Telemeloni è sempre più al Jazeera. Anche un po’ la TV dei ragazzi ovvero quei megafoni che indulgono nel conformismo opportunistico e vagamente infantile di chi milita, prende una posizione e non si preoccupa che sia fondata, seria, decente. Una cosa cabarettistica, alla signor Enzino Iachetti tutto sfondato sulla Palestina che non c’è, sull’immaginifico popolo di Palestina che non c’è, c’è quel che resta di una gente allo sbando che 20 anni fa votò unanime per i suoi persecutori e due anni fa li esaltava e si esaltava, all’unisono, per il massacro inumano del 7 ottobre. E oggi saluta la pax americana come un lavacro dai suoi stessi tragici errori.
Oggi la nostra al Jazeera agli strozzapreti celebra con tanto di nastrino nero, sfoggiato dai conformisti, i 250 presunti giornalisti ammazzati dagli israeliani: quando tutti sanno che erano la più parte propagandisti di Hamas infilati dappertutto, come quel provocatore di cui si piange l’ennesima morte, risorto le infinite volte dalle sue ceneri e dalle sue truffe, dalle sue menzogne nel terrorismo militante.
Ma i nostri correttopensanti, tutti con nastrino poco prima della partita con Israele, divisi tra il non giocarla e il giocarla e vincerla per non mandare quei porci al mondiale. Oscenità sentite da chi dovrebbe occuparsi di sport e sostiene di farlo. Anche quell’altro lo Jacopo Cecconi dal compagnismo toscano, fucecchiese: col cavolo che è stato frainteso, che ha patito un lapsus, voleva dire esattamente quello che ha detto, “eliminare Israele almeno dal campo”, e come non sentirci allusione a soluzioni più definitive? Mi son preso la briga di visitare due minuti i profili social di questo eroe e ogni dubbio residuo è evaporato.
Nastrini neri per i colleghi di Hamas, niente per gli ebrei trucidati: gracidano solidarietà nel pantano degli opportunisti, mandano segnali per dire: Telemeloni passerà ma noi resteremo, fedeli alla linea. Per far capire chi continua a comandare davvero e a chi conviene continuare a dimostrarsi servili. Alla suddetta pupilla di Donald, se lo accetta, un consiglio: è comprensibile venire sovraesposizione, esaltata dalla televisione di Stato, ma un conto è il fatto personale e un altro il servizio pubblico per gli utenti: qui davvero non ci siamo, la tele di regime continua nel suo schierarsi e peggiore schierarsi.
Il modo di raccontare quest’altra pagina di conflitto a Gaza ha rasentato spesso l’indecenza, come quando si è trovato il modo di negare il 7 ottobre in tutto il suo sconfinato orrore, o con l’esaltazione stupida della Flotilla e dei suoi truci eroi, per non dire della propaganda per Hamas in funzione partitica, fino ad equiparare ostaggi a ostaggi, di qua le larve tenute sottoterra durante anni, di là i tagliagole liberati per le indecenti ma necessarie compromissioni della tregua. Sempre confidando nella igienica soluzione Mossad. Non si è capito molto della faccenda a Gaza e quello che si è capito era distorto, falsato, fino ai nastrini neri per i militanti di Hamas spacciati per giornalisti come piace all’ONU delle Albanese, l’ONU piena zeppa di ceffi legati ad Hamas, a Hezbollah, alla galassia del terrorismo mediorientale.
Una pagina questa sì nera, che con parecchia buona volontà può venire concessa a un network privato, ma che per la pubblica emittenza è ingiustificabile, imperdonabile.
Max Del Papa, 15 ottobre 2025
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