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Stupratore e recidivo. Ma è immigrato e le femministe stanno zitte

Stuprata da un immigrato clandestino: la testimonianza di Claire Geronimi scuote la Francia e chiama lo Stato alle sue responsabilità.

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Si è aperto ieri in Francia il processo contro Jordy Goukara, 27enne senza fissa dimora di origine centrafricana, accusato di aver violentato due donne francesi.

 

I fatti risalgono all’11 novembre del 2023. In quella stessa giornata, Goukara avrebbe prima aggredito Matilde, una studentessa di 19 anni, nell’atrio di un palazzo, e poco dopo Claire Geronimi, 25 anni, sempre nell’atrio di un edificio situato in una zona elegante di Parigi. Gli stupri sono avvenuti tra le 15:52 e le 17:05, in luoghi separati da una distanza di 15 minuti a piedi.

Mentre Matilde ha preferito mantenere il silenzio, Claire ha deciso fin da subito di rendere pubblica la violenza subita, partecipando a numerosi programmi televisivi e denunciando l’omertà che spesso circonda questi episodi. Anche perché il presunto violentatore era già noto alle forze dell’ordine.

Nato a Bangui nel 1998, è arrivato in Francia nel 2009. Fin da subito ha mostrato comportamenti violenti e problematici, venendo affidato più volte ai servizi sociali per l’infanzia e, successivamente, inserito in famiglie affidatarie. Secondo quanto emerge dai documenti presenti nel suo fascicolo, avrebbe commesso diversi furti e abusi sessuali ai danni di altre ragazze ospiti delle stesse strutture.

Numerose perizie psichiatriche avevano già messo in evidenza aspetti inquietanti della sua personalità. Nel febbraio 2013, uno psicologo descrisse Goukara come portatore di tratti di perversione narcisistica e incapace di sviluppare un legame empatico con il mondo esterno. L’esperto lo definì un “caso criminale, non educativo”, sostenendo che fosse urgente “fermarlo nella sua onnipotenza”.

L’aspetto più controverso del caso riguarda però il fatto che Goukara fosse destinatario di 3 diversi ordini di OQTF (obbligo di lasciare il territorio francese), nel 2020, 2021 e 2023. Espulsioni mai eseguite. Ed è su questo punto che Claire Geronimi ha concentrato la sua battaglia, denunciando le gravi inefficienze dello Stato.
In due anni, Claire è diventata una figura pubblica, simbolo della lotta contro le disfunzioni legate all’applicazione dell’OQTF. Il suo messaggio è durissimo: «Quello che ho subito è stata una doppia condanna: la prima da parte di un criminale, la seconda da parte dello Stato che non ha fatto il suo dovere. Questa persona non avrebbe mai dovuto trovarsi in Francia. E il mio non è un caso isolato: anche le storie di Philippine e Lola dimostrano lo stesso fallimento».

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La donna ha inoltre denunciato l’atteggiamento ostile di alcune esponenti del movimento femminista, che invece di mostrarle solidarietà, l’hanno accusata di razzismo e di alimentare una narrativa ostile alle minoranze. Anche il mondo politico di sinistra non si è espresso in suo favore, preferendo il silenzio.

In un’intervista televisiva, Geronimi ha ricordato l’attenzione mediatica positiva invece ricevuta da Gisèle Pelicot, che aveva denunciato il marito dopo aver subito delle violenze sessuali per anni. In quel caso, per i media e politici francesi, Pelicot era la “vittima perfetta” e i suoi aggressori avevano il “profilo” giusto dei colpevoli ovvero maschi bianchi occidentali. Claire è convinta che il suo aggressore, essendo un immigrato senza fissa dimora, è stato considerato meno carnefice e colpevole e per questo motivo il suo stupro meno importante da discutere.

Goukara rischia 20 anni di carcere per stupro di gruppo. Dovrà dimostrare davanti ai cinque giudici di non essere così pericoloso come credono gli esperti. Il verdetto sarà pronunciato venerdì. Ma intanto le vite di Matilde e Claire sono cambiate per sempre. 

Cristina de Palma, 25 settembre 2025

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