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Tim, le trame di Bassanini (alla faccia di dipendenti e utenti)

Nella grande battaglia per la banda larga, Franco Bassanini, l’unico deputato schiaffeggiato a Montecitorio per i suoi cambi di casacca nella Prima Repubblica, sta avvelenando i pozzi.

Con più tweet ha sbeffeggiato Franco Debenedetti, reo di aver detto la sua in materia, e ha seminato zizzania all’interno di TIM, pur essendo presidente della società concorrente “Open Fiber”. Il signor Lanzillotta – per via della stimatissima moglie – dopo l’esperienza in Cdp, che Renzi gli stroncò nonostante i suoi piagnistei, oggi si muove sul fronte della fibra. Da presidente di Open Fiber infatti ha fatto fuori un amministratore delegato di spessore, Tommaso Pompei e si accinge ora a fare altrettanto con Elisabetta Ripa, una manager che Francesco Starace, socio al 50% (l’altra metà è di Cdp), aveva scelto per questa azienda voluta da Renzi principalmente per fare dispetto alla Tim, allora in mano a Vincent Bolloré.

Bassanini agogna un suo adepto alla guida operativa di Open Fiber o in qualche posto chiave di TIM, per poterlo poi candidare a capo della società unica della rete, quando si farà la fusione tra la società di Enel-Cdp e la rete di Tim scorporata dalla ex monopolista.

Su chi punta il signor Lanzillotta? Come sempre su più cavalli, in modo da ridurre il rischio di errore. Per scoprirlo basta soffermarsi sulla lista delle persone invitate nella sua casa al Fleming, sempre impreziosite dagli amici piddini più cari, da Gentiloni a Padoan e De Vincenti. Ma anche manager: da Mario Rossetti, direttore finanziario di Open Fiber, fino a Stefano Lorenzi, ex amministratore delegato di Sirti, e Roberto Sambuco, partner di Vitale & Co., oggi suggeritore del Fondo Elliott, che con il solo 3% vuole gestire TIM, contro il 25% di Vivendi.

Nel giardino del suo pianoterra poi non manca Luigi Gubitosi, con il quale ha avuto contatti dopo la nomina al posto di Amos Genish in Tim, a cui Fulvio Conti, nell’insolita veste di poliziotto cattivo, non vuole neppure pagare la liquidazione. Quanto a Gubitosi, manager prudente e di lungo corso, Bassanini avrebbe offerto i servigi di un suo fraterno amico, Bernard Spitz, potente lobbista parigino di scuola Attali, per recuperare i rapporti con Vivendi in modo che, se Bolloré dovesse convocare un’assemblea Tim e vincerla, potrebbe essere ancora della partita.

Anche perché il bretone, a questo punto, è pronto a giocarsi tutte le sue carte, acconsentendo pure ad uno spezzatino che prevede una società per la rete ed una per i servizi, formalizzata sui contenuti e sui clienti, che completerebbe il modello di business di Mediaset con cui i contatti riservati sono in corso attraverso i soliti Franco Bernabè e Tarak Ben Ammar che si offrono da mediatori. Ed in questo disegno Cassa Depositi e Prestiti guidata con piglio da Fabrizio Palermo avrebbe finalmente un ruolo, aumentando la propria partecipazione fino al 10% per mettere fine anche al pollaio tra azionisti e dirigenti. Davanti a questi scenari l’ex commissario Alitalia Luigi Gubitosi preferisce evitare forzature, ben ricordando la vincente partita di poker che ha giocato per esaudire il suo sogno di volare su TIM, favorito soprattutto dalle telefonate di fuoco che John Elkann ha fatto a tutti i consiglieri e ad Alberto Nagel, ad di Mediobanca, affinché non procedessero alla nomina di Alfredo Altavilla, accusato di lesa lealtà, al posto del colonnello Genish.

Quanto ai dipendenti Tim, e soprattutto agli utenti, nessuno sembra più occuparsene.

Luigi Bisignani, Il Tempo 2 dicembre

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7 Commenti

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  1. Caro dott. Porro sono uno dei circa 1300 piccoli operatori internet italiani una massa silenziosa di imprenditori che ha portato internet in ogni dove, specialmente nelle aree a fallimento di mercato dove i grandi operatori non hanno avuto interesse economico ad investire. La rete unica potrebbe essere un grande passo in avanti per il paese ma solo se si rivede in chiave moderna la vigente legislazione che penalizza i piccoli in favore dei grandi. Se vuole sentire le nostre ragioni e dare spazio nelle sue pagine anche a chi quotidianamente lavora per la crescita del paese può contattare Assoprovider. Grazie

  2. buonasera
    nel caso fosse sfuggito … vi aggiorno come procede “il controllo della rete” e l’operazione OF&TIM
    https://www.facebook.com/photo.php?fbid=2180400302199895&set=a.1712637088976221&type=3&theater

    E’ un emendamento del Senato a cui i provider internet indipendenti (www.assoprovider.it) stanno cercando di opporsi.
    grazie dell’attenzione e di eventuali contributi
    Assoprovider

  3. “Il signor Lanzillotta – per via della stimatissima moglie”

    Ho letto da qualche parte che questa stimatissima moglie si è occupata anche di girare in lungo e in largo la penisola promuovendo, presso le amministrazioni locali l’acquisizione di prodotti derivati che spesso e volentieri hanno avuto risultati decisamente tossici.
    E’ per questo che la Signora è stimatissima? e da chi?

  4. Beh, se è per questo Bassanini ha anche silurato (via newsletter della fondazione Astrid) Stefano Siracusa, attuale responsabile della funzione aziendale di Tim di cui fa parte Open Access, la futura (…?) NetCo. Lo ha fatto rivelando che era l’autore, sino ad allora anonimo, di una bozza di piano di scorporo della rete di accesso fisso.
    https://www.startmag.it/innovazione/ecco-il-piano-per-la-rete-unica-tim-open-fiber-a-guida-cdp-lappunto-di-siragusa-tim/

  5. Da il caso che dopo molti anni di vita, e avendo speso i miei recenti 30 anni
    in pensione leggendo, e non avendomi mai posto un dubbio sul sistema denocratico, mi accade di star leggendo il saggio “The nature of democracy” sdi Sumner Maine pubblicato nel 1875. Il motivo della mia scelta di lettura é l’ammirazione che ho per l’autore di “Ancient Law”, l’opera che crea la Giurisprudenza Comparata. E qui viene la sorpresa, l’articolo del signor Bisignani rappresenta una delle tante debolezze che Maine trova in quella forma di governo che chiame una monarchia invertita e in particolare analizza l’effetto della divisione del nuovo sovrano in partiti. La presenza di quest¡ultimi porta con se un elemento fondamentale: LA CORRUZZIONE dove c’é il principio del vincitore piglia tutto per compensare i fedeli e compensare le lobby che lo hanno aiutato. Tutto previsto gia 135 anni fa da un gran pensatore morto nel 1887 che si basa non solo sulla sua esperienza ma anche su pensatori anteriori come Hobbes e Bentham, tutti sconosciuti alla nostra plebe politica.

  6. ovunque ti giri, gira e rigira sono tutti dei sauri khazari, quindi niente di qualità! fin quando gli affari stanno in mano a questa gente non ci sarà MAI nulla di buono!
    basta sauromati!

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