Non è stata colpa del taser. Riccardo Zappone, un trentenne residente a San Giovanni Teatino, è deceduto il 3 giugno 2025 a Pescara in seguito a un intervento della polizia. La sua morte è avvenuta a poche ore dall’uso di un taser da parte degli agenti, che si trovavano sul luogo di una presunta rissa nel quartiere San Donato. I fatti sono ora al centro di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Pescara. Tre persone, rispettivamente di 61, 55 e 37 anni, sono indagate per lesioni personali aggravate, in quanto sospettate di aver preso parte al conflitto che ha preceduto l’intervento delle forze dell’ordine. Secondo la Procura, la causa della morte è stata una “sommersione interna emorragica da trauma toracico chiuso” e non la scarica elettrica.
In base alle prime ricostruzioni, Zappone sarebbe stato “percosso con violenza, anche mediante l’uso di un bastone di legno, sino a subire ferite sanguinanti”. Dopo la rissa, gli agenti intervenuti hanno fatto ricorso al taser per immobilizzarlo visto che stava opponendo resistenza. Trasportato in questura, Riccardo si è sentito male poco dopo e, nonostante i tentativi di soccorso del 118, è morto in ospedale.
Riccardo viveva da solo ed era seguito dal Centro di Salute Mentale di Chieti per problemi psichiatrici. In passato era stato già sottoposto a trattamenti sanitari obbligatori (TSO). Suo padre, Andrea Zappone, noto maestro di musica, ha spiegato che il figlio lottava contro una dipendenza dalle droghe. Ha riferito di aver avuto una telefonata con Riccardo poco prima della tragedia, durante la quale il ragazzo mostrava segni di agitazione. “Che motivo c’era di arrestarlo se era noto per la sua patologia? Non era più opportuno chiamare il 118 e disporre un TSO, come avvenuto in altri casi?”, ha dichiarato Andrea Zappone. La famiglia, visibilmente scossa dai fatti, esprime la volontà di fare chiarezza su quanto accaduto.
L’autopsia e le indagini in corso
Ieri il medico legale ha eseguito l’autopsia sul corpo di Riccardo. Dopo l’analisi, la Procura ha diffuso un comunicato per spiegare che non vi sono state correlazioni tra l’uso del taser e la morte del giovane. “Il consulente tecnico medico legale del pm, professor Cristian D’Ovidio dell’Università G. d’Annunzio di Chieti e Pescara – si legge in una nota del procuratore della Repubblica, Giuseppe Bellelli – all’esito dell’esame autoptico eseguito a norma dell’articolo 360 c.p.p., ha chiarito che il decesso di Riccardo Zappone avvenuto in Pescara il 3 giugno 2025 è stato causato da ‘sommersione interna emorragica da trauma toracico chiuso’ e che l’utilizzo del taser da parte del personale di polizia non ha avuto alcun ruolo ai fini del determinismo della morte“. “Gli accertamenti – prosegue la nota – saranno completati anche con esami tossicologici e istologici sui prelievi eseguiti. Le indagini della Procura della Repubblica di Pescara sono in corso, al fine di accertare fatti, circostanze e responsabilità della morte violenta del trentenne Riccardo Zappone, vittima in condizione di particolare vulnerabilità”.
Gli inquirenti stanno indagando sul ruolo della rissa avvenuta prima dell’arrivo della polizia e su eventuali ritardi nei soccorsi. I cellulari di uno dei sospettati sono stati sequestrati per ricostruire i fatti e individuare altri potenziali responsabili dell’aggressione avvenuta nell’officina.
Le reazioni politiche al caso
La vicenda ha scatenato un dibattito sull’uso del taser da parte delle forze dell’ordine. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha espresso cordoglio alla famiglia e annunciato verifiche approfondite. Anche il vicepremier Matteo Salvini è intervenuto, difendendo l’uso della pistola elettrica: «Il taser salva vite e previene reati. Le forze dell’ordine non lo usano senza motivo».
Posizioni opposte arrivano da esponenti della sinistra. Maurizio Acerbo, segretario di Rifondazione Comunista, chiede la messa al bando dell’arma: “Solleva interrogativi etici e legali, soprattutto nei confronti delle persone vulnerabili”. Marco Forconi di Fratelli d’Italia, invece, invita a non condannare l’uso del taser basandosi su un singolo evento, sottolineando che «tutela la sicurezza di tutti, inclusi i fermati”.
Articolo in aggiornamento
Da oggi puoi aggiungere Nicolaporro.it alle tue fonti preferite su Google visitando questa pagina e spuntando la checkbox a destra
Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


