Esteri

“Tasse abolite, libertà, tagli alla spesa”: il primo bilancio su Milei (che nessuno racconta)

L'Argentina fa balzi in avanti e le agenzie di rating la premiano. Parla Leonardo Facco: "Javier dice: c'è ancora lavoro da fare"

Javier Milei, presidente dell'Argentina
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In questa seconda parte dell’intervista esclusiva che ci ha concesso Leonardo Facco (la prima parte è stata pubblicata il 29 luglio scorso e la trovate sul nostro sito nella sezione Esteri), ci focalizziamo in maniera puntuale su alcuni dei maggiori provvedimenti attuati in Argentina dal Presidente Milei, facendo una sorta di primo bilancio del programma svolto, anche in vista delle elezioni presidenziali che si terranno il prossimo anno e che vedranno la ricandidatura di Milei.

Leonardo, l’Argentina per le agenzie di rating sta passando da CCC- a B+, cosa impensabile fino a poco più di 2 anni fa. Quali sono stati i temi più importanti su cui si è mossa l’amministrazione di Milei, quali i risultati e quali gli ostacoli maggiori che ha dovuto affrontare?
“Partiamo da due considerazioni: primo, il programma di governo del quadriennio 2023/2027 è stato rispettato, e con anticipo; dopodiché, val la pena citare lo storico dell’economia Niall Ferguson, che poco più di un anno dopo l’insediamento di Milei ha visitato l’Argentina e ha concluso affermando che ‘il mondo non ha mai visto un governo più radicalmente libertario di quello di Milei’. Non solo, il presidente argentino ha fatto in poco tempo più di quello che ha fatto la Thatcher in due mandati.

Detto ciò, ti elenco, a seguire, qualche riforma strutturale tra quelle più importanti, ovviamente ostacolate dall’opposizione. Da subito, nel dicembre 2023, il DNU 70/2023 ha avviato una massiccia deregulation (oltre 300 articoli ad hoc): ha derogato la ‘Ley de Alquileres’, liberalizzando completamente il mercato degli affitti; ha derogato la ‘Ley de Abastecimiento e della Ley de Góndolas’, eliminando i controlli sui prezzi e sulle scorte; ha liberalizzato la moneta, permettendo agli argentini di usare qualsiasi moneta preferissero nei loro affari; ha trasformato diverse imprese pubbliche in società per azioni, il tutto finalizzato alla loro privatizzazione.

Ancora: ha riformato la ‘Legge sul lavoro’, garantendo maggiore flessibilità contrattuale; con la ‘Ley de Bases’ (del 2024) ha dato poteri delegati per deregulation, privatizzazioni e creazione del RIGI, e poi del RIMI, garantendo norme chiare e incentivi fiscali per chi decide di investire in Argentina. Ha abolito tasse (Impuesto PAÍS, accise varie in diversi settori, tasse su importazioni ed esportazioni), riducendo l’imposizione fiscale di 3 punti percentuali del PIL. E’ stato eliminato il controllo cambiario, è stata approvata la la ‘Ley de Inocencia Fiscal’, che ha permesso agli argentini di ‘togliere dal materasso’ tutti i dollari in nero che avevano e farli emergere senza che l’Agenzia delle Entrate possa fiatare. In pratica, è passato il concetto per cui nessun argentino può essere considerato un evasore o un colpevole, salvo che venga verificato in tribunale. Di più, la spesa pubblica è stata tagliata del 30% (partendo dalla riduzione alla metà dei ministeri, e al licenziamento di 72.000 dipendenti pubblici inutili), inoltre 15 punti percentuali di deficit (tra Tesoro e Banca Centrale) sono stati azzerati (mai accaduto prima nella storia!) e l’inflazione è passata dal 211% a meno del 30% attuale. Per la prima volta, in 100 anni è stato raggiunto l’attivo di bilancio, che regge mese dopo mese. Grazie al ministro per la deregolamentazione Federico Sturzenegger sono state fatte 16.000 riforme (abolizione di norme inutili e semplificazione di tante altre).

