Tra libertà e comunismo c’è incompatibilità assoluta

Croce ed Einaudi

Autore: Giancristiano Desiderio
Anno di pubblicazione: 2020
ACQUISTA SU AMAZON



Condividi questo articolo


Per gentile concessione dell’autore, un estratto da “Croce ed Einaudi. Teoria e pratica sul liberalismo”, libro di Giancristiano Desiderio, uscito da poco per Rubbettino. Per una settimana, tutte le sere, sul nostro sito troverete un’anticipazione, un piccolo boccone del libro appena uscito. Ecco la terza puntata.

La risposta di Einaudi è chiarissima: tra liberalismo e comunismo vi è «incompatibilità assoluta» perché là dove c’è una sola volontà – lo Stato, il Partito, il Capo – che impone il suo volere, lì non c’è libertà e perfino la stessa libertà del pensiero è negata se il pensiero non è esprimibile perché avverso all’unica volontà valida. Quindi la libertà vive per forza di cose quando c’è una certa dose di liberismo, anche se – specifica Einaudi – ciò non significa porre un’unità tra il liberalismo e uno dei tre “significati tecnici” prima illustrati.

In altre parole, il comunismo nega proprio quella pluralità che abbiamo visto essere indispensabile all’esistenza della libertà. Il liberismo storico, dunque – dice Einaudi affratellandosi con lo storicismo di Croce –, mostra non solo che vi è incompatibilità tra liberalismo e comunismo ma che è la stessa libertà a creare l’economia che le serve per vivere e, quindi, Einaudi sfugge all’eventuale critica di Croce di far dipendere in tal modo la vita libera e spirituale dall’economia. Era, questa, una conclusione che anche Croce poteva accettare. E, tuttavia, la discussione sarebbe continuata andando ancora più in profondità.

Giancristiano Desiderio, Croce ed Einaudi (Rubbettino 2020)

(3. segue)

Ti è piaciuto questo articolo? Leggi anche


Condividi questo articolo


26 Commenti

Scrivi un commento
  1. Davide V8

    Carissimo, certe volte penso che i nostri mondi siano davvero inconciliabili. Devo confessare che un mondo come lo immagini tu, in cui sia soltanto l’interesse personale e individuale a contare mi angoscia alquanto.

    Gli uomini hanno inventato le istituzioni per proteggersi fondamentalmente da se stessi, ma da come ne parli tu sembra che il diritto costituzionale sia sceso da un altro pianeta per opprimere l’individuo.

    “Un comunismo della mente” (sparso un po’ ovunque nel mondo) avrebbe generato tutto il male soltanto per l’interesse che avrebbe nel controllo della libertà individuale di ciascuno.

    La cosa sospetta è che ci si sente oppressi soltanto nell’esercizio dei propri doveri mentre al contrario si pretendono diritti illimitati addirittura anche nei confronti del sistema giudiziario di cui (secondo una certa propaganda) si è sempre vittime innocenti.

    Quello che mi colpisce di più leggendo i tanti post è l’assoluta mancanza di rispetto nei confronti delle istituzioni (gli uomini che le rappresentano vengono massacrati) e la totale assenza del più elementare senso dello Stato.

    E la cosa sconcertante è che tutto questo rifiuto delle istituzioni proviene proprio da un elettorato di destra.

    • Gli uomini hanno fatto evolvere le istituzioni per proteggersi dall’individualismo degli uomini che costituiscono lo stato, che non sono “tutti”, ma coloro che ne fanno parte.

      Re, principi, imperatori, feudatari, clero.

      Il diritto costituzionale nasce precisamente per difendere le persone normali da questi altri soggetti che *sono* lo stato.

      Limitazione del potere pubblico. Per questo nascono le costituzioni.

      Mi sembrano concetti abbastanza semplici e comprensibili, corrispondenti alla storia, corrispondenti al pensiero che ha determinato l’evoluzione costituzionale.

      Il punto è che non basta, e questi “uomini speciali” si sono “allargati” nuovamente troppo, determinando nuova eccessiva oppressione, potere nei confronti delle persone normali.

      Questo succede proprio perchè sono loro *per primi* ad essere “egoisti” ed “individualisti”, cioè a cercare il massimo per sè, e per i propri “cari”, dal potere che hanno a disposizione.

      Ricito per la millesima volta la teoria della public choice, che ha dimostrato chiaramente come funzioni così.

      Dobbiamo smetterla di raccontarci favole, di persone di stato “illuminate” ed altruiste, perchè sono appunto solo favole fuori dalla realtà.

      Sono rare e limitate eccezioni, in un trend chiarissimo ed inequivocabile.

