Cronaca

“Stop assembramenti”. Il Comune vieta ai minori di 14 anni di uscire la notte

L'ordinanza del sindaco di Praia a Mare richiama i genitori all'obbligo di vigilanza per combattere gli schiamazzi notturni dei giovani. La morte della libertà

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Quando la realtà supera la fantasia. Se hai meno di 14 anni a Praia a Mare – una località turistica della Riviera dei Cedri in provincia di Cosenza – di notte non puoi uscire di casa da solo. A deciderlo non è un padre particolarmente severo o una madre apprensiva. Non sono i nonni che nella nuova estate italiana si prendono cura sempre più spesso dei nipoti mentre i genitori restano in città a lavorare. No. Non è una decisione di famiglia.

Ma a sancire il divieto per i giovanissimi di girare liberamente fino all’alba è un sindaco che ha emesso un’ordinanza valida per tutto il mese di agosto. Il provvedimento prevede il divieto di circolazione dei minori di 14 anni senza accompagnamento di un genitore, tutore legale o altro adulto responsabile della loro vigilanza dall’una di notte alle 6:30 del mattino. E in caso di violazione del divieto sono previste persino sanzioni amministrative, da 25 a 500 euro.

La delibera – si legge dall’Ansa – “è stata presa a seguito di una serie di accertamenti della Polizia locale circa assembramenti notturni da parte di gruppi di giovanissimi che, con comportamenti molesti, turbano il riposo di residenti e turisti”. Quando ho letto questa notizia pensavo di essere finito su Lercio, la mitica pagina satirica. E invece è tutto vero. E la cosa più assurda è che molti cittadini sono pure contenti perché così il loro riposo non viene turbato da quattro ragazzini che in altri tempi avremmo definito semplicemente maleducati.

Per capire che si tratta di una “cagata pazzesca” (per dirla alla Fantozzi), basterebbe fermarsi alla parola “assembramenti” che ci riporta indietro nel tempo a quando dovevamo giustificarci persino di passeggiare mano nella mano accanto alla nostra fidanzata.

E in questa ordinanza di un piccolo paese calabrese si annida quel principio che si è affermato così prepotentemente durante la stagione del Covid e che oggi stiamo accettando senza neanche rendercene conto. Il principio secondo il quale lo Stato può ormai sostituirsi all’individuo e decidere per lui. Un convincimento sempre più diffuso tra i nostri governanti, convinti che certe regole vadano prese per il nostro bene, perché noi non siamo in grado di badare a noi stessi.

Regole che in realtà si traducono in limitazioni delle nostre libertà individuali, come appunto la libertà di noi genitori di decidere cosa è più giusto per i nostri figli. Come la legge approvata dal Parlamento francese (e bloccata recentemente per fortuna dalla Corte costituzionale transalpina) di vietare l’accesso ai social media per i minori di 14 anni. È l’affermazione dello Stato etico. È la fine delle libertà individuali.

Con buona pace di quei genitori che possono dormire sogni tranquilli tanto sarà lo Stato a educare i loro figli. Almeno a Praia a Mare. Senza sapere però che il risveglio sarà molto peggio.

Claudio Rinaldi, 25 agosto 2026

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