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Trump, colpo di scena: “Stop ai dazi per 90 giorni”

Il presidente Usa sospende le tariffe per tutti i Paesi tranne che per la Cina: a Pechino imposti dazi al 125%

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato una pausa di 90 giorni sui dazi per tutti i partner commerciali, ad eccezione della Cina. Contro Pechino sono stati disposti dazi del 125%, alzando il livello dello scontro commerciale tra i due paesi.

Il post di Trump

“Considerata la mancanza di rispetto dimostrata dalla Cina nei confronti dei mercati mondiali, aumento con effetto immediato i dazi applicati dagli Stati Uniti alla Cina al 125% – ha scritto The Donald su Truth – A un certo punto, auspicabilmente nel prossimo futuro, la Cina si renderà conto che i tempi in cui si continuava a derubare gli Stati Uniti e altri Paesi non sono più sostenibili né accettabili. Al contrario, e sulla base del fatto che oltre 75 Paesi hanno convocato rappresentanti degli Stati Uniti, inclusi i Dipartimenti del Commercio, del Tesoro e dell’USTR, per negoziare una soluzione alle questioni in discussione relative a Commercio, Barriere Commerciali, Tariffe, Manipolazione Valutaria e Tariffe Non Monetarie, e che questi Paesi, su mio forte suggerimento, non hanno esercitato ritorsioni in alcun modo o forma contro gli Stati Uniti, ho autorizzato una PAUSA di 90 giorni e una Tariffa Reciproca sostanzialmente ridotta del 10% durante questo periodo, anch’essa con effetto immediato. Grazie per l’attenzione!”.

Immediato il rimbalzo dei mercati: il Dow Jones sale del 6,26%, il Nasdaq guadagna il 9,04% mentre lo S&P 500 segna +7,46%.

Il presidente Usa ha poi spiegato i motivi che l’hanno portato a questa scelta: “Faremo accordi equi con tutti i Paesi”, ha detto Trump. “Ho pensato che la gente stesse diventando un pò spaventata”. Nessun rimpianto, però: “Ma qualcuno doveva farlo” perché la situazione “non era sostenibile”: “Ci vuole coraggio a fare quello che ho fatto”.

La Cina paga dazio

Se da una parte Trump è convinto che sarà possibile trovare un accordo con l’Europa, con la Cina il discorso si fa più complicato. Il presidente sostiene che prima o poi Pechino si piegherà (“Lo vuole ma non sa da che parte iniziare”), ma per il momento restano le tariffe reciproche. La Cina nei giorni scorsi ha risposto duramente, aumentando a sua volta le tariffe su beni statunitensi all’84%, un’enorme impennata rispetto al precedente 34%. Una mossa che ha “pagato” duramente: sarà infatti l’unico Paese a non godere della pausa di 90 giorni annunciata dal presidente Usa. Anche l’Unione Europea oggi ha reagito votando il via libera di nuovi dazi del 25% su selezionati prodotti statunitensi, ma il loro avvio sarebbe dovuto scattare il 15 aprile. A questo punto, è possibile che il voto di oggi di Bruxelles (Orban si era smarcato) possa essere rivisto.

Billionaires e top CEO contro i dazi

Intanto un coro di critiche è arrivato dai principali esponenti dell’economia americana, inclusi il CEO di JPMorgan Chase Jamie Dimon, il miliardario Elon Musk e Bill Ackman, noto gestore di hedge fund. Ackman ha definito le politiche di Trump una “guerra economica globale” e ha avvertito che potrebbero portare a una “crisi economica auto-indotta”. Dimon, da parte sua, ha parlato di inflazione crescente e di un rischio maggiore di recessione.

Elon Musk, in un’apparizione online al congresso della Lega, aveva espresso il desiderio di vedere un passaggio a una situazione di libero scambio, criticando indirettamente le tariffe. Anche altre figure di spicco hanno chiesto un ripensamento della strategia tariffaria per evitare ulteriori danni economici.

Ripercussioni sui mercati e sull’economia

Le tensioni legate ai dazi hanno avuto un impatto immediato sui mercati finanziari, che hanno registrato giorni di notevole volatilità.  I dazi stanno anche influenzando settori economici chiave come quello del trasporto aereo. Il CEO di Delta Air Lines, Ed Bastian, ha annunciato un ridimensionamento dei piani di crescita dell’azienda a causa dell’incertezza economica globale causata dalle politiche tariffarie e della diminuzione delle prenotazioni.

Il ruolo dell’Unione Europea e di Giorgia Meloni

L’Unione Europea, sotto pressione, si sta preparando per affrontare la crisi commerciale. La Presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni è attesa a Washington il 17 aprile per incontrare Trump. Il suo obiettivo sarà negoziare una riduzione delle tariffe e cercare di scongiurare una crisi commerciale più ampia.

Meloni mira a proporre una strategia chiamata “zero per zero”, per azzerare i dazi reciproci sui prodotti industriali tra USA e UE. Questo approccio, che richiede il supporto di Bruxelles, potrebbe essere un passo importante per calmare le tensioni e rilanciare il dialogo transatlantico.

Le tensioni con la Cina

La Cina, uno dei principali destinatari delle politiche tariffarie di Trump, ha dichiarato di essere pronta a “combattere fino in fondo” contro le restrizioni commerciali statunitensi, come affermato dal Ministero del Commercio. Intanto, le misure imposte dai due paesi continuano a colpire anche i consumatori e le aziende, con un aumento generalizzato dei costi.

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