Toc toc, dottoresse getta-farmaci: sapete quante scoperte mediche sono israeliane?

Alla Casa della Salute di Pratovecchio Stia buttati "simbolicamente" nel cestino medicinali di aziende israeliane. Devono vergognarsi

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Medici gaza

Proprio alcuni giorni fa, per la precisione il 17 agosto, avevo scritto un articolo nel quale mettevo in luce quelle che secondo me sono le varie facce dell’antisemitismo in Europa. Ma il famoso humus nauseabondo a cui mi riferivo ha dato nuova prova di sé e, a questo punto, il giornalista che c’è in me non può che scriverne per futura memoria.

Antisemitismo o antisionismo, si tratta della stessa sindrome, è il frutto di un’epidemia che si sta propagando più veloce di quello che riuscì a fare il Covid 19 qualche anno fa. Francia, Spagna, Irlanda, Belgio, Olanda, Gran Bretagna, Canada e Australia sono attualmente le più colpite. La lista è lunga e anche l’Italia occupa posti di primo piano anche se la parte civile, quella più silenziosa, ancora fa sperare.

Di esempi ne abbiamo registrati diversi, ma quelli che hanno avuto più rilievo nelle ultime ore sono due. Il primo arriva dalla Puglia dove ha avuto vasta eco, sui giornali e su molte piattaforme vicine a certe ideologie che quasi festeggiavano, l’esclusione di Israele dalla Fiera del Levante di Bari. Magistrali le ultime righe del comunicato dove si diceva che nessun’altra nazione era esclusa, solo quella degli ebrei. Andavano bene tutti, dall’Iran alla Corea del Nord, da Cuba alla Russia e alla via così, trovandoci a Bari il termine marinaresco ci sta bene.

No, non si trattato di solo antisemitismo ma anche di stupidità allo stato puro, le due cose spesso vanno in comune, e ne spiego anche il motivo. A seguito del rumore creato dalla querelle, ho preso informazioni e ho scoperto, questo è quanto mi risulta, che non c’era stata nessuna richiesta di partecipazione alla fiera barese da aziende israeliane governative o private. Davanti a questo nulla si è creata in me la certezza che in Israele non c’è e non c’era interesse a partecipare. A questo punto la domanda sorge spontanea: se da Gerusalemme non era partita nessuna richiesta di partecipazione con stand pubblici o privati, perché far vedere che lo Stato Ebraico era escluso? Neanche al Cinema riescono a scrivere sceneggiature fantascientifiche così intrigate.

Altro giro altra corsa e ci ritroviamo a nella Casa della Salute di Pratovecchio Stia, dove la dottoressa Rita Segantini e l’infermiera Giulia Checcacci si sono riprese mentre buttano nel cestino farmaci prodotti da TEVA. La famosa azienda che produce farmaci di tutti i tipi, da quelli da banco a quelli salvavita, a basso costo. Sì, avete capito bene, hanno girato e messo in rete un filmato dove si vedono le due professioniste che buttano nel cestino, in camice per cui in orario di servizio, dei farmaci prodotti dalla TEVA. Questa messinscena andata in scena, scusate il gioco di parole, all’interno di una struttura sanitaria pubblica che dovrebbe curare e non fare propaganda, avrebbe dovuto sollevare proteste e levate di scudi, ma il silenzio, almeno per ora, regna sovrano.

È presumibile che i farmaci gettati siano stati pagati con denaro del contribuente, non erano beni privati delle due professioniste ma risorse della sanità pubblica. Davvero potevano farlo? Per alimentare l’antisemitismo che regna sovrano si poteva in linea di massima decidere di non comprare più farmaci prodotti dagli ebrei israeliani, solo dagli israeliani però perché la lista dei farmaci nati da scoperte della mente ebraica è talmente vasta che un boicottaggio generale porterebbe a un drastico ridimensionamento delle aspettative di vita.

Non conviene, antisemiti sì, ma mica scemi.

A proposito, una notizia che agli antisionisti andrà di traverso: per la prima volta in Israele sarà impiantato un midollo spinale ingegnerizzato che in futuro potrebbe permettere alle persone che hanno perso le capacità motorie di camminare nuovamente. Si tratta di una vera speranza per le persone rimaste paralizzate a causa di malattie o incidenti.

Un team di ricercatori dell’Università di Tel Aviv è riuscito a far crescere un midollo spinale umano da cellule staminali e dopo diversi esperimenti sugli animali che hanno prodotto risultati soddisfacenti, il Ministero della Salute dello Stato di Israele ha recentemente autorizzato il passaggio alla sperimentazione sull’uomo. Durante una conferenza stampa il Professor Tal Dvir, luminare nel campo delle biotecnologie, ha dichiarato: “Abbiamo dimostrato di poter trattare animali con lesioni croniche e nell’80% dei casi l’animale sottoposto a operazione di trapianto del midollo creato in laboratorio è tornato a camminare perfettamente”.
Dopo l’autorizzazione alla sperimentazione umana si avvicina ora la fase di test reale: il primo intervento chirurgico sull’uomo, che potrebbe far camminare di nuovo un paralizzato, verrà eseguito entro un anno.
Immaginate una realtà in cui una persona che ha perso la capacità di camminare a causa di una malattia, un incidente o per altri motivi possa rimettersi in piedi dopo un’operazione chirurgica.

La domanda da porre alla dottoressa Rita Segantini e all’infermiera Giulia Checcacci è la seguente: se, come tutte le persone di buon senso sperano, la sperimentazione avrà successo e in un prossimo futuro si potrà dare una speranza a coloro che sono rimasti paralizzati, anche queste terapie dovranno essere buttate nel cestino insieme ai farmaci della TEVA? Ogni medaglia ha però il suo rovescio, i cittadini che abitano nella zona di Pratovecchio Stia adesso sanno dove non andare per farsi curare.

Un’ultima cosa, questa di carattere internazionale. Vi ricordate il gruppo di 47 turisti israeliani che erano rimasti bloccati a Sarajevo, in Bosnia, perché i loro passaporti consegnati alla reception dell’hotel per la registrazione sono finiti nel cestino e da lì direttamente nei camion della nettezza urbana fino a una discarica? Ecco, si trattava di 47 persone di etnia araba e religione musulmana. Questa non è una scusante e neanche ridimensiona la portata dell’atto, sempre di passaporti israeliani si è trattato, ma spiega in qualche modo il virus che gira incontrastato e colpisce alla cieca. È bastato leggere State of Israel sui passaporti e questi sono finiti nel tritadocumenti.

Come una capote rossa davanti agli occhi del toro è bastato leggere Israel da qualche parte e sono partiti alla carica riuscendo a far incazzare anche la comunità arabo-israeliana. Se non esistessero certi soggetti andrebbero inventati perché troppo divertenti.

Michael Sfaradi, 21 agosto 2025

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