Il governo ha azzerato il finanziamento pubblico alla stampa ed ha tagliato i sussidi energetici, allineando le tariffe ai costi reali. Queste sono una parte delle misure strutturali più importanti, ma potrei continuare a lungo nell’elencare il cambiamento di paradigma che ha investito l’Argentina, dato che ci sono altre importanti riforme, come quella del mercato assicurativo, del mercato dei capitali e della Banca Centrale. Su quest’ultimo punto, mi permetto una critica: rispetto all’idea originale di abolire la BCRA, passando per la dollarizzazione, Milei ha fatto, almeno per ora, un passo indietro. In merito, solo qualche giorno fa, gli ho posto questa domanda: ‘Questa riforma potrebbe essere prodromica a un’eventuale abolizione della Banca Centrale in futuro’? La sua risposta è stata laconica: ‘Attendiamo i risultati di questa legge e vedremo’”.

Come sembra evolvere il consenso nei confronti del lavoro in corso?
“Dal punto di vista delle istituzioni internazionali, il lavoro fatto a livello macroeconomico dal governo Milei, e dalla squadra di economisti che fa riferimento a Luis Toto Caputo, non ha eguali. Il FMI, pochi giorni fa, ha confermato che l’Argentina non ha più alcuna necessità di prestiti e le agenzie di rating hanno confermato che presto il paese sarà ‘Investment grade’, dato che è passato da una valutazione CCC- a B+. La Heritage Foundation, nel suo ultimo ‘Indice delle libertà economiche’ ha fatto fare un salto in avanti di 40 posti all’Argentina. Infine, per quel che riguarda i sondaggi tra la popolazione, il gradimento per Milei è al 41%, una cifra considerata alta”.

Cosa resta ancora da fare e quali le prospettive per il lavoro di Milei e per l’Argentina?
“Da fare, e qui uso le parole di Javier, ‘c’è ancora moltissimo’, ma ciò che va rimarcato è che nel dicembre 2023 l’Argentina era un paese fallito, con un’iper-inflazione del 17.000% alle porte ed era completamente chiusa al mercato internazionale. Milei – che si ricandiderà nel 2027 – ha una sola idea in testa, trasformare l’Argentina nel paese più libero del mondo. Se anche venisse rieletto, ciò non accadrà entro il 2031, ma se sarà ancora lui il presidente, nel 2031 l’Argentina finirà per essere tra i 10 paesi più liberi del mondo.

Come si sta muovendo il movimento libertario in Italia e cosa sta facendo per la diffusione delle idee libertarie e anche per una maggiore e più corretta conoscenza del lavoro teorico-divulgativo e pratico-governativo di Milei?
Il Movimento Libertario diffonde idee di libertà (con convegni ed azioni di disobbedienza civile e fiscale) da 21 anni. Dopodiché, il Movimento Libertario è quello che ha fatto conoscere per primo Milei in Italia, nel 2019. Milei ha partecipato a due nostre assemblee, in diretta, online ovviamente. Ha presenziato – sempre in diretta, insieme a Lew Rockwell – alla presentazione di “Coronavirus, stato di paura”, il libro che ha anticipato tutte le nefandezze pandemiche, di cui oggi stiamo venendo a conoscenza grazie alla “Commissione d’inchiesta sul Covid” e ai diari di Anthony Fauci. Io stesso ho scritto la prefazione al libro di Javier intitolato “Pandenomics”, un volume durissimo contro i lockdown in Argentina.
Insomma, il Movimento Libertario ha sempre diffuso le idee di Milei, sul quale il primo libro scritto al mondo è stato il mio, nel 2020, prima che lui decidesse di entrare in politica.

Per una maggiore e più corretta conoscenza del lavoro teorico-divulgativo e pratico-governativo di Milei è, però, nato l’Istituto Javier Milei (www.istitutomilei.it), di cui faremo la presentazione ufficiale a Milano il prossimo 10 ottobre. L’Istituto ha come obbiettivo proprio quello di far conoscere l’azione riformatrice e liberal-libertaria di Javier e del suo governo. La speranza è che possa servire a seminare quelle idee che Milei incarna, affinché in questo paese statalista e socialista la libertà, quella vera, torni presto di moda.

Grazie Leonardo per questa lunga intervista in due puntate, con la quale ci hai offerto un quadro più approfondito sul lavoro titanico che il Presidente Milei sta compiendo alla guida di un paese che partiva da una situazione di crisi molto difficile. Avremo altre occasioni in futuro per risentirci e ci terrai aggiornati sugli sviluppi ulteriori del lavoro in corso, anche in vista delle prossime elezioni presidenziali argentine. Intanto ci aggiorniamo ad ottobre per la presentazione a Milano dell’Istituto Javier Milei.

Grazie, a presto e “Viva la libertad, carajo! “

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