La notte del 25 ottobre, nel parco di Tor Tre Teste, a Roma Est, una giovane coppia è stata vittima di una violenta aggressione. I due, una ragazza di 18 anni e il fidanzato di 24, si erano appartati in auto in una zona isolata del parco. Un gruppo di almeno tre uomini ha rotto il finestrino della macchina con una bottiglia per avviare una rapina. Durante l’attacco, il ragazzo è stato immobilizzato mentre uno degli aggressori ha violentato la giovane secondo il racconto delle vittime. Subito dopo, il gruppo è fuggito portando con sé effetti personali e cellulari delle vittime.
Le prime indagini e gli arresti
Dopo aver sporto immediatamente denuncia, la coppia ha fornito agli investigatori una ricostruzione degli eventi. Le indagini della Squadra Mobile di Roma, coordinate dalla Procura, hanno portato all’arresto di tre uomini di origine marocchina, già noti alle forze dell’ordine. Due sono stati fermati a Roma il 28 ottobre, mentre il terzo è stato rintracciato a Verona il 24 novembre. Nei confronti dei tre sono scattate le accuse di violenza sessuale di gruppo, rapina e lesioni. Attualmente si trovano in carcere su decreto di fermo del pubblico ministero.
Dinamica dell’aggressione
Secondo le ricostruzioni, il gruppo di aggressori ha colpito l’auto in cui si trovava la coppia, sfondandone un finestrino per costringere i giovani a scendere. La 18enne è stata trascinata fuori dal veicolo e abusata da uno degli uomini, mentre il fidanzato, immobilizzato da due complici, è stato costretto, suo malgrado, ad assistere alla scena. La violenza è terminata con la fuga degli aggressori, mentre le vittime hanno subito cercato aiuto contattando il numero di emergenza.
Scrive il Fatto Quotidiano che il peggio “è stato sventato grazie all’intervento inatteso di un testimone. Una guardia giurata di un istituto di vigilanza, che si trovava di passaggio, ha visto la scena, ha intuito la gravità della situazione e ha subito chiamato il numero di emergenza, allertando la polizia. Mentre il ragazzo urlava disperato chiedendo pietà e giurando vendetta, l’intervento della guardia ha spaventato gli aggressori”.
Oltre ai racconti della giovane coppia, determinanti sono state le impronte digitali trovate sull’auto. Uno dei tre uomini arrestati è stato riconosciuto come l’autore dello stupro tramite elementi fotografici forniti dalla polizia. Come scrive l’Adnkronos, “i riscontri dell’esame del dna hanno restituito la corrispondenza del dna dei ragazzi all’interno dell’auto, ma non hanno confermato quello del ragazzo che era stato indicato come presunto autore della violenza”.
Le vittime hanno dichiarato che il gruppo di aggressori potrebbe essere stato composto da più di tre persone. A causa del buio e della concitazione del momento, non è stato possibile avere una stima precisa del numero dei presenti. Le autorità stanno valutando ulteriori elementi per accertare il ruolo di eventuali complici ancora non identificati, che si pensa possano essere altri due.
Articolo in aggiornamento
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© doidam10 e aijohn784 tramite Canva.com