      Il sistema giudiziario che garantisca processi “giusti” è precisamente uno di quei paletti sorti con l’ordinamento costituzionale, per limitare il potere del pubblico, garantendo il privato dall’arbitrio del potere, che deve appunto essere incanalato, ordinato, limitato.

      E garantire alcune cose, tra cui una “ragionevole durata” (legga art. 111 della costituzione italiana), e la *parità* tra accusa e difesa.

      Parità. L’accusa non è più bella perchè è statale, e la durata infinita è orrenda: questo è il medioevo, queste sono le barbarie.

      Non c’è bisogno di osannare lo stato, oggi, caro Sal.

      C’è bisogno di limitarlo e di vederne limiti e difetti, anzichè chiudere entrambi gli occhi di fronte a quanto accade, giustificarne ogni tipo di oppressione, e credere alle favole.

      Non mi importa nulla essere “di destra” o “di sinistra”: mi importano questi concetti, questi valori liberali.

      La sinistra difficilmente li rappresenta perchè sono l’antitesi delle sue fondamenta socialiste, basate sullo stato onnipresente, onnifacente, e che costringe chi non è d’accordo ad adeguarsi, con le buone o con le cattive.

      Pseudo altruismo a spese di chi viene costretto, contro la sua volontà, a parteciparvi.

      Per questo il socialismo è incompatibile con la libertà.

      Ma lo è anche una destra che dica le stesse cose, riavvicinandosi al fascismo (che infatti nasce dal socialismo).

      Non per nulla il secolo scorso è stato caratterizzato da questo totalitarismo statale un po’ ovunque, di destra o sinistra che fosse.

      Questo cancro ideologico è più vivo che mai, e lo è tanto più date per ovvie cose che non lo sono affatto.

      • Grazie per un esposto da “Statista”, e per questo dovrebbe essere stampato per un pubblico più vasto di quello disponibile da questo “blog”.

        (Il tuo commento precedente a Sal, lo stavi scrivendo contemporaneamente al mio, perché lo vidi appena finito la mia risposta a lui.)

      • C’è un anello debole nelle tue argomentazioni che secondo me fa crollare tutta l’impalcatura: non ci sono più imperatori e re.

        Le istituzioni (cancro della libertà) vengono liberamente scelte da TUTTI i cittadini periodicamente.

        • Io trovo invece sia l’anello debole della sua impostazione.

          Il punto è NON avere un re, nè qualcosa che gli assomigli.

          Avere un re “eletto” o “scelto” (chiamato diversamente) dalla popolazione può mitigare l’arbitrio del potere, ma solo fino ad un certo punto.

          Per questo mi rifaccio all’abusato esempio di Hitler: eletto democraticamente, mostra molto chiaramente che il problema è limitare il potere dei capi, non sceglierli.

          Oggi il potere, in questo senso, agisce molto per gruppi: lobby, clientele, gruppi di interesse.

    • Caro Davide, anche se non direttamente in associato con questo soggetto, ma di uguale importanza e risposte, dai un ascolto a questo LINK …..

      https://www.youtube.com/watch?v=Bx2hEc7Dlcg

      E’ un po’ lungo, ma vale lo sforzo di ascoltarlo fino la fine. Un saluto ad una persona che stimo molto, e dunque ti ringrazio per come scrivi.

        • “A Cesare quello che è di Cesare”, credo sia un detto Italiano che un amico mi spiegava il significato.

          • Ho visto il video suggerito.

            Concetti interessanti, e che sostanzialmente condivido.

            Mi ha fatto piacere la citazione di Popper, che sono certo metterebbe in guardia da islamisti e vari soggetti illiberali, in merito al paradosso della tolleranza, e non certo da chi cerca di difendersi da essi.

            Molto bella la considerazione sulla “gioventù” delle idee liberali in occidente, in confronto ad altre culture molto ma molto più antiche e radicate. E’ vero, lo sono, hanno pochi secoli in sostanza.

            Per questo occorre insistere per poterle difendere, e farle capire ed apprezzare alla popolazione che dà tutto per scontato, e non si ricorda più (come dice nel video) perchè abbiamo la libertà, o almeno quello che ormai ne rimane.

            Fondamentale il discorso sull’immigrazione: non per razzismo, ma per difesa della cultura di libertà, che altrimenti verrà distrutta “democraticamente” da questi soggetti (come diciamo da anni).

            Infine, la questione della volontà: in occidente si va verso il disastro per autodistruzione, perchè manca la consapevolezza della ricchezza della libertà e del benessere che porta.

