Cronaca

Spin Time okkupato, arriva un’altra fregatura che paghiamo noi

Il Viminale condannato a risarcire i proprietari dell’immobile a Roma per mancato sgombero: l'ennesima storia incredibile

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Un’altra storia incredibile. Noi cittadini paghiamo per delle cose assurde, abbiamo l’ennesima conferma. Il Ministero dell’Interno è stato condannato a risarcire con oltre 21 milioni di euro i proprietari dell’immobile di Santa Croce in Gerusalemme, a Roma, occupato dal 2013 e noto come Spin Time. La decisione è stata assunta dalla seconda sezione civile del Tribunale di Roma, che ha accolto il ricorso presentato da InvestiRE Sgr, gestore del fondo “Tip – Fondo Immobili Pubblici” e proprietario dello stabile.

L’edificio è occupato da più di 400 persone in situazione di emergenza abitativa, tra cui oltre 100 minori. Nella sentenza del 18 dicembre 2025, il giudice Assunta Canonaco ha stabilito che il Viminale dovrà versare 21.182.118,50 euro “al valore attuale”, oltre a 206.932,53 euro mensili a partire da gennaio 2026 fino alla liberazione dell’immobile. È stato inoltre riconosciuto un importo di 150mila euro per il mancato guadagno relativo alle sei annualità successive al 2025, oltre alle spese processuali quantificate in 108.394 euro. Cifre riportate da Repubblica.

Il contenzioso giudiziario trae origine dall’occupazione dell’edificio, avvenuta nel 2013 durante lo “Tsunami Tour” del movimento Action Diritti in Movimento. Dopo le prime denunce, il Tribunale di Roma aveva disposto il 31 marzo 2020 il sequestro preventivo dello stabile, che non figurava nel piano degli sgomberi prioritari adottato il 18 luglio 2019 dalla Prefettura di Roma. In seguito a diffide e ricorsi — compreso quello presentato al Tar del Lazio — l’allora prefetto Matteo Piantedosi aggiornò l’elenco degli immobili, inserendo anche la sede di CasaPound in via Napoleone III.

“In ragione del rischio per l’incolumità e la salute pubblica, delle criticità strutturali e igienico-sanitarie e delle implicazioni per l’ordine pubblico”, Spin Time era stato collocato al nono posto nella graduatoria delle priorità. Attualmente risulta al quinto posto, ma lo sgombero non è stato eseguito. La sentenza contesta al ministero “l’omessa esecuzione del provvedimento d sequestro emesso dall’autorità giudiziaria”.

Al momento non risultano dichiarazioni ufficiali da parte del Ministero dell’Interno o della Prefettura di Roma. Dal Comune è intervenuto il presidente della commissione Casa Youri Trombetti (Pd) che ha dichiarato: “Noi confermiamo che Spin Time non deve essere sgomberato e che questa esperienza non deve finire. Il Comune è pronto ad acquistare lo stabile: se la proprietà ci ascoltasse e ci cedesse l’immobile, si risolverebbe il problema per tutti”.

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Nel 2023 l’immobile è stato inserito nel Piano Casa del Comune di Roma insieme ad altre realtà, tra cui Metropoliz in via Prenestina, per cui la trattativa con la proprietà privata si è conclusa positivamente. Per Spin Time, invece, non è stato raggiunto un accordo. Andrea Alzetta di Action ha espresso l’auspicio che possa aprirsi un nuovo confronto: “Il Comune dovrebbe prendere spunto da quello che è successo a Metropolitz: anche in quel caso c’è stata una condanna di risarcimento e a quel punto il privato ha deciso di trattare e vendere. Bisognerebbe poi che i giudici tenessero conto dell’articolo 42 della Costituzione perché Spin Time è un bene comune”. Sulla vicenda è intervenuto anche il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli (Fratelli d’Italia), che ha affermato: “Sono i partiti di sinistra che dovrebbero tirare fuori i 21 milioni”. Una cosa è cristallina: si tratta dell’ennesima fregatura  che paghiamo noi. Con buona pace dei fan delle occupazioni abusive.

Franco Lodige, 21 febbraio 2026

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