dopo aver spezzato le reni al Covid-19, Roberto Speranza immaginava di dover arringare folle oceaniche. Invece si è dovuto accontentare dei proverbiali quattro gatti. Il fatto, come riportato da Libero, è avvenuto venerdì scorso, durante un comizio tenuto a Firenze dal ministro della Salute. Ad ascoltarlo, come si vede della foto pubblicata, c’erano una decina o poco più di coraggiosi, ai quali il nostro eroe ha ripetuto a mo’ di disco rotto le stessa tiritera con cui sta ammorbando il Paese sin dall’inizio della campagna elettorale, con l’obiettivo di fermare l’avanzata elettorale della destra attraverso l’arma spuntata della paura virale: “Perché – si è chiesto il ministro del terrore sanitario – non arriva una parola chiara sui vaccini? Ho sfidato Giorgia Meloni a un confronto su questo , perché continuano a usare parole che sembrano fare l’occhiolino a chi si è battuto contro i vaccini, contro le misure, contro le scelte di tutela del diritto alla salute?»

La solita tiritera sul Covid

Dopodiché, il più sinistro dei politici in circolazione ha rispolverato il tema infinito della presunta pericolosità sociale e democratica della medesima destra, traslandolo sul piano della salute pubblica: “Questa è una destra pericolosa da questo punto di vista che può portare a sbattere il Paese. In queste ore non dicono una parola chiara per fare l’occhiolino ai no vax».

In realtà, dopo il catastrofico fallimento della sua guerra sanitaria per battere il Covid-19, da cui il Paese stenta ancora a riprendersi, la parola chiara su ciò che è accaduto e che, in parte, sta ancora accadendo la dovrebbe esprimere proprio lui in prima persona, a cominciare proprio dal disastro di una campagna vaccinale di stampo sovietico che è riuscita, attraverso l’abominevole green pass, a dividere i cittadini italiani tra ortodossi vaccinati e untori no-vax. Una roba in stile “Fattoria degli animali”, nella quale tutti sono uguali ma i vaccinati con tre o quattro dosi – di un siero ampiamente scaduto – sono più uguali degli altri.

Bye Bye ministro il 25 settembre?

Ebbene a giudicare dallo scarso successo che i comizi di Speranza stanno riscuotendo nel Paese, unito ad una crescente avversione per i simboli della sua oppressione sanitaria, che si respira un po’ ovunque, direi che le sue plateali intemerate contro una destra sporca, brutta e cattiva oramai lasciano il tempo che trovano.

Dopo quasi tre anni di pandemica diffusione del terrore virale, il Paese reale sembra proprio averne le tasche piene degli anatemi e delle profezie nere del sinistro Speranza. Anatemi e profezie nere, che al pari dei milioni di vaccini che ancora ci troviamo sul groppone, hanno una precisa data di scadenza: il 25 settembre prossimo, quando Speranza & company saranno messi democraticamente in condizione di non nuocere. Altro che destra pericolosa!

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Claudio Romiti, 5 settembre 2022