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Transizione ecologica: 9 domande al ministro Cingolani - Seconda parte

7. Anche ammesso che i cittadini della Ue fossero disponibili a sostenere il titanico sforzo di avere pieno controllo delle riserve mondiali di combustibili fossili, la domanda è: come codesto controllo si concilierebbe con gli articoli 7 e 9 degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Onu, che garantiscono ai Paesi poveri la fine della loro condizione di povertà e di fame, favorendo per essi l’accesso ad energia affidabile e a buon mercato, e favorendo lo sviluppo della industrializzazione – obiettivo classificato di maggiore urgenza che non quello di governare il clima (articolo 13)? Peraltro, anche gli Accordi di Parigi riconoscono a tutte le nazioni, e in particolare ai Paesi in via di sviluppo, «il diritto di sfruttare le proprie risorse e sviluppare le proprie economie». Non vede contraddizioni?

8. Coi circa 60 miliardi di euro di sua competenza del Recovery Fund potrebbero essere installati impianti fotovoltaici capaci di produrre meno di 2 GW elettrici, oppure impianti nucleari capaci di produrre oltre 20 GW elettrici. Ma, anche optando per il nucleare, la produzione carbon-free di 20 GW elettrici comporterebbe riduzioni da parte nostra non del 50% ma del 15%. Si rende conto che a) l’obiettivo è, comunque, irraggiungibile e b) che, in ogni caso, l’opzione nucleare è senza concorrenti?

9. Intervistato da Formigli a Piazza Pulita, Signor Ministro, lei ha affermato che entro 10 anni la penetrazione delle auto full-electric in Italia sarà del 30%. Di ibride gliene concedo quante ne vuole, ma di full-electric io dico che, ad esser ottimisti, saranno meno dell’1%. Siccome lei è giovane e 10 anni passano presto, vorrebbe cortesemente rifare i suoi calcoli e, eventualmente, rettificare quanto ha recentemente affermato da Formigli?

Grazie.

Franco Battaglia, 27 aprile 2021

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