La Guardia Civil spagnola è entrata nella sede nazionale del PSOE, in calle Ferraz a Madrid, per acquisire documentazione nell’ambito dell’inchiesta sul cosiddetto “caso SEPI”, che vede tra gli indagati l’ex militante socialista Leire Díez. A riferirlo è il quotidiano spagnolo El País, secondo cui l’operazione è stata disposta dal giudice dell’Audiencia Nacional Santiago Pedraz. Gli agenti della Unidad Central Operativa (UCO), il reparto investigativo della Guardia Civil specializzato nei grandi casi di corruzione, hanno chiesto al partito documenti legati alle attività finite sotto la lente della magistratura. Parallelamente sono state effettuate perquisizioni anche nelle abitazioni di alcuni ex dirigenti socialisti e dell’imprenditore Javier Pérez Dolset.
L’intervento degli agenti, ci tiene a precisare Pedro Sanchez, è “una richiesta di informazioni e non a una perquisizione”, ma “non si sottovaluta la gravità”. “In caso di irregolarità”, promette il premier spagnolo, il partito “agirà con la stessa determinazione di sempre” e prenderà provvedimenti. “Siamo pronti a una totale collaborazione con la giustizia, che rispettiamo”, ha aggiunto Sánchez che si trova a Roma.
Secondo quanto trapela, l’indagine riguarderebbe un presunto “complotto volto a destabilizzare procedimenti giudiziari che riguardavano il Partito socialista o il governo“. Oltre a questo, ci sarebbero anche possibili illeciti finanziari. Le ipotesi di reato vanno dall’associazione a delinquere alla corruzione, passando per l’istigazione alla falsa testimonianza, la divulgazione di segreti, il traffico di influenze e falso in atto commerciale.
Scrive El Pais che “il giudice sta esaminando una serie di pagamenti effettuati dal PSOE (Partito Socialista Operaio Spagnolo) a Leire Díez, con il sospetto che siano stati utilizzati per finanziare presunte campagne di disinformazione contro giudici, pubblici ministeri e membri delle Forze di Sicurezza dello Stato“. Secondo il quotidiano spagnolo, non sono ancora state trovate prove di finanziamenti illeciti al Partito Socialista ma “l’indagine si concentra su pagamenti in contanti che sarebbero stati mascherati da false fatture”. Tutto nascerebbe quando “nel maggio 2025” El Confidencial pubblica “delle registrazioni audio in cui si sentiva Leire Díez parlare con l’imprenditore Alejandro Hamlyn (anch’egli indagato dalla Corte Nazionale), l’avvocato Jacobo Teijelo e l’imprenditore Javier Pérez Dolset”. Nastri da cui emergerebbe che l’ex membro del Psoe “stava cercando di ottenere informazioni riservate da ufficiali della Guardia Civil e procuratori” su casi “come quelli che coinvolgevano il fratello e la moglie di Pedro Sánchez”. In cambio, Dìez avrebbe offerto “accordi con la Procura della Repubblica, la Procura dello Stato e l’Agenzia delle Entrate della Navarra”. Va detto che la diretta interessata ha sempre negato tutto.
Parallelamente il suo nome compare anche in una inchiesta in una presunta rete di tangenti e favori negli appalti pubblici collegati alla SEPI, la holding statale spagnola che controlla numerose aziende partecipate. Tra gli indagati figurano Leire Díez, ex esponente del PSOE, Vicente Fernández Guerrero, già presidente della SEPI, e l’imprenditore Antxon Alonso, vicino all’ex numero tre socialista Santos Cerdán. Gli investigatori sospettano che tra il 2021 e il 2023 il gruppo abbia orchestrato un sistema di commissioni illegali attraverso la società Mediaciones Martínez S.L., con operazioni contestate per un valore complessivo di circa 133 milioni di euro. Secondo gli inquirenti, i contratti sospetti riguarderebbero società pubbliche o controllate dallo Stato come Mercasa, Enusa, Sepides, Forestalia e Tubos Reunidos.
Il caso Leire Díez è diventato negli ultimi mesi uno dei fronti più delicati per il governo guidato da Pedro Sánchez.
L’ingresso degli uomini della Guardia Civil nella sede del PSOE ha immediatamente acceso lo scontro politico. Il leader del Partito Popolare Alberto Núñez Feijóo ha parlato di “situazione agonica” per il governo e ha chiesto elezioni anticipate, accusando l’esecutivo socialista di aver trascinato la politica spagnola in una crisi senza precedenti. Dal governo, invece, è arrivato un richiamo alla presunzione di innocenza e al rispetto dell’operato della magistratura. Il Primo Vice Primo Ministro e Ministro dell’Economia Carlos Cuerpo ha invocato “tolleranza zero per qualsiasi tipo di comportamento irregolare o illegale” e ha chiesto “rispetto per i processi giudiziari e la presunzione di innocenza”. E infatti Sanchez torna ad escludere elezioni anticipate: “Non posso indire elezioni per interessi di parte – ha spiegato a Roma dopo l’incontro con Papa Leone XIV – Non sto dicendo che la stabilità che abbiamo raggiunto in questi ultimi otto anni con me alla guida del governo, in circostanze molto difficili, con crisi di straordinaria complessità, sia un fine a sé stessa, ma è chiaramente uno strumento importante per ottenere i risultati economici che stiamo registrando. Alcuni colleghi mi chiedono esplicitamente di anticipare le elezioni perché sanno che avrei la maggioranza parlamentare al governo e al Congresso, il che mi permetterebbe di governare con molta più facilità, e lo capisco, ma non posso indire elezioni per interessi di parte, devo indire elezioni per l’interesse generale dei cittadini”.
È di ieri invece la notizia del sequestro di diversi gioielli a Zapatero, l’ex leader socialista, anche lui idolo della sinistra italiana.
Articolo in aggiornamento
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