Torino, che schifo i professori sottomessi agli studenti comunisti

I collettivi di “Cambiare Rotta” ordinano, l’Università esegue. Il motivo? Bocciare gli accordi con le università israeliane

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torino studenti israele

Quello che è successo in un ateneo di Torino è una cosa che fa schifo. Adesso ve la racconto. Nella foto che ho vi fatto vedere nella Zuppa di stamani, c’è il senato accademico dell’Università di Torino con dietro dei ragazzi di “Cambiare Rotta”. Sono dei giovani studenti che si definiscono comunisti. Sì, si definiscono giovani studenti comunisti nel 2024! Hanno nostalgia per i tempi delle Brigate Rosse e non fanno parlare nelle università gente liberale come Daniele Capezzone perché ci considerano tutti fascisti.

Questi giovani studenti comunisti entrano dunque durante il senato accademico e dicono ai professori di votare una lettera per bocciare gli accordi con le università israeliane. Potete pensarla come vi pare su Gaza, ma se 70 ragazzi comunisti entrano durante il senato accademico dell’Università di Torino non è normale che quei vigliacchi dei professori non dicano nulla. Perché questo è il problema: i professori con la loro cravattina che cedono di fronte a 70 esagitati e votano una norma per boicottare i rapporti con le università israeliane. Non è tanto quello che hanno fatto che è disgustoso, ma soprattutto il loro essere vigliacchi. Non c’è uno di loro che si sia alzato e abbia detto “voi non rappresentate il corpo studentesco”.

I professori hanno semplicemente seguito le urla di un gruppo di giovani di estrazione comunista. E questi dovrebbero essere quelli che insegnano il futuro ai nostri ragazzi? Cari studenti dell’Università di Torino, dovete essere voi per primi ad essere indignati. Non per Israele, ma per la pavidità di questi insegnanti. Che fine hanno fatto i professori di un tempo che non si facevano mettere i piedi in testa da quattro estremisti comunisti o fascisti?

Nicola Porro, dalla Zuppa di Porro del 20 marzo 2024

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