Tra gli appuntamenti più attesi della decima edizione della Ripartenza che si terrà giovedì 12 febbraio a Palazzo Castiglioni (Milano) è la tavola rotonda “3 anni di governo Meloni”. Insieme ad Mario Giordano, Alessandro Sallusti e Andrea Ruggieri, tra i protagonisti di questo confronto ci sarà anche Stefania Cavallaro, vicedirettrice e volto del Tg4.
Qual è il tuo giudizio sull’operato del governo?
“Già il fatto che sia il terzo governo più longevo di sempre… Io mi aggrappo più ai numeri e ai fatti che alle suggestioni. Evidentemente la risposta degli italiani alle urne è coerente con la sua azione. Ma dico anche che ci sono margini di miglioramento. Non sull’identità, ma sulla forza: l’esecutivo ha ancora grandi consensi ed è molto compatto. Ha i numeri per fare ancora meglio”.
Qualcosa da migliorare?
“L’impresa titanica di recuperare i tagli fatti dai governi precedenti sulla sanità. Solo nel 2015 con Renzi, oltre 10 miliardi. È da sempre il tallone di Achille di ogni governo. Parliamo di un tema che tocca tutti gli italiani e che inevitabilmente sarà sempre più dominante e urgente, perché il nostro è un Paese che – grazie al cielo – è sempre più longevo. Per questo la questione della sanità pubblica è sempre più centrale”.
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Per quanto riguarda l’immigrazione?
“Credo che il governo abbia tenuto il punto, tanto da scuotere l’intera Europa. Penso alla Gran Bretagna oppure alla Germania, paesi che hanno un’identità più riformista che si sono trovati in linea con la visione dell’esternalizzazione della gestione dei migranti. Il modello Albania, molto controverso nel nostro Paese, è stato elogiato anche nell’ultimo documento della Commissione europea”.
E invece l’opposizione? Sembra arrancare…
“Forse perché è molto forte la maggioranza. Sono così forti e coesi, che la sinistra ha difficoltà. Il centrodestra è una coalizione di forze che hanno una propria anima e che insieme collaborano per un progetto liberale. Sono piacevolmente colpita dalla solidità, mi piace perché significa che ciascuna delle parti ha mantenuto la sua identità. Penso a Forza Italia, che ha un’identità molto liberale e portata al dialogo. Credo che questa ricetta di coesione sia un unicum che fa da contraltare a un campo largo che c’è solo sulla carta, come confini, ma che non riesce a trovare un terreno comune. Del resto la sinistra ha funzionato solo per un paio di elezioni amministrative, che sono sempre legate a dinamiche territoriali”.
Massimo Balsamo, 10 febbraio 2026
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