Toyota ammette la farsa dell’auto elettrica

Akyo Toyoda toyota
Akyo Toyoda toyota

Alcuni anni fa mi ritrovai a dibattere con l’amico Corrado Clini (che è stato anche Ministro all’Ambiente) e con l’economista Francesco Venturini, che era (e forse lo è tuttora) Ad di Enel-X, un’azienda con propositi nel settore dell’energia tanto buoni quanto speranzosi (ma, non dimentichiamo, a volte chi di speranza vive…).

Flop in Cina

Nel dibattito di allora stavo cercando invano di presentare le mie forti perplessità sullo sbandierato futuro sviluppo dell’auto elettrica. Né Clini (che di suo è un medico), né Venturini (che di suo è un economista) intendevano sentir ragioni. Già nel 2012 Clini, ministro, ebbe a dire che «entro due anni» in Cina ci sarebbero state più di 1 milione d’auto elettriche in circolazione. I due anni sono passati da sei anni e in Cina d’auto elettriche ce n’è oggi, sì e no, un terzo di quelle che avrebbero dovuto esserci, secondo Clini, sei anni fa. E non ho capito chi le guida, ammesso che le guidi qualcuno.

Venturini auspicava non so quanti punti di ricarica per auto elettriche in Italia. Alle mie due obiezioni – 1. si arrugginiranno prima che saranno mai usati e 2. ove così non fosse quale energia elettrica dovrebbe alimentarli – il giovane economista si spazientiva. In effetti, da quando la questione energetica è stata tolta agli ingegneri e messa nelle mani degli economisti, il mondo, sul punto, è nei guai. Su quella questione, il mix economisti più politici, poi, forma una pericolosissima miscela esplosiva.

Automotive al collasso

Per fortuna nel mondo c’è anche chi ha la testa sulle spalle. Trattasi di Akyo Toyoda, presidente della Toyota Motor Corporation. Il quale avrebbe prima dichiarato che l’auto elettrica è sopravvalutata, poi avvertito che il perseguirne lo sviluppo farà collassare l’industria automobilistica con conseguente perdita di milioni di posti di lavoro, e infine si è interrogato se i politici comprendono quel che dicono quando dicono di perseguire il modello di trazione elettrica.

Ma già tre anni fa Sergio Marchionne ammetteva sconsolato: «Abbiamo lanciato la 500 elettrica cinque anni fa in California, ma perdiamo 20.000 dollari per ognuna di quelle auto che lì vendiamo».

Auto elettrica come utopia

La storia dell’auto elettrica è antica: nell’anno 1900 oltre un quarto delle automobili prodotte negli Usa erano elettriche. Scomparvero dalla scena nel giro di pochi anni. La ragione è tecnica, ma l’ottimismo ogni tanto ritorna, una volta come auto-a-idrogeno, un’altra volta con le batterie al litio. Ma più che ottimismo è wishful thinking – una gran brutta malattia.

Le ragioni tecniche le abbozzo da quasi vent’anni sul Giornale e le ho ripetute in questo sito nell’articolo L’utopia dell’auto elettrica, alla fine del quale stimavo l’impegno economico per alimentare il presunto parco-auto elettrico italiano: da 150 miliardi in 40 reattori nucleari a 3000 miliardi in parchi fotovoltaici.

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113 Commenti
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Marco
Marco
22 Dicembre 2020 9:08

Ho letto tutti i commenti.
C’e’ chi le spiega come i dati di partenza siano falsati, come ignorare i progressi nella tecnologia delle batterie e del paniere energetico sia sbagliato.
C’e’ chi le spiega come il ciclo di vita di un auto elettrica sia molto più lungo di una ICE e quindi produrrà benefici per molti più anni.
Ma il commento che mi è piaciuto di più è il più schietto:
“ma sei scemo ? “

Enrico
Enrico
21 Dicembre 2020 20:25

In natura nulla si crea e nulla si distrugge. L’elettricità come la produco? Come conservo l’eventuale eccedenza? Queste domande hanno molteplici risposte, ma quali sono quelle più economiche, quali quelle più ecologiche?
Poi c’è il problema del rifornimento che ho avuto occasione di esaminare avendo una autorimessa, ma non ci sono incentivi d’alcun genere e l’assorbimento per la ricarica è notevole.
Quindi soluzione è l’ibrido, ma non risolve il problema della disponibilità futura dei vari carburanti.
Come per l’eolico, i soli costi energetici dei “ventilatori”, per la loro produzione, trasporto ed installazione, sono enormi e non compensabili con l’uso, in quanto necessitano anche di manutenzione.
I pannelli fotovoltaici si esauriscono e vanno sostituiti ed anche per loro vale lo stesso discorso dei “ventilatori”.
Al momento solo l’idroelettrico già totalmente ammortizzato risulta in attivo e non inquinante.
Il nucleare non si è sviluppato più e quindi al momento non in discussione.
Tirare le conclusioni in proposito non è difficile e i consumatori lo sanno fare.
Gli idealisti propongano soluzioni e tutti ne saremmo estremamente felici.
PS. Il rame è essenziale per i motori elettrici e anche questo è un enorme problema.

Alessandro
Alessandro
21 Dicembre 2020 17:22

Tesla supera Toyota: la casa automobilistica di Elon Musk ha il più alto valore al mondo

Franco Battaglia
Franco Battaglia
21 Dicembre 2020 7:00

@Fabio
I calcoli del video che lei suggerisce sono sbagliati. A cominciare dal numero di auto in circolazione e finire con la quantità di carburante per autotrazione consumato in Italia: il triplo dei valori dichiarati in quel video.

lui la plume
lui la plume
21 Dicembre 2020 2:01

Dai dati delle revisioni biennali si prende atto che il 70% delle vetture soggette a revisione percorre una media di 30 km al giorno. Presumo in citta’ dove la velocita’ e’ bassa e vi sono molte fermate dove l’auto elettrica sta ferma a consumo zero. Il parco batterie per fare 30 km e’ relativamente piccolo e probabilmente in un percorso misto una vettura ibrida elettrica potrebbe ricaricarsi in modo autonomo (penso a chi viene a lavorare a Milano percorrendo una parte autostradale con motore tradizionale ed una cittadina elettrica). Auto ibrida … realizzata aggiornando i modelli in circolazione inserendo il motore nelle ruote. Quel 70% di vetture che percorrono 30 Km al giorno tradotte in numero sono 24 milioni. Se si parte dall’obiettivo di colpire questo notevole mercato i prezzi di un kit di modifica puo’ non essere superiore ai 3/4 mila euro. … certo che se si punta ad obiettivi differenti si finisce con l’allungare la vita di un parco aute molto anziano (oltre i 18 anni) che quando va’ bene sostituisce poco piu’ di un milione di auto all’anno. Sarebbe opportuno andare incontro a chi puo’ passare all’elettrico senza creare problemi alla rete non cercare di creare problemi per cercare di risolverli con il nucleare “che e’ stato scartato da due refendum …. se si e’ ancora incerti… Leggi il resto »

Sergio
Sergio
21 Dicembre 2020 0:36

Che alcuni produttori di veicoli endotermici si lamentino per lo sviluppo della mobilità elettrica è normale. Hanno interessi diversi ed investimenti da proteggere ma questi sono in contrasto con l’evoluzione tecnologica e l’impatto ambientale oltre a favorire la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie e filiere produttive. 10 anni fa con il decollo delle fonti rinnovabili ed i sistemi di stoccaggio il mondo è cambiato ed imboccato una nuova strada ma qualcuno fatica ad accettarlo…pazienza se ne dovrà fare una ragione come accadde a Thomas Edison (fautore della corrente continua) ed il poco conosciuto ma geniale Tesla (inventore tra le altre cose dei sistemi di alimentazione a corrente alternata che attualmente utilizziamo ovunque), oggi, e non per caso, il suo nome è il brand di riferimento della mobilità elettrica …una lezione ed un messaggio per chi guarda al passato piuttosto che al futuro.

david
david
20 Dicembre 2020 21:42

Anche in questo mercato l’Italia risulta appesantita dalle assurde politiche energetiche dei nostri demagoghi da quattro soldi che hanno rinunciato alla forma di energia più pulita, il Nucleare…da cosa la produciamo l’energia elettrica? Forse dalle flatulenze

Valeriano limonta
Valeriano limonta
20 Dicembre 2020 21:42

Condivido questo articolo e se devo essere egoista spero molto che non sia la strada giusta soprattutto x le problematiche di ricarica e soprattutto x le batterie, ho aziende che lavorano nell‘ automotive e francamente x questo settore sarebbe una perdita di posti di lavoro.In questo particolare momento riesco a leggere nei primari costruttori un po‘ di incertezza x notevoli investimenti fatti che non hanno ritorno come vendite ,condivido auto Hibride e penso che ci sia molto spazio di miglioramento su combustione non dimenticando le necessità ambientali.Valeriano Limonta