Esteri

Trump contro i giudici prepara la guerra sui dazi

Sulle tariffe sarà battaglia legale. Sospesa la sentenza, ma il caso potrebbe arrivare alla Corte Suprema. The Donald: "Sentenza orribile"

Trump dazi (1) Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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La US Court of International Trade ha bloccato una serie di dazi imposti da Donald Trump, definendoli “illegali” e ordinandone la sospensione entro dieci giorni. La decisione è stata unanime, presa da tre giudici nominati da presidenti di entrambi i partiti: Jane Restani da Ronald Reagan, Gary Katzmann da Barack Obama e Timothy Reif da Donald Trump. Poco dopo anche la D.C. District Court ha emesso una sentenza simile. I dazi colpiti includevano le tariffe globali annunciate il 2 aprile, note come “dazi reciproci”, e quelle contro Canada, Messico e Cina. Rimangono invece in vigore le tariffe decise ai sensi della Section 232 del Trade Act, che giustifica le restrizioni per motivi di sicurezza nazionale, ovvero quelli su acciaio, alluminio e automobili.

Donald Trump ha reagito duramente alla sentenza della Corte, definendola “orribile” e “politica” attraverso un post su Truth Social. Nel suo sfogo, il presidente ha criticato la richiesta di approvazione del Congresso per i dazi, affermando che ciò avrebbe compromesso il potere presidenziale e segnato una perdita economica significativa per gli Stati Uniti. “Il nostro Paese avrebbe perso migliaia di miliardi di dollari”, ha dichiarato. La Casa Bianca ha rincarato la dose, parlando di un “golpe giudiziario” e dichiarando che “non spetta ai giudici non eletti decidere come affrontare le emergenze nazionali”.

La decisione della Corte d’Appello

Il giorno successivo alla clamorosa sentenza, la Corte d’Appello ha sospeso temporaneamente la decisione della US Court of International Trade, accettando di esaminare i documenti presentati. Questo ha permesso di mantenere in vigore i dazi per il momento, fornendo un temporaneo sollievo all’amministrazione Trump. Difensori della Casa Bianca, come Kevin Hasset e Peter Navarro, hanno sostenuto che questa decisione non influirà sulle trattative commerciali in corso e hanno indicato l’intenzione di utilizzare altri strumenti legali per continuare ad applicare i dazi controversi.

La controversia ruota intorno all’uso dell’International Emergency Economic Powers Act, una legge del 1977, che consentirebbe l’introduzione di restrizioni solo in situazioni di emergenza. Secondo i giudici, questa norma non giustifica l’utilizzo fatto dall’amministrazione Trump per introdurre dazi globali di ampia portata. Trump, tuttavia, difende il suo approccio, dichiarando che tali misure sono essenziali per proteggere l’America da danni economici e finanziari inflitti da Paesi esteri.

In arrivo la Corte Suprema

La battaglia giudiziaria è tutt’altro che conclusa. L’amministrazione ha annunciato l’intenzione di portare il caso davanti alla Corte Suprema, alimentando ulteriormente le tensioni tra potere esecutivo e giudiziario. L’esito, secondo gli esperti, non è prevedibile, nonostante la maggioranza conservatrice della Corte. Intanto, i principali partner commerciali degli Stati Uniti, come la Cina, attendono gli sviluppi, chiedendo la cancellazione dei dazi unilaterali. I mercati finanziari, sensibili a queste dinamiche, osservano con attenzione gli sviluppi.

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