Cronaca

Terrorizzo, assumo, licenzio: ecco l’ultimo regalino del Covid by Conte-Speranza

Circa 500 operatori del call center del numero di emergenza attivo durante la pandemia non hanno più un lavoro

Giuseppe Conte e Roberto Speranza e i danni derivanti dalla gestione del covid Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Dopo oltre cinque anni dall’inizio dell’era infausta delle restrizioni sanitarie, ancora oggi prosegue l’onda lunga degli effetti collaterali delle misure decise sotto “l’infallibile” direzione della coppia Conte-Speranza.

In particolare, accade che circa 500 operatori dei call center di Almaviva Contact, azienda che da molti anni sta delocalizzando all’estero molti dei suoi centri per ovvie ragioni economiche, hanno ricevuto una lettera di licenziamento, dopo aver usufruito della cassa integrazione dalla fine del 2022 al 31 luglio scorso.

In sostanza è accaduto che proprio in virtù, se così vogliamo dire, del contratto che l’azienda stipulò nel marzo del 2020 con il ministero della Salute diretto proprio da Speranza, questi dipendenti furono incaricati di rispondere alla valanga di chiamate al numero 1500, predisposto dai geni della pandemia per rispondere ai dubbi delle persone, dopo averle terrorizzate in ogni modo e maniera, in merito all’emergenza coronavirus. Dopodiché, finita l’era terrorizzante, contestualmente ad un radicale cambiamento nel governo del Paese, il servizio è stato dismesso, con le conseguenze appena menzionate.

D’altro canto, così come accadde per i famosi navigator inventati per implementare il reddito di cittadinanza, anche in questo caso deve aver giocato un ruolo il keynesismo della caciotta che in quel periodo albergava a Palazzo Chigi.

Emulando l’idea molto banalizzata di John Maynard Keynes, secondo la quale in epoca di crisi, onde aumentare l’occupazione, si potrebbero assumere molte persone a scavare buche per poi riempirle, si sarà ritenuto meritorio realizzare un servizio telefonico altrettanto inutile, dal momento che in quel periodo si diceva tutto e il contrario di tutto in ogni ambito gestito dalle autorità politiche e sanitarie e, conseguentemente, in quello dell’informazione.

Inoltre, questo non sarà certamente l’unico caso di idiozie keynesiane della caciotta che quello stesso periodo – basti pensare alla follia del bonus edilizio 110% – ci ha portato in dono, nel quale si è evidentemente pensato in questo modo di sopperire alla sciagurata decisione di paralizzare l’economia per un tempo lunghissimo. Ma alla fine, come dice il saggio, tutti i nodi vengono al pettine.

Claudio Romiti, 6 agosto 2025

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