Esteri

Trump attacca di nuovo Papa Leone: “Mette in pericolo molti cattolici”

Lo scontro tra il Tycoon e il Pontefice: "Ritiene giusto che l’Iran possegga l’arma nucleare". Rubio atteso in Vaticano

Prevost vs Trump Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI
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Donald Trump è tornato a criticare pubblicamente Papa Leone XIV. Il presidente degli Stati Uniti ha accusato il Pontefice di mettere “in pericolo molti cattolici” con le sue posizioni politiche e le sue dichiarazioni. Lo scontro tra i due non è nuovo, ma queste nuove accuse hanno infiammato ancora di più il dibattito. Trump ha sottolineato di non condividere alcune opinioni espresse recentemente dal Papa su temi globali.

Le critiche rivolte a Papa Leone XIV

Tra le affermazioni di Trump, spicca l’accusa secondo cui Papa Leone XIV sarebbe a favore del fatto che l’Iran possa dotarsi di armi nucleari. “Ritiene giusto che l’Iran possegga l’arma nucleare, una posizione che considero estremamente pericolosa”, ha dichiarato Trump. Queste parole sono arrivate in un momento particolarmente delicato, vista la tensione attuale tra Stati Uniti, Iran e altre potenze internazionali.

Trump ha poi ribadito la necessità di agire con prudenza, soprattutto quando si tratta di sicurezza globale. Secondo il presidente, alcune prese di posizione del Papa potrebbero destabilizzare ulteriormente una situazione internazionale già complessa. Sebbene i dettagli delle sue affermazioni non siano stati approfonditi da Trump, l’accusa è chiara: il Pontefice starebbe, a suo dire, sottovalutando i rischi per i cattolici di tutto il mondo.

Le reazioni del Vaticano alle accuse

Il Vaticano non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali in risposta alle parole di Trump. In fondo tra un paio di giorni Leone incontrerà Marco Rubio, segretario di Stato Usa. L’udienza si terrà giovedì 7 maggio alle 11.30 al Palazzo apostolico. Si pensava che fosse l’occasione per ricucire tra Washington e Santa Romana Chiesa, ma le parole di Donald lasciano presagire che le cose potrebbero essere un po’ più complicate di così. L’ambasciatore americano presso la Santa Sede, Brian Burch, intanto ha fatto sapere che l’incontro Rubio-Prevos includerà una “conversazione franca” sulle politiche dell’amministrazione Trump. “Le nazioni hanno disaccordi, e credo che uno dei modi per superarli sia… attraverso la fraternità e un dialogo autentico – ha detto Burch – Credo che il segretario stia venendo qui con questo spirito. Per avere una conversazione franca sulla politica statunitense, per impegnarsi nel dialogo”.

Proprio oggi il cardinale Gerhard Ludwig Müller, teologo e prefetto emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede, al Corsera aveva detto che “in questo momento Marco Rubio è senz’altro l’interlocutore più affidabile, per la Santa Sede”. “Gli Stati Uniti – spiegava Müller – non possono essere contro il Papa e il Vaticano, una composizione è necessaria. È anche una questione di prudenza, negli Usa ci sono più di cinquanta milioni di cattolici ai quali gli attacchi al Papa non saranno certo piaciuti. I politici devono essere più diplomatici, più ragionevoli”. Vedremo se le parole di Trump avranno qualche conseguenza anche sull’incontro odierno.

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