            Non so se condividere un certo ottimismo mostrato, perchè se manca la volontà, non si va da nessuna parte, e vedo troppa voglia di suicidarci esattamente come descrive la signora.

  2. È questo argomentare puntuale , analitico e comparato , il distillato ragionevole e testimoniato di precipitato essenziale di veritas , sapienza storica delle evidenze , registrazione delle concause . 

    Pur tuttavia , al netto della laboriosità intellettuale , etica comportamentale necessaria a comunicare la doverosa osservanza del reale , pare , e vorrei essere smentito , che la graffiante incisione del frame nello spaccato concausale , non approdi in ultima analisi a quell’effetto che si dovrebbe , a quel sommovimento numerico di popolo che possa “ fare” cogenza immediata ed efficace , cotanto d’agire con dovizia del caso , ossia impugnare forconi e speditamente dirigersi a “pulire le stalle “ dal fetore oppressivo della tirannide . 

    Ci sarebbe solo l’imbarazzo della scelta , in ogni dove pullula la presenza oppressiva da deep state , ogni pensare ed agire porta con sé il gravame aggiunto di imposizione equivalente .

    Ancor più triste l’inconsapevolezza diffusa da distrazione di massa contagiata e vinta .

    L’ abitudine morale e civile alla tendenziale virtù della democrazia , con tanto di valore al suffragio universale , non tragga in inganno le anime belle del moderatismo mondo ; 

    non illudiamoci QUI SIAMO IN GUERRA ed esperienza dovrebbe indurre a convincersi che questa feccia sistemica non abbozza a far prigionieri . Mai !  

    Provate voi a fare i Craxi , Berlusconi , Salvini , per vedere poi l’effetto che fa ! Per vedere chi e cosa vi viene in soccorso quando l’affare delle faccende si fa duro ! ? 

    Si fa sempre duro , contro il diritto del popolo a vivere , perché non esiste nessun Dio del male che in un tempo idoneo , pazientando dovrá rendere conto , redde rationem , nemesi , o risarcimento alcuno .

    Concludendo , o si capisce subito ed ora il da farsi , oppure sarà destino ineludibile : se Salvini non incita ( ipse dixit ) o non  organizza FATTI concreti , e non ha pronto un popolo a seguire , lo stesso andrà a processo , e seppellito tombalmente . 

    Iperbole , siamo alle continue sublimazioni , ed all’incanalare dell’aggressività fuori obbiettivo .

    Disperdere , depotenziare , imbonire , blandire , come apice massimo libero sfogo in commedia attraverso pochi e selezionati protagonisti del mainstream depotenziati ad espressività rigorosamente ingabbiate nel politically correct di finzione , d’equilibrismo comportamentale semantico , attitudinale a non incorrere nella mannaia sempre attiva della censura e del discredito , i flutti attualizzati mostrano la fisioniomica dell’orgia da potere . 

    Quoto : 

    “ Panta rei ; il gozzovigliare coi sacrifici altrui forgia una razza ******** mutante ed endemica , che non te la levi mai più dalle palle ; a tue spese foraggia  guardie del corpo , bravi , sicari , tribunali , brocardi ope legis  ,  vita natural durante . Amen .

    Altro che dell’onniscienza di Dio , questo magmatico esistere , quest’imprigionare coscienze e libertà, è oramai condizione endemica , epigenetica antropizzata delle devianze , che fa di ogni individuo il produttore impotente del suo fallimento , la rassegnazione organica ed il punto di caduta del suo misero pensiero “. 

    Tesi antitesi di ciclicitá storiche , il bislacco mondialismo presenta la filosofia dominante del PANGOLINO , metafora ma non troppo d’ import export del veicolo infetto di virus dalla duplice valenza . 

    È questa un’ epoca ove non fiorisce arte , scienza , genialitá; dilaga la GESTIONE , consumo immeritato di virtú dell’altrove .

    Perché di grazia ? 

    Annullato il rapporto causa effetto , il valore intangibile identitario del merito e delle expertise culture , il determinismo omogeneizzato spersonalizza identità  implicante  destino etero diretto.

    È atrofizzata la volontà e soprattutto la visione per cui al massimo dello sforzo grazie a strumenti della modernità come internet si riesce a smuovere simulacri di mini entusiasmi da spegnersi in piazze non appena terminata una mini eiaculatio praecox , per giunta emozionale impresa di valore irrilevante  . 

    Non smuove , non rimane effetto , sviluppi , risultati ; anzi , lo scimmiottìo antitetico di legittime manifestazioni del sentiment popolare , vengono depotenziate e ridicolizzate da contro manifestazioni di funzione organica e contraria ( vedi sardine) . 

    Nostalgia di tempi ove , il libro “le mie prigioni” di Silvio Pellico infervoravano più che una Piazza San Giovanni al gran completo , più delle eroiche puntate televisive dell’equilibrato ed ottimo Nicola Porro che smuove plurime sensibilità liberali . 

    Purtroppo la perniciosa invasivitá cancerogena della simbiosi mutualistica dello stato canaglia di natura totalitaria oppressiva con astrazioni ideologiche superstiziose religioni per menti deboli , è coazione a ripetere dello spirito di morte contro un flebile anelare sterile passione di vita sempre meno ardente .

    È realizzazione della mestizia e della mediocrità , della delazione e dell’invidia , è il trionfo di status parassita mafio saraceno cattocomunista , UNICO PADRONE , possessore di tutti i mezzi stabilente tutti i fini. 

    Contro l’iniziativa , la proprietà privata , ed il pensiero liberale , lo spazio rimanente nei ghetti della dolce morte , vedi droghe , relativismo , schizofrenia , alienazione , nichilismo , povertà, abbandono , degrado . 

    Dunque è finita ? Continueranno le foibe ? 

    Certamente , quando ogni momento l’energia del popolo alimenta minareti e muezzin della disinformazione , continue nenie , agguati sistemici alla veritas , sfinimenti rivoltanti per le manipolazioni , processi e manette , espropri e tasse . 

    Unica possibilità di salvezza ,  taglio nodo gordiano decisivo : distrarre ogni risorsa a qualsivoglia titolo per indebolire la massa cancerogena , per estirparne radicalismo parassitario.

    Provare per credere . 

    • Alla pari di “Davide V8”, grazie e complimenti; però penso che sia “beyond the understanding of our sparring friend Sal”.

  3. Siete ossessionati dal comunismo che, per puro interesse personale, vedete ovunque vi sentiate minacciati nei vostri egoismi meschini.

    Ormai tutto è comunismo: dall’istruzione pubblica alle tasse alla magistratura all’ambientalismo al coronavirus.

    Ridicoli.

    • Non vedo perchè gli egoismi meschini debbano essere solo da una parte, cioè degli altri.

      Come sempre la sua risposta è un insulto.

      Si potrebbe anche dire che sono 60 anni che i comunisti ossessionano quelli che non sono dalla loro parte quindi che ovviamente sono i “fascisti”

        • “Puro interesse personale e meschini egoismi” non sono un insulto ?

          Volano le frittate vero ?

          Questo è un insulto , confermo.

          • Senti caro non ti sembra di fare un pochino la vittima per le mie parole visto che qui si insultano e dileggiano continuamente Ministri, Capi di governo, Magistrati, uomini politici, giornalisti ecc ecc fino al Presidente della Repubblica?

            Di che parli non capisco?

            Adesso “interesse personale e piccoli egoismi” sono insulti?

            Ma rileggi l’immondizia scritta qui sul nostro Presidente della Repubblica prima di blaterare a vanvera!

    • Caro Sal, è certamente interesse personale poter vivere in pace, senza un mondo rovinato dai suoi amici prepotenti che vogliono vivere le vite degli altri.

      Più egoista che dover decidere anche per gli altri, de facto schiavizzandoli, non vedo cosa ci possa essere.

      Se siete comunisti nella testa non è colpa nostra, ma vostra e delle vostre idee orrende, liberticide, prepotenti.

      Lei parla come uno schiavista che dà degli “egoisti” agli schiavi che vogliono essere liberi.

      Per lei devono continuare ad essere schiavi – facendo ciò che dice lei – per contribuire all’altruistico “bene comune”.

    • Per me, caro Sal, che sono cresciuto senza ideologie, sono libero a pensare di tutto quanto e cosa voglio.

      I comunisti dovrebbero conoscere questa sensazione di libertà per capirla, ma loro sono incatenati da concetti altrui, non hanno il diritto di pensare in proprio, devono seguire il dictat imposto da altri.

      Se è quello importante per te, seguilo pure, ma come rispetto il tuo, lascia che altri seguono la loro strada senza insulti.

  4. Pluralità. Questa è la parola chiave.

    Da notare come tutti i “sapienti” considerino questo concetto, cioè con totale avversione e rifiuto.

    Anche in campo (pseudo) scientifico, con una visione epistemologica agghiacciante.

    Sono comunisti nel midollo, in sostanza. O del tutto illiberali, se vogliamo essere generosi.

  5. Conosco anche la risposta di Croce, ma vedrò di trovarlo in livìbraìeria per capire il valore aggiunto che ne ha dato Desiderio